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martedì 20 ottobre 2009

Costituzione Apostolica per il ritorno degli Anglicani

da http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=533&ID_sezione=396&sezione=

Benedetto XVI approva un documento per regolare l'accoglienza nella chiesa di Roma di vescovi, sacerdoti e fedeli anglicani che hanno deciso di abbandonare Canterbury.


MARCO TOSATTI

Il Papa ha approvato una «costituzione apostolica» che predispone l’accoglienza di quei fedeli, sacerdoti e vescovi anglicani che hanno deciso di abbandonare la "Comunione anglicana" per convertirsi al cattolicesimo. Lo ha reso noto il cardinale William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, nel corso di una conferenza stampa in Vaticano. Gli anglicani si sono divisi da Roma quando, nel 1534, re Enrico VIII non ottenne dal Papa l’annullamento del suo matrimonio. A inizio anno un gruppo di fedeli anglicani "tradizionalist", riuniti nella "Traditional Anglican Communion", avevano chiesto al Vaticano di entrare in blocco in piena comunione con la Chiesa cattolica. Alla base di una divisione tra anglicani, l’atteggiamento dell’ala "liberal" nei confronti dell’ordinazione di donne e omosessuali.

Lo ha annunciato il card. Joseph William Levada, precisando che «in questa costituzione apostolica il Santo Padre ha introdotto una struttura canonica che provvede ad una tale riunione corporativa tramite l’istituzione di "ordinariati personali", (vescovi o prelati cioè con competenza non territoriale, ndr.) che permetteranno ai fedeli già anglicani di entrare nella piena comunione con la chiesa cattolica, conservando nel contempo elementi dello specifico patrimonio spirituale e liturgico anglicani». Tra le specifiche caratteristiche della comunione anglicano che sarà possibile mantenere per fedeli e pastori che entrano nella chiesa cattolica c’è anche «la possibilità dell’ordinazione di chierici sposati già anglicani, come sacerdoti cattolici». «Ragioni storiche ed ecumeniche - precisa una nota informativa della congregazione per la dottrina della fede - non permettono l’ordinazione di uomini sposati a vescovi sia nella chiesa cattolica che in quelle ortodosse. Pertanto, la costituzione determina che l’ordinario possa essere o un sacerdote o un vescovo non coniugato».


La Traditional Anglican Communion (Tac), attualmente guidata dal vescovo australiano John Hepworth, aveva chiesto ufficialmente la «piena comunione ecclesiale e sacramentale» con la Chiesa cattolica nel 2007: un gesto senza precedenti, perchè era la prima volta che un’intera comunità cristiana nata dopo la Riforma protestante domandava di essere riammessa nell’alveo del cattolicesimo. Secondo il settimanale cattolico australiano ’The Record’, la Congregazione per la dottrina della fede avrebbe espresso nell’ottobre del 2008 parere favorevole sul rientro, consigliando la fondazione di una prelatura personale in stile Opus Dei per gli ex-anglicani. I tradizionalisti anglicani affermano di essere circa mezzo milione, divisi in 16 chiese sorelle, sparpagliate nei cinque continenti. Preti e vescovi sono, nella maggior parte dei casi, sposati, come avviene in tutta la Comunione anglicana. Secondo la dichiarazione del vescovo John Hepworth, il rientro potrebbe avvenire - secondo alcune fonti - già entro la Pasqua 2010, e comunque in tempo per la beatificazione di John Henry Newman, un anglicano convertitosi al cattolicesimo e diventato poi cardinale.

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