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lunedì 16 febbraio 2009

"Subsist in" secondo la libera intrepretazione del Card. Cormac Murphy O'Connor


Il Catholic Herald, autorevole settimanale cattolico britannico, ha recentemente riportato il discorso che il Cardinale primate d'Inghilterra ha offerto ai vescovi della chiesa Anglicana riuniti in Sinodo per affrontare i noti gravi problemi che stanno affliggendo la loro turbata comunione. Si sa bene quanto i vescovi liberal della Gran Bretagna temano il ritorno massiccio di anglicani tra le fila cattoliche inglese. Quello che non si sapeva, o almeno io lo ignoravo, era l'atteggiamento ambiguo del Cardinale inglese di Westminster (fortunatamente prestissimo pensionando).
Radio Vaticana, riprendendo l' "apertissimo" The Tablet, come se non stesse dando notizie bomba scriveva:
Secondo il settimanale cattolico inglese “Tablet” ripreso dall'agenzia Sir, il cardinale Murphy-O’Connor parlerà dell’impatto dell’ordinazione delle donne due giorni prima che il Sinodo voti a questo riguardo. Sempre il settimanale, ricorda che i rapporti tra le due Chiese sono ottimi. “Gli accordi che abbiamo raggiunto a fatica sono stati importantissimi per il futuro della Chiesa e quindi il dialogo deve continuare”, ha detto Murphy-O’Connor definendo la Commissione di dialogo tra le due Chiese “Arcic” “una somma di denaro sicura in banca”.
Insomma: i fratelli anglicani vogliono a breve ordinare donne vescovo e il Cardinale dice che i rapporti con i cattolici sono ottimi e avanti tutta con il dialogo.

Come altri, anche io mi sono stropicciato gli occhi leggendo sul monitor del PC le seguenti parole, tratte dal discorso che il Cardinal Murphy O'Connor ha fatto: 


"Benché i cattolici credano che la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica, proprio questa formula  implica che la Chiesa cattolica romana non sia totalmente autosufficiente, e che le ricchezze e i doni di altre chiese cristiane sono elementi che contribuirebbero alla sua pienezza. "(Cardinale Murphy-O'Connor, Westminster, Chattolic Herald 13/02/09)


Ergo idee del genere: tutti dobbiamo avvicinarci, anche voi fratelli avete ciò che non abbiamo, unendoci possiamo arrichirci vicendevolmente di quello che manca in ciascuna delle nostre Chiese e via discorrendo allegramente, con ogni sorta di ecumenico bon ton
Ora, una cosa è l'arricchimento sul piano umano e perfino culturale, niente da dire (anzi!!), una cosa tutta diversa l'arricchimento sul piano misterico-dogmatico: dobbiamo ribadirlo, i cristiani che già vivono nella comunione cattolica non mancano di nessun elemento necessario, sono sì "totalmente autosufficienti", non per i loro meriti, ma per un dono immeritato di Cristo, che li mantiene nella "cattolica unità".
Leggendo il testo del Cardinale Inglese, mi son detto: "qui si gioca ancora con il subsistit in e pure con gli "elementi di verità e santificazione presenti al di fuori dei confini visibili della Chiesa Cattolica". Ma la Chiesa Cattolica, finchè l'ecumenismo non avrà portato alla riunificazione delle Chiese e comunità ecclesiali, sarà forse mancande di "doni e ricchezze"? E' proprio questo che vuol dire il Concilio? E poi vi chiedete perchè i Lefebvriani sono guardinghi? Ma se anche un Cardinale, oggi, può dire pubblicamente certe cose, potremmo pur dire che non fanno male ad essere sospettosi.

* Che cosa afferma VERAMENTE il Concilio Vaticano II? Leggiamo attentamente Lumen Gentium 8 (la lettera, prego, non lo spirito):
"Cristo, unico mediatore, ha costituito sulla terra e incessantemente sostenta la sua Chiesa santa, comunità di fede, di speranza e di carità, quale organismo visibile, attraverso il quale diffonde per tutti la verità e la grazia. Ma la società costituita di organi gerarchici e il corpo mistico di Cristo, l'assemblea visibile e la comunità spirituale, la Chiesa terrestre e la Chiesa arricchita di beni celesti, non si devono considerare come due cose diverse; esse formano piuttosto una sola complessa realtà risultante di un duplice elemento, umano e divino. Per una analogia che non è senza valore, quindi, è paragonata al mistero del Verbo incarnato. Infatti, come la natura assunta serve al Verbo divino da vivo organo di salvezza, a lui indissolubilmente unito, così in modo non dissimile l'organismo sociale della Chiesa serve allo Spirito di Cristo che la vivifica, per la crescita del corpo (cfr. Ef 4,16) .
Questa è l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica e che il Salvatore nostro, dopo la sua resurrezione, diede da pascere a Pietro (cfr. Gv 21,17), affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida (cfr. Mt 28,18ss), e costituì per sempre colonna e sostegno della verità (cfr. 1 Tm 3,15). Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui, ancorché al di fuori del suo organismo si trovino parecchi elementi di santificazione e di verità, che, appartenendo propriamente per dono di Dio alla Chiesa di Cristo, spingono verso l'unità cattolica".
Cerchiamo allora di chiarire le cose: nel primo paragrafo si dichiara inequivocabilmente:
a) Non esiste una chiesa "spirituale" o "invisibile" e un "corpo della chiesa" o "chiesa istituzione", che non è adeguato alla sua natura puramente spirituale. No! La chiesa è costituita di una "duplice complessa realtà", una realtà divina e  umana, in analgogia con la stessa incarnazione del Figlio di Dio. Il Verbo di Dio non ha "abitato" in un corpo, quasi fosse uno spirito che anima una marionetta umana. Il Verbo di Dio si è fatto carne, è diventato vermanente uomo. In modo simile, si badi bene, la realtà terrena della chiesa non è separata, nè separabile dalla sua realtà mistica. 

b) Questa "unica complessa realtà" è la Chiesa di Cristo: l'una, santa, cattolica e apostolica, il corpo di Cristo (e Cristo non può avere che un corpo solo), la Sposa di Cristo (e Cristo non è bigamo!)....

c) La Lumen Gentium ci offre un principio per localizzare la vera Chiesa di Cristo: Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui. Chiaro o no? L'unica sussistenza della Chiesa di Cristo, nella sua realizzazione in questo mondo è la Chiesa governata dal successore di Pietro e i Vescovi in comunione con lui. Si potrebbe anche dire, al modo Orientale, se preferite: Questa Chiesa sussiste nella comunione cattolica delle Chiese a cui presiede nella carità il Successore di Pietro. Dite come volete: questa è la DOTTRINA DEL CONCILIO VATICANO II.

d) Ma come la mettiamo con la "vera Eucaristia" e il "vero ministero ordinato" che rende le comunità ortodosse "vere chiese"? Nessun problema, dice Lumen Gentium: questi elementi di santificazione e di verità, appartenendo propriamente per dono di Dio alla Chiesa di Cristo, spingono verso l'unità cattolica. Li troviamo fuori dei confini visibili della Chiesa cattolica, perchè dei veri cristiani si sono separati dalla loro Madre Chiesa, pur senza rinnegare i doni essenziali che vengono da Dio, come doni alla Chiesa di Cristo. Essi poi spingono verso l'unità cattolica. La Comunione delle Chiese cattoliche possiede già, ovviamente, l'unità cattolica. Gli elementi di santificazione e verità spingono quanti sono separati dalla Cattolicità a riunirsi ad essa, ma non per arricchirla, visto che questi doni e ricchezze essa mai li ha persi, ma per farli arricchire con l'incontro della pienezza cattolica.

A tal proposito a Sua Eminenza e a tanti teologi, che non vogliono ancora intendere che subsist in è una variante di est, e fanno tutt'oggi salti mortali ermeneutici per spiegare in modo diverso ed "ecumenicamente soft" ciò che, secondo l'interpretazione tradizionale di tutti i concili e il magistero autentico della Chiesa è pacifico e assodato, consiglierei di rileggere le Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti della circa la dottrina della Chiesa, documento uscito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2007, il quale chiarisce a chi, riottosamente, non se ne vuole dare per inteso che: 
"Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha forse cambiato la precedente dottrina sulla Chiesa ?

Risposta: Il Concilio Ecumenico Vaticano II né ha voluto cambiare né di fatto ha cambiato tale dottrina, ma ha voluto solo svilupparla, approfondirla ed esporla più ampiamente".
e inoltre:
"Secondo la dottrina cattolica, mentre si può rettamente affermare che la Chiesa di Cristo è presente e operante nelle Chiese e nelle Comunità ecclesiali non ancora in piena comunione con la Chiesa cattolica grazie agli elementi di santificazione e di verità che sono presenti in esse, la parola "sussiste", invece, può essere attribuita esclusivamente alla sola Chiesa cattolica, poiché si riferisce appunto alla nota dell’unità professata nei simboli della fede (Credo…la Chiesa "una"); e questa Chiesa "una" sussiste nella Chiesa cattolica.


Terzo quesito: Perché viene adoperata l’espressione "sussiste nella" e non semplicemente la forma verbale "è" ?
Risposta: L’uso di questa espressione, che indica la piena identità della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica, non cambia la dottrina sulla Chiesa; trova, tuttavia, la sua vera motivazione nel fatto che esprime più chiaramente come al di fuori della sua compagine si trovino "numerosi elementi di santificazione e di verità", "che in quanto doni propri della Chiesa di Cristo spingono all’unità cattolica".
Quella appena riportata è l'ermeneutica ecclesiale del passo tanto citato e controverso, interpretazione autentica del Magistero. Punto. Finite altre interpretazioni fantasiose, che in questi 40 anni hanno cercato di forzare in ogni modo queso passo conciliare come "grimaldello ecumenico", nel senso di una "sussistenza" della invisibile Chiesa di Cristo un po' dappertutto, e sicuramente non solo nella comunione cattolica delle chiese già unite tra loro e al Pontefice Romano. Lo ripetiamo: la grazia di Cristo agisce nella sua parola e nei suoi sacramenti dovunque ci sia la fede cristiana e la tradizione apostolica, ma questo non rende porzioni separate di cristiani, chiese provviste di tutti gli elementi di santificazione e verità presenti nella Cattolica. Anzi, parlando nello specifico degli anglicani, il grave deficit ministeriale ed eucaristico, non può essere supplito dalla somiglianza delle cerimonie esterne e delle mitrie di vescovi e vescovesse.

Eminenza Londinese, non si preoccupi dunque del ritorno degli Anglicani: farà bene a loro e farà bene a noi. Ma in modo diverso: a loro per la pienezza della fede, a noi per la pienezza della carità. E chi continua a non volere far rietrare i fratelli Anglicani per paura di critiche ecumeniche, dovrebbe rileggersi anche Lumen Gentium 14 e iniziare a tremare per le sue posizioni dottrinali e per ciò che possono causare a chi incautamente dovesse seguirle:
"Il santo Concilio si rivolge quindi prima di tutto ai fedeli cattolici. Esso, basandosi sulla sacra Scrittura e sulla tradizione, insegna che questa Chiesa peregrinante è necessaria alla salvezza. Solo il Cristo, infatti, presente in mezzo a noi nel suo corpo che è la Chiesa, è il mediatore e la via della salvezza; ora egli stesso, inculcando espressamente la necessità della fede e del battesimo (cfr. Gv 3,5), ha nello stesso tempo confermato la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano per il battesimo come per una porta. Perciò non possono salvarsi quegli uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare" (Lumen Gentium, 14)

4 commenti:

lycopodium ha detto...

commento da incorniciare!
grazie

Anonimo ha detto...

Il documento del 2007 dell'ex Santo Uffizio,quando dice "il concilio non ha voluto cambiare ne' di fatto ha cambiato la dottrina ecc." dira' pure la verita'ma tradisce un'idea modernista al limite,e mica tanto,dell'eresia.Puo' infatti,anche solo per ipotesi,il Concilio ,o un Papa ,cambiare,volendolo,un punto di dottrina definita? Fino a quarant'anni fa' la risposta era NO.Anche il Papa era vincolato(la Pastor Aeternus parla di "irreformabiles" a proposito degli atti di magistero straordinario).Qui si gioca il tutto ed e' questo il vero nodo gordiano che sta dietro a tanti fiumi d'inchiostro,a tanti commenti,a tanta "ermeneutica".

fr. A.R. ha detto...

Caro anonimo, la Congregazione della Dottrina della Fede, come dice il titolo del documento, stava dando "Risposte" a quesiti posti ad essa. Per questo, riprendendo una domanda abbastanza frequente la smentisce, come a dire: "E' chiaro che il concilio non voleva e non poteva cambiare la dottrina tenuta da sempre sull'unicità della Chiesa cattolica".
Non insinuiamo anche nei documenti più chiari e limpidi quello che essi non hanno nessuna intenzione di dire. Non c'è proprio niente di modernista nella risposta. Il problema, semmai, e posso concordare, è in chi pone la domanda.

Anonimo ha detto...

Grazie per l'ottima risposta.Certo era meglio aggiungere una frase del tipo "ne' avrebbe potuto",quelle frasi un po' ovvie che talora sono tali per chi parla ma non per chi ascolta.Come si diceva una volta?Repetitio est mater studiorum......Resta il fatto che di fronte a tanta indubbia chiarezza del Magistero(intendo quello Petrino,basti alludere al bellissimo Credo del Popolo di Dio di Paolo VI,che io obbligherei ad incidere su tutte le chiese cattoliche,se tali,del mondo)c'e' in giro una confusione di idee di ordine veramente abnorme(per restare al grande Pontefice evocato,non sara' il fumo di Satana?).Saluti vivissimi ed un plauso cordiale per il sito.Pietro

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