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domenica 4 ottobre 2009

L'imperatore dimenticato e il poverello immortalato.

Tanti auguri a tutti i Francesco (e Francesche) per il loro onomastico, e auguri a tutti i francescani (e francescane) per la festa del loro comune fondatore.
Con questa festa di san Francesco culminano le celebrazioni a ricordo degli ottocento anni dalla fondazione del primo Ordine, che si fa coincidere con l'approvazione della primitiva regola del 1209.
Ma un altro evento è ricordato per quell'anno nei libri di storia, benchè tutti l'abbiano dimenticato.
Guardiamo qui la trasposizione cinematografica (Zeffirelli, 1972) dell'episodio del passaggio per Assisi dell'incoronando Imperatore che se ne andava a Roma per ricevere l'investitura dal papa Innocenzo III, lo stesso che pochi mesi prima aveva approvato oralmente il proposito di vita di Francesco.



L'incoronazione di un Imperatore e l'approvazione di una regola evangelica. Entrambi gli episodi si collocano esattamente 800 anni fa.
Il 4 ottobre 1209 Ottone di Brunswick riceve la corona. Il 4 ottobre, anni dopo, morirà Francesco. A otto secoli di distanza nessuno ricorda più Ottone IV e la sua suprema autorità. Ma chi ignora invece quel poverello di Assisi, che mentre passava l'imperatore per casa sua preferì starsene appartato per ricordare che il potere è nulla e la ricchezza passa?
Il Signore insegni ai frati e a tutti i religiosi a trattare allo stesso modo i politici di oggi, anche quelli famosi: come Ottone anche questi passeranno, senza lasciar traccia se non nei polverosi libri di storia.

Dalla Vita Prima di fra Tommaso da Celano (§ 43)

Passando un giorno per quelle contrade con grande pompa e clamore l'imperatore Ottone, che si recava a ricevere «la corona della terra», il santissimo padre non volle neppure uscire dal suo tugurio, che era vicino alla via di transito, né permise che i suoi vi andassero, eccetto uno il quale doveva annunciare con fermezza all'imperatore che quella sua gloria sarebbe durata ben poco.
Siccome il glorioso Santo aveva la sua dimora nell'intimo del cuore, dove preparava una degna abitazione a Dio, il mondo esteriore con il suo strepito non poteva mai distrarlo, né alcuna voce interrompere la grande opera a cui era intento. Si sentiva investito dall'autorità apostolica, e perciò ricusava fermamente di adulare re e principi.

6 commenti:

suor barbara ha detto...

Grazie per tutto il materiale (di ottima qualità) che ci hai regalato in in preparazione alla solennità del Padre Serafico. é stato un buon nutrimento per il cuore, per le orecchie, per la mente.
Buona festa anche a te,
suor barbara

Mauro ha detto...

Auguri!

Paolo ha detto...

Pur essendo di spiritualità "salesiana", la semplicità di Francesco (così mi piace chiamarlo)è disarmante! Ancora oggi mi ricorda che basta seguire il Vangelo... e basta!

Anonimo ha detto...

Auguri.

edo.91 ha detto...

Innanzitutto auguri per la festa del Serafico Padre, vorrei chiedere informazioni al padre Francescano moderatore del blog, ma non so come rintracciarlo via e-mail o altro...mi potreste aiutare? Grazie

Anonimo ha detto...

Per edo.91. Guarda sulla colonna di sinistra, nello spazio dal titolo "Benvenuto nel cantuale", alla fine c'è l'email da contattare.

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