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venerdì 15 marzo 2013

Paramenti nuovi per Papa Francesco: lo scandalo del profumo di Betania si ripresenta nella liturgia

La redazione di Formiche.net ha realizzato un servizio sulle nuove casule che il Papa appena eletto e i concelebranti utilizzeranno il giorno dell'inaugurazione del Pontificato, il 19 marzo, festa di san Giuseppe.
E' la festa di Nozze tra la Chiesa romana e il suo Sposo, rappresentato dal Vescovo di Roma.
Già sento i benpensanti che dicono: " e quanto costano... e che spreco... e il Papa non ne ha bisogno...".
Forse era meglio usare "a gratis" i paramenti antichi e ricamati della sacrestia pontificia, costava meno, però non piacciono a tutti....

I paramenti nuovi sono realizzati dal famoso Serpone di Napoli, che assicura come siano poco costosi, semplici ma insieme solenni. Dare lavoro alla sartoria napoletana, con la crisi che c'è in giro, è un gesto nobile verso chi deve lavorare, ma non va comunque considerato uno spreco: anche Gesù - dice il vangelo di Marco - accettò l'unzione di Betania. Ai discepoli che si lamentavano perché i soldi dell'olio profumato si potevano dare ai poveri, Gesù replicò: "Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto una bella azione (καλὸν ἔργον) verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete. Versando quest’olio sul mio corpo lo ha fatto in vista della mia sepoltura. In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei"». San Giovanni dice che a lamentarsi per lo spreco offerto a Gesù... fu Giuda (cf Gv 12,4-5).

Guardiamo il video con la descrizione dei nuovi paramenti, e poi continuiamo il discorso:


Il Cardinale Gesuita e biblista Carlo Maria Martini commentando l'episodio di Betania di Marco 14,1-11, mostrava che oltre allle opere buone (attività efficaci verso i poveri) Gesù gradisce anche le "opere belle" indirizzate a Dio (l'amore per il culto divino, la liturgia giudicata "sprecona" dalla mentalità efficientista):
L’importanza dell’episodio è chiara: fa già parte del "racconto ecclesiale" della "passione" e quindi, secondo la "predicazione" stessa, viene proclamato ogni volta che si proclama il "Vangelo" della "morte" di Gesù. Significativa la "sottolineatura" del Signore: ciò che la donna ha compiuto è parte del "Vangelo". Curiosa la "specificazione": «in ricordo di lei». La donna, con il suo "gesto", è messa al centro dell’attenzione delle parole di Gesù.
La "domanda" che più si è ripercossa nella storia della "esegesi" è sul significato dell’"affermazione": «I poveri li avete sempre con voi». Forse Gesù dice che non c’è nulla da fare di fronte alla "povertà"? Di fatto Gesù, volendo definire l’azione della donna, che è criticata dai "discepoli", la chiama «opera bella». Il "testo italiano" fa leggere: «un’azione buona». Il "testo greco" dice: «opera bella», degna dell’uomo, in cui l’uomo si esprime al meglio. Le "opere belle" non sono le "opere esteriori" – come appunto "preghiera", "digiuno", "elemosina" – bensì quelle descritte nello stesso capitolo 5: le "Beatitudini". "Opera bella" è l’essere "poveri", lo scegliere di non "servire" al "denaro", l’essere di cuore "semplice" (i "puri di cuore"), l’essere operatori di "pace". Il "gesto" di questa donna appartiene dunque non tanto alle "opere efficaci" bensì alle "opere belle" che qualificano la persona, così come le "Beatitudini" sono atteggiamenti vissuti dalla persona.
Nella "simbologia" dell’episodio ci è facile anche leggere quale sia la "bellezza" personale dell’"opera" della donna. È "bella" perché è "inaspettata", anzitutto. Viene nel mezzo del "banchetto" a dare un "profumo" incredibile a tutta la sala, senza che nessuno lo prevedesse. È un "gesto inatteso" eppure dovuto a un "ospite illustre".
Un’"opera inaspettata" quindi, e originale, "creativa". Ha la "bellezza" dei "gesti umani" che non sono semplicemente adempimenti di "leggi" oppure risposte a esigenze di "efficienza" ma sgorgano dall’"intimo" della persona che li compie. Se la donna avesse chiesto consiglio le avrebbero detto che era "inutile" versare quell’olio, che non ce n’era bisogno.
È anche un "gesto gratuito", e totale, "esaustivo". Gesù nel "brano parallelo" dell’"Evangelista" Marco spiega: «Questa donna ha fatto quello che ha potuto» (cfr. "Mc 14,8"). Ci richiama così l’"obolo" della vedova che, pur avendo fatto niente dal punto di vista dell’"efficienza", ha però fatto tutto perché ha espresso se stessa.
Infine, quest’"opera" è "bella" perché è "profetica": «in vista della mia sepoltura». I "discepoli" non avevano mai capito, benché Gesù l’avesse loro ripetuto, che «il Figlio dell’uomo doveva essere tradito, essere ucciso, e poi risorgere». La donna l’ha compreso e il suo è un "gesto cristiano" perché contiene una "profezia" della "morte" e "Risurrezione" del Signore.
Possiamo anzi dire che la donna, con quel "gesto", entra nella "morte" e "Risurrezione" di Gesù, fa un’"opera battesimale". E chi è il "cattivo discepolo"? Colui che non capisce questi "valori", che li critica, che va alla ricerca di "gesti clamorosi", dalle "risonanze grandiose". Mentre invece il "profumo" del "balsamo" si perde nella "oscurità" della casa di Simone. "Cattivi discepoli" sono coloro che non comprendono quella "bella opera" che è in ogni "gesto", quella "bella opera" che il "Padre Celeste" vede e che vedono gli uomini sensibili al fascino del "profumo" delle "Beatitudini evangeliche". Sono "opere" che rendono lode al "Padre" perché sono "irrefrenabili", mentre di tutte le altre "opere" si può supporre sempre una "seconda intenzione", un motivo non pienamente "disinteressato". Le "buone opere" delle "Beatitudini" sono le "opere cristiane" – "kat’exochèn" – senza alcuna aggiunta o "smarginatura" o "sottolineatura".
E i "poveri"? Che dire dei "poveri"? I cosiddetti "discepoli" sono qui "fuori strada" e in realtà non si preoccupano dei "poveri".
Se ne preoccupa il «vero discepolo» che è la donna, perché i cosiddetti "discepoli" oppongono erroneamente il "servizio" reso ai "poveri" all’adesione "personale" a Gesù che sta per morire, quasi si dovesse scegliere tra le due "opere". Si tratta di un rischio in cui noi spesso incorriamo: dare ai "poveri" od onorare Gesù raccogliendo la sua "morte" e "Risurrezione"?
Non comprendiamo che è l’accettazione di quella "morte", come "gesto supremo" d’amore per noi, che abilita poi il "discepolo" a mettersi incondizionatamente al "servizio" dei "poveri". Come quei "discepoli", anche noi vediamo la soluzione del problema dei "poveri" nel "denaro", in una "efficienza", e non nella "dedizione-amore", da cui nascerà il "servizio" ai "poveri".
Gesù difende e loda la donna, così come ha difeso Maria dalle "insinuazioni" di Marta che accusava la sorella di perdere tempo ascoltando la "Parola" e di non "servire". L’aiuto reso ai "poveri" sarà sempre una delle caratteristiche della "comunità" che ha scelto di seguire Gesù, il Signore "Crocifisso" e "Risorto", e quindi ha scelto di non "arricchire", di vivere la "Beatitudine" della "povertà", la "Beatitudine" della "semplicità" di cuore e, proprio per questo, avrà sempre "famigliarità" con i "poveri". I "poveri" li avremo allora sempre con noi, non soltanto nel senso che saranno della nostra "famiglia", della nostra realtà, ma anche perché noi, con Gesù "Crocifisso" e "Risorto", avremo scelto questo tipo di vita. Ecco dove il "laico cristiano" trova la radice anche di ogni suo impegno "sociale" e "civile" per i "poveri".
Ora è il momento di mostrare l’adesione al Signore che sta per morire, è il momento "battesimale". In seguito, tale adesione andrà dimostrata ai "poveri" per i quali Gesù è morto. E ciò che sarà fatto a loro sarà fatto a lui. È così che il "cristiano" si prepara a vivere l’"identità" tra le sue molteplici "azioni" ("sociali", "politiche", di "servizio", di "fede", di "catechesi", di "orazione", di "preghiera"). È così che si prepara a "unificare" la sua realtà, per non agire in maniera turbata o perplessa davanti a "scelte" che sembrano "escludersi" l’un l’altra.
La donna del "Vangelo" ha colto l’"unità" delle "scelte". Quando si proclamerà la "Buona Novella" della "morte" di Gesù, si esalterà insieme anche la "fede" nella "Risurrezione", mostrata da questa donna, e annunciata dal Signore ogni volta che si parla della sua "morte". La donna ha veramente capito il significato della "morte" di Gesù anzitutto in relazione a lui come "persona", non come "simbolo" o "ideologia" della salvezza dei "poveri" o di altre "categorie". Ha capito Gesù nella sua "identità storica", lo ha riconosciuto, "adorato", amato, "servito". Tale adesione alla "persona" di Gesù rende possibile la dedizione di tutta l’esistenza ai "poveri", che è pure parte del "messaggio", della "Buona Notizia" da predicare a tutto il mondo.
Senza lo spreco della preghiera e della liturgia la Chiesa diventa una "ONG pietosa" - parola di Papa Francesco. Quindi si smetta di fare tanti confronti tra questo e quell'altro Papa. Un conto è il colore delle scarpe o le preferenze di auto o comodità per la persona Bergoglio, tutt'altra cosa la bellezza del culto rivolto a Dio, non all'uomo. Chi pensa che i paramenti sacri siano "orpelli" non ha capito che si prega anche con il corpo, con gli occhi, con il naso, con le orecchie.... e questo inevitabilmente tocca il portafoglio.

13 commenti:

goorka ha detto...

Per onorar Cristo come san Francesco dovrebbe tralasciare il pettorale in vile metallo...Penso a quei Vescovi che in tempi di crisi distruggon gli altari del'600 per costruirne altri costosi.

Anonimo ha detto...

Sinceramente sono seriamente preoccupata il Papa si è definito vescovo di roma mah???è una diminuzione del primato petrino?è stato definito il papa dei poveri gli altri lo erano dei ricchi?Anche rispettare l'istituzione chiesa le tradizioni le regole consolidate nel tempo è umiltà è rispetto dei predecessori. La Chiesa per fortuna sopravvive ai Papi.Fare gli alternativi a tutti i costi non mi piace. Significa avere un pò per dirla alla napoletana"avere la capa un pò troppo tosta" Speriamo che in nome del falso pauperismo non si rottami 2000 di storia del cristianesimo. Ripeto anche rispettare la storia della chiesa è umiltà e per favore non mi censuri. Grazie
noto infatti che nelle chiesa va molto di moda il motto "a tutto bene madama la marchesa" ma mi pare che le cose non vadano proprio cosi bene anche nella chiesa che Gesù ci aiuti e spero il papa non lasci il palazzo apostolico per andare ad abitare in un appartamento della periferia di roma

Mario B. ha detto...

Sottopongo alla vostra attenzione questa bella riflessione (purtroppo solo per chi capisce l'inglese) che ritengo possa aiutare molti a non demoralizzarsi per quel che "sarà" in tema di liturgia: http://www.newliturgicalmovement.org/2013/03/some-liturgical-thoughts-for-nlm.html

Anonimo ha detto...

Potrebbe seguire il consiglio che ha dato ai fedeli argentini che volevano venire a Roma: non spenda i soldi per un nuovo parato ma li doni ai poveri.
Il semplice buonsenso suggerirebbe di utilizzare i paramenti della Sacrestia Pontificia, a costo zero....invece abbiamo un Papa che spende soldi non per "indirizzare a Dio opere belle", come diceva il Card. Martini, ma per (tra)vestirsi da povero...mah!

Anonimo ha detto...

Chiedo come semplice fedele un pò di rispetto per i fedeli prima ti insegnano il primato petrino poi arriva un papa che si definisce vescovo; uno usa le scarpe rosse l'altro nere; uno ha una liturgia l'altro un'altra uno è il papa dei poveri gli altri dei ricchi??insomma fate qualcosa la chiesa appunto non è neanche del papa ma di cristo e allora un pò più di uniformità di comportamenti grazie

Anonimo ha detto...

E' la prima volta che mi trovo su questo blog, decisamente ben fatto. Non ho capito perchè ci si scandalizzi sul fatto che Papa Francesco si definisca vescovo, egli stesso ha anche detto che il Vescovo di Roma presiede nella carità le altre chiese del mondo. Non è questa una delle più importanti prerogative del Vicario di Cristo? Anche stamattina durante l'udienza il Santo Padre ha parlato del ministero petrino e di "Vicario di Cristo". Noto comunque il solito e brutto vizietto di alcuni tradizionalisti cattolici di criticare e giudicare pesantemente il Papa, ciò che leggo in questi giorni sui blog o siti tradizionalisti italiani e non mi sgomentano per la ferocia e la mancanza di carità e di rispetto per il Papa. In alcuni post, non moderati, c'è addirittura chi spera che il Papa muoia presto... Vi pare un comportamento coerente con la Fede? Quanto alla sacrestia pontificia, non mi risulta che abbia casule semplici e non vedo che male c'è ordinarne di nuove. Come si suol dire si cerca sempre il pelo nell'uovo. Godiamoci questo Papa degno successore di BXVI.
Paolo

Anonimo ha detto...

non ha casule semplici? e tutte quelle di Paolo VI, GPII, e lo stesso benedetto?

Anonimo ha detto...

Quel che è certo che i paramenti nuovi sono stati commissionati dall'ufficio liturgico ben prima dell'elezione di Bergoglio, sennò come avrebbero fatto in pochi giorni a realizzare 200 casule? E sono quasi certo che lo stesso Papa avrebbe preferito utilizzare casule già esistenti (e in sovrabbondanza) presso la sacrestia pontificia.

Anonimo ha detto...

Per fortuna non si sono viste le casule Serpone! Finalmente sono ritornate le casule da concelebrazione della X Regio, semplici ma solenni (più solenni della casula del Papa).
Complimenti a Mons. Marini per le celebrazioni del Conclave e per la Messa di inizio del Ministero del Papa!
Carlo

Una consacrata ha detto...

Alziamo un'inno di lode per il dono che Dio ci ha fatto nella persona di Papa Francesco. Sr Justine

Una consacrata ha detto...

Innalziamo un'inno di grazie e di lode al Signore per il grande dono che ci ha fatto nella personna di Papa Francesco.

Anonimo ha detto...

Serpone millanta! La casula e le quattro sono realizzate da LAVS. Le casule dei concelebranti sono di XRegio, fatte per il giubileo...

Anonimo ha detto...

tutta la mia stima e affetto per Papa Francesco....mi suscitano perplessita le casule " pauperistiche " che il pontefice indossa...sono più belle quelle dei concelebranti..
Mi spiace che con insistenza Papa Francesco rifiuti di portare nelle cerimonie extra -messa l'abito.. corale..mozzetta ecc.non sono un segno di pompa ma di bellezza e rispetto delle norme liturgiche... Con affetto

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