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sabato 30 novembre 2013

Novità liturgiche da un anno all'altro...

Il video dei primi vespri della I domenica d'Avvento 2013


E' passato solo un anno dallo scorso Avvento, ma la linea liturgica a San Pietro, innegabilmente, è cambiata parecchio. Adesso Papa Francesco lo conosciamo e abbiamo imparato ad apprezzarlo per quel suo fare schietto e immediato e il suo dire sodo, chiaro e diretto. Ma non c'è dubbio che la solennità papale la sopporta ancora a fatica e predilige una certa opera di riduzione.
Riduzione del latino, nonostante qualche residuo inno che resiste; riduzione però anche delle lingue straniere (non si trovano più le traduzioni in inglese nei libretti, le intercessioni non sono proclamate più in diversi idiomi). Trionfa la lingua italica, anche in occasioni internazionali come i vespri con gli universitari, che - come mostra il video - a Roma sono piuttosto multicolori (pensiamo alle centinaia di paesi diversi che vedono loro rappresentanti solo nelle facoltà pontificie). Il Vescovo di Roma, d'altra parte, presiede alla "Caput Mundi" non alla capitale della penisola italiana!
antifona in italiano (2013)
antifona originale in latino (2012)
In quest'inizio di Avvento, come si vede qui sopra, anche le antifone latine hanno ceduto il passo, dopo che già i salmi erano da qualche anno già cantati in italiano. La buona notizia è che ai testi in italiano delle antifone sono state adattate molto bene le tradizionali melodie dell'antifonario romano (proprio come suggeriva il maestro MacMillan qualche giorno fa....qui), e chissà come brontoleranno domani i puristi del gregoriano!? In effetti però, questo adattamento sarebbe un gran passo avanti in parrocchie e perfino in alcune cattedrali, tuttavia vederlo compiere a San Pietro dà l'idea del passo del gambero. Se nemmeno nel vespro papale, animato dall'augusta Cappella Sistina, non si usano più le antifone originali romane, dove potremo mai andare a trovarle? Comunque sia prendiamolo almeno come esempio da seguire per i luoghi in cui ancora si legge tutto.
Il rammarico per la prematura scomparsa del responsorio proprio gregoriano rimane invece inconsolabile.

Purtroppo sappiamo che - non per colpa sua - Papa Francesco non canta. Se questo risulta problematico nella Messa solenne, lo è ancor più al Vespro cantato. Niente vieterebbe, comunque, che il Papa in futuro possa lasciare ad un altro celebrante il compito di condurre il vespro coram Summo Pontifice, come già in altre occasioni fece Benedetto XVI (vedi il vespro secondo il rito certosino), limitandosi a tenere l'omelia e impartire la benedizione.

Per quanto riguarda la scelta dei paramenti.... auspichiamoci che come da vescovo in Argentina, quand'era Ordinario per gli orientali privi di un prelato proprio, Bergoglio non si esimeva dal rivestire le elaborate vesti del rito bizantino ucraino (vedi foto qui sotto), così ora che è a Roma, accetti di buon grado quello che potrebbe (e di certo vorrebbe) offrirgli la sacrestia Pontificia. Anche gli occhi hanno bisogno di essere rallegrati dalla bellezza nella preghiera, come le orecchie dalla musica e le narici dal profumo d'incenso. Anche la nobile bellezza delle vesti artigianali e dei tessuti naturali (non il terital e i ricami a macchina) aiuta ad elevare lo spirito (e senza spendere nulla, solo facendo prendere aria a quello che c'è nei capienti armadi).
Jorge Bergoglio in abito bizantino da Ordinario per gli orientali privi del prelato del proprio rito.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

L'adattamento delle Antifone sul testo italiano è del Maestro Palombella

Ubi ha detto...

Capisco la pacatezza del suo commento.
Io sarei più ruvido, ma mi limito a dire che sono profondamente rammaricato, tanto più perchè il papa si è imposto il nome di San Francesco, e San Francesco per tutto ciò che concerneva la Liturgia voleva che si usasse solo il meglio; cosi come per lui stesso desiderava il peggio, quanto di più rattoppato e spregevole.
I Santi non bisognerebbe imitarli solo a metà (e forse pure meno)...

Anonimo ha detto...

Nella foto però il card Bergoglio veste uno strano misto di "paramenti" e "abito corale",
Sarebbe un po' come vedere un latino con la mozzetta sopra il camice e la stola e sopra ancora il pallio, oltre ad avere una mitra latina.

Anonimo ha detto...

Mi sembra che i vespri nella Certosa li abbia presieduti il papa:
http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&tic=VA_WWUNB9E5

A.R. ha detto...

La presidenza non coincide con il concetto di essere il celebrante. Giovanni Paolo II negli ultimi tempi della vita presiedeva la messa celebrata da altri. Per questo si dice, nella terminologia tradizionale, celebrazione "coram pontificem", cioè alla sua presenza e sotto la sua presidenza (nella terminologia moderna)

Francesco ha detto...

Questi adattamenti sono ottimi per le parrocchie, ma pessimi per la Basilica Vaticana. Mi auguro che con questi adattamenti la Cappella Sistina voglia solo dare l'esempio alle corali parrocchiali, e che una volta dato l'esempio, si ritorni al Latino.

Ubi ha detto...

Mi scuso per l'ennesimo commento.
Ri-leggendo l'articolo noto meglio "profumo d'incenso".
Due settimane fa sono stato ad un funerale.
Incenso ZERO.
Una volta si incensava il feretro: è cambiato qualcosa?

A.R. ha detto...

Non mi pare che sia cambiato niente a questo proposito.

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