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giovedì 11 giugno 2009

Monsignori, fermate Frank Stella, siete ancora in tempo!

Notizia del Corriere della Sera di oggi, questioni di arte: nella bianca chiesa veleggiante di Tor Tre Teste, il bianco e aniconico edificio consacrato a perpetuo ricordo del Giubileo del 2000 e tanto vituperato per la mancanza assoluta di immagini sacre, hanno deciso addirittura di installare una intera Via Crucis di 14 tradizionali stazioni. Sembra incredibile eppure è tutto scritto:

TOR TRE TESTE
A Roma la Via Crucis scolpita da Frank Stella per la chiesa di Meier

Gesù flagellato, deriso e condannato a morte. Gesù che incontra sua Madre. Gesù inchiodato sulla croce. La Via Crucis è quella di sempre, ma originalissima ne è l' interpretazione resa da Frank Stella nelle 14 sculture monocromatiche in metallo attorcigliato di 50 per 80 centimetri, realizzate per la chiesa romana di Tor Tre Teste dell' architetto americano Richard Meier, cui Stella è legato da un' amicizia che risale all' infanzia. «Se il parroco di Tor Tre Teste darà luce verde all' installazione, la mia Via Crucis presto partirà per Roma», ha detto Stella lunedì sera, presentando in anteprima mondiale le opere a New York dopo aver ricevuto il premio alla carriera dell' Istituto italiano di cultura di Los Angeles, un riconoscimento creato dal direttore Francesca Valente nel 2005 per premiare l' eccellenza italiana nel mondo. «Dopo Emilio Vedova, Stella era la scelta più idonea - spiega la Valente - È un artista rivoluzionario, crede nella sperimentazione e si reinventa da mezzo secolo». Ma il 73enne Stella, che non parla italiano e ha riscoperto le proprie radici solo di recente, ha polemizzato con l' Italia dove, ha detto, «nessun museo o galleria posseggono una mia opera. E dove tutti giocano al ribasso anche nell' arte». Alessandra Farkas

"Promette bene", qualcuno potrebbe illudersi, finchè non si imbatte nella triste e orrenda realtà: che può essere ammirata in tutto il suo splendore a questo link

Il trionfo del soggettivismo che non ha nulla di oggettivamente religioso da comunicare, tanto meno di cristiano!
Eccovi qualche esempio: meditate la Passione di Cristo con queste sculture, non potranno non venirvi le lacrime agli occhi!

Prima Stazione:


Gesù posto nel sepolcro:
Stupefacente visione di insieme dell'intera opera: si nota solo il numero di 14 "sgorbi"


E se pensate che stia esagerando nel dire che non si nota un briciolo di quello che sarebbe richiesto per qualificare religiosa, non dico sacra, questa specie di arte minimalista, leggete il commento sull'autorevole Wikipedia alle opere dello scultore e pittore Stella:
«I suoi lavori sono estremamente essenziali, basati, come ha dichiarato lui stesso:
"sul fatto che in essi esiste solo ciò che si può vedere"».
Appunto. Qui, non so voi, ma io certo non vedo nulla di quello che il Concilio Ecumenico Niceno II richiedeva riguardo la dignità delle immagini di Cristo e dei racconti della Sacra Scrittura:

ANATEMI RIGUARDO ALLE SACRE IMMAGINI
1) Se qualcuno non ammette che Cristo, nostro Dio, possa esser limitato, secondo l'umanità, sia anatema.
2) Se qualcuno rifiuta che i racconti evangelici siano rappresentati con disegni, sia anatema.
3) Se qualcuno non saluta queste (immagini), (fatte) nel nome del Signore e dei suoi santi, sia anatema.
4) Se qualcuno rigetta ogni tradizione ecclesiastica, sia scritta che non scritta, sia anatema.


Queste immagini, se così si possono chiamare tali opere che non lasciano immaginare proprio nulla, vanno dritte contro il primo degli anatematismi del quale paiono proprio una magistrale illustrazione: negano l'umanità di Cristo riconoscibile e riproducibile secondo il semplice concetto della mimesis. Del secondo anatematisma sarebbe interessante discutere con l'autore. Ma Stella dice che la religione è un fatto talmente personale che non gli va neanche di far sapere se crede o no in Dio....figuratevi rappresentarlo!

Appello finale: caro parroco di Tor Tre Teste, la prego, oltre ad essere il titolare di quella specie di costruzione marziana atterrata a Roma, non voglia, la supplico, accettare il dono (o peggio l'acquisto) di un ulteriore insulto alla Divina Misericordia che si è espressa nella Passione del Dio fatto Uomo. E' vero che "non aveva apparenza nè bellezza", ma almeno rispettiamo l'umanità di Cristo, che anche sulla Croce si è resa minimanete riconoscibile. Non crocifiggiamolo al fil di ferro. Forse Gesù potrebbe perdonarla, ma come la mettiamo con le signore del primo banco che vengono ogni giorno alla messa vespertina?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Aberrante.

Alessandro VI ha detto...

Ma come può un parroco accettare questa riproduzione aberrante della Via Crucis?

Qualcuno intervenga a fermare questo scempio

Anonimo ha detto...

La Via Crucis era nata come la "Bibbia dei poveri", in quanto anticamente, quando la maggior parte delle persone era analfabeta, la Chiesa offriva dei quadri rappresentativi perché tutti potessero leggere la Passione di Cristo. Sfido chiunque a leggere la Passione di Gesù in questi moderni intrecci di fil di ferro!

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