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venerdì 27 febbraio 2009

Canti per la Prima Domenica di Quaresima: domenica del Salmo 90 (su ali d'aquila)

Leggendo attentamente il Messale Gregoriano (che è il libro di canto riformato per il messale di Paolo VI) ci si accorge - non senza sorpresa - che tutti i canti del proprio della I domenica di Quaresima, ma proprio tutti, sono tratti dallo stesso salmo: il salmo 90 (91)! Una situazione più unica che rara nel "libretto" dei canti della Chiesa Romana, di solito molto vario nell'uso dei 150 salmi.
Ecco la lista dei canti come è proposta (con lo spartito e gli mp3 dei monaci brasiliani di San Paolo):

Introito: Sal. 90, 15.16 et 1 Invocabit me (4m21.1s - 4083 kb)

Graduale: Sal. 90, 11-12 Angelis suis (4m03.3s - 3805 kb)

Tratto: Sal. 90, 1-7 et 11-16 Qui habitat (2m59.0s - 2801 kb)

Offertorio: Sal. 90, 4-5 Scapulis suis (1m04.4s - 1011 kb)

Comunione: Sal. 90, 4-5 Scapulis suis (4m32.5s - 4261 kb)

Già capiamo dall'uso insistente e martellante di un unico testo, che quel salmo deve essere importante per la giornata. Infatti contiene il versetto che, nel Vangelo di Matteo (anno A), Satana usa per cercare di convincere Gesù a buttarsi dal pinnacolo del Tempio: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra". Fa eco a questa frase il Graduale Angelis suis.

Il Salmo 90 (91) diventa dunque il motivo dominante del canto di questa domenica. Non si canta altro. Addirittura le antifone di offertorio e comunione hanno un identico testo (Sal 90,4-5), benchè musiche differenti.

Il pezzo forte di questa domenica è tuttavia il Tratto (cioè quel canto che sostituisce l'Alleluia in Quaresima, perchè in questo tempo si "digiuna" anche dal giubilo alleluiatico). Un brano monumentale, di 13 versetti (di solito il Tractus ne ha da 3 a 5). Dura più di 11 minuti. Undici minuti di lenta meditazione della parola proclamata, "ruminando" nel canto di questo "mantra" gregoriano il salmo di cui sopra, l'inno alla protezione di Dio per i figli che confidano in lui: "Chi dimora nell'aiuto dell'Altissimo, vivrà sotto la protezione del Dio del cielo. Dirà al Signore: Tu sei colui che mi accoglie e il mio rifugio, Dio mio: spererò in lui. ...Con le sue spalle di adombrerà e sotto le sue ali spererai... Poichè ha dato ordine ai suoi angeli riguardo a te di custodirti in tutte le tue vie, con le mani ti sosterranno perchè il tuo piede non inciampi nel sasso". (Un commento in inglese a questo canto lo trovate qui).

Ricapitolando. Visto che il Salmo 90 (91) è il canto imprescindibile per questa domenica (anche le antifone da leggere sul Messale lo riportano sia all'introito che alla comunione), anche se non si canta nulla in gregoriano o polifonia, bisogna trovare il modo di eseguirlo.

Ed eccomi ora alla proposta pastorale, che un po' di realismo mi spinge a fare.

Per i cori giovanili delle parrocchie, quindi, propongo di usare o all'inizio o all'offertorio o alla comunione (in questa domenica va bene dappertutto, alla faccia di chi vi dice sempre che ci sono i canti adatti all'inizio, ma non all'offertorio, e non alla comunione e viceversa...), il canto rinomatissimo: SU ALI D'AQUILA (di Michael Joncas, in inglese: On eagle's wing). Ricordate: le parole del canto, nella liturgia, hanno sempre più importanza della musica con le quali sono vestite. Perciò, regola d'oro, è scegliere il canto con i versetti più simili a quelli del Graduale Romanum (o delle antifone sul messale). Purtroppo la parità di condizioni (SC 116), in parrocchia per ora c'è raramente.

Vi consiglio, se proprio volete cantare la versione moderna, di utilizzare l'originale inglese: è incomparabilmente più bello, e il testo si adatta perfettamente alla musica (come succede con il latino del gregoriano, che è praticamente intraducibile). I giovani della parrocchia media, dopotutto, in latino non sanno più cantare, ma in inglese sì [e qui si dimostra che la lingua italiana non è poi così essenziale per il canto liturgico :-) ]

Ci sono parecchie versioni in YouTube di questo canto popolarissimo:
"Su Ali D'Aquila" (Sal 90) cantato al funerale di Luciano Pavarotti

1 commento:

m.aelred ha detto...

L'uso di affidare al salmo 90 di dare il tono alla quaresima è antichissimo, oltre alle composizioni delle parti mobili della Messa è bello ricordare il grande commento a questo salmo fatto da san Bernardo e offerto a sostegno del digiuno dei suoi monaci durante il capitolo quotidiano.

Caro padre nella mia parrocchia in questa quaresima abbiamo preso l'iniziativa di far precedere la celebrazione eucaristica dalla lettura del martirologio del giorno, sarei grato sesuggerisse anche un'altra collocazione di questo uso che, nella vita monastica è ben collocato il mattino dopo le lodi, o all'inizio del pranzo, ma chi non fa vita comune? Grazie.
Anche il Mrtirologio rappresenta una bella ricchiezza della Chiesa e andrebbe fatto conoscere.

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