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domenica 8 marzo 2009

La preghiera della II Domenica di Quaresima.


La colletta del Messale Romano di Paolo VI per la II Domenica di Quaresima fa riferimento al Vangelo della Trasfigurazione, che invariabilmente viene letto in questa domenica, pur secondo le tre forme riportate dai Sinottici (Anno A:Mt 17, 1-9; B:Mc 9,2-10; C:Lc 9,28b-36). E' diversa dalla colletta del Messale post-tridentino, infatti è una nuova composizione, ancorché basata, come ci dice qui (in inglese) sull'ispanico Liber Mozarabicus Sacramentorum.

Il testo:
Deus, qui nobis diléctum Fílium tuum audíre praecepísti, verbo tuo intérius nos páscere dignéris, ut, spiritáli purificáto intúitu, glóriae tuae laetémur aspéctu. Per Dóminum.

Traduzione CEI
O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito perché possiamo godere la visione della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

Trad. letterale
O Dio, che ci comandi di ascoltare il tuo amato Figlio, degnati di nutrirci interiormente con la tua Parola, affinché, purificati gli occhi del nostro spirito, possiamo godere la visione della tua gloria.

Attraverso l'ascolto della voce del Figlio, chiediamo al Padre di pascerci, nutrirci come pecorelle, nella nostra interiorità (interius). La grazia che si chiede è tutta spirituale: avere la vista spirituale purificata, cioè avere una fede che ci vede bene, al fine di arrivare a vedere Dio non più "solamente" in Gesù trasfigurato, come capitò agli Apostoli, ma in cielo, nella visione di gloria che ci attende. 
Bella preghiera, molto, forse troppo spiritualizzata. Dopotutto siamo in Quaresima, non è la festa della Trasfigurazione del Signore. Una preghiera, la colletta di oggi, comunque sublime e teologicamente solida. Ma la possiamo completare con la più "pratica" colletta del messale 1962, che ci riporta alla lotta umana e spirituale tipica di questo tempo:

Deus, qui cónspicis omni nos virtúte destítui: intérius exteriúsque custódi: ut ab ómnibus adversitátibus muniámur in córpore, et a pravis cogitatiónibus mundémur in mente. Per Dóminum nostrum

Trad. letterale
O Dio, che vedi come siamo totalmente privi di forze, custodiscici dentro e fuori, perchè siamo protetti da ogni male nel corpo, e siamo purificati dai pensieri malvagi nella mente.

Questa colletta, un po' generica (va bene per qualunque giorno della Quaresima) chiede con concretezza - a partire dalla miseria umana - un aiuto sostanzioso a Dio: una custodia forte interna ed esterna. Chiede che possiamo evitare le avversità del corpo e i cattivi pensieri del cuore. Manca, forse, di un'apertura un tantino escatologica: ma è una preghiera certo "sanguigna", che darebbe molta soddisfazione -anche umanamente parlando - alle frequentatrici della Messa un po' più attempate o acciaccate.

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