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venerdì 30 gennaio 2009

La benedizione di San Biagio

Fra qualche giorno, il 3 febbraio, ritorna la festa di san Biagio con la tradizionale benedizione della gola, la cui formula, pronunciata dal sacerdote in italiano è:
"Per intercessione di San Biagio, Vescovo e Martire, Dio ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male. Nel nome del Padre e del Figlio + e dello Spirito Santo. Amen"

Il nuovo e algido benedizionale riformato, nell'appendice I (Altre benedizioni in occasioni particolari), contempla una generica "benedizione per la salvaguardia della salute in una memoria della Vergine Maria o di un santo". Altrettanto generiche e insipide le preghiere che vanno bene per tutte le "occasioni speciali" (un po' contraddittorio, non trovate?), accompagnate poi da questa rubrica:

1939. I fedeli poi si possono portare vicino all' altare; il ministro si avvicina a ciascuno con la reliquia (cfr n. 1592) o un altro segno di benedizione, — ad es. per san Biagio mette due candele in forma di croce sotto il mento alla gola di ciascuno — secondo le consuetudini locali.
Come vedete essa ricorda il gesto tradizionale di benedizione, ma non riporta le parole tipiche (che ci tocca quindi desumere dal buon vecchio capitolo De Benedictionibus dell'antico rituale romanum -  tornato utilizzabile liberamente con il motu proprio Summorum Pontificum).

Questa benedizione viene impartita dunque usando due candele benedette (secondo il costume di alcuni luoghi) nel giorno precedente, cioè per la festa della Candelora. Comunemente, però, le candele usate per la benedizione della gola vengono benedette il giorno stesso con un formulario apposito: la Benedizione delle candele nella festa di San Biagio Vescovo e Martire che riporto in latino e in traduzione conoscitiva italiana.

Una tale benedizione popolare, nel tempo delle aspirine e del collutorio, può apparire un tantino sorpassata o addirittura superstiziosa. Come dire: "ma insomma si vuole anche troppo da Dio! Possibile che non si sopporti neanche un po' di mal di gola?".
Tuttavia, a guardarla meglio, questa antica benedizione rievoca una terribile realtà. Realtà del passato per noi occidentali, tuttora presente per altri popoli.

Ce lo spiega Carlo Lapucci in un suo articolo appena apparso su Toscana Oggi, tutto dedicato al Santo del 3 febbraio.
Un tempo tutti i bambini dovevano essere benedetti a San Biagio. Forse anche gli adulti, in tempi più recenti, non sapevano più il perché, ma era rimasto, conscio o inconscio, il ricordo di una malattia della gola, spesso mortale, che attaccava soprattutto i bambini: la difterite. Fino ai primi dell’Ottocento fu confusa con altre malattie della gola. Era detta con un termine generico, ora obsoleto, squinzania, che indicava diverse affezioni morbose della gola: dalla semplice infiammazione della faringe a quella che veniva chiamata soffocazione, anche velo perché la gola cominciava a velarsi, e placche, perché sul palato si formavano placche le quali, moltiplicandosi,

portavano all’impossibilità di respirare. Quando si presentava il mal di gola in un bambino, cosa assai frequente in inverno (intorno alla festa del Santo), la famiglia tremava fino alla sua guarigione, perché si sapeva come poteva finire. Si comprende bene come la disperazione nei secoli spingesse a cercare protezione da una malattia inesorabile che colpiva soprattutto gli esseri più deboli e amati della famiglia.

Adesso, anche se abbiamo la vaccinazione e tanti altri rimedi, continuiamo ad affidarci alla provvidente benedizione di Dio, facendo memoria del nostro passato, confidando con tutta la nostra fiducia nel Padre e, magari, aiutando concretamente quanti, nei paesi più arretrati, hanno bisogno che tanti fratelli cristiani, in onore di san Biagio, li aiutino a combattere le malattie che il benessere (non goduto da tutti) ha sconfitto.
Benedictio candelarum
in festo sancti Blasii episcopi et martyris


V.
Adiutórium nostrum in nómine Dómine.
R. Qui fecit cælum et terram.
V. Dóminus vobíscum.
R. Et cum spíritu tuo.

Orémus.

Omnípotens et mitíssime Deus, qui ómnium mundi rerum diversitátes solo verbo creásti et ad hóminum reformatiónem illud idem Verbum, per quod facta sunt ómnia, incarnári voluísti: qui magnus es et imménsus, terríbilis atque laudábilis, ac fáciens mirabília: pro cuius fídei confessióne gloriósus Martyr et Póntifex Blásius, diversórum tormentórum génera non pavéscens, martýrii palmam felíciter est adéptus: quique eídem, inter céteras grátias, hanc prærogatívam contulísti, ut quoscúmque gútturis morbos tua virtúte curáret; maiestátem tuam supplíciter exorámus, ut non inspéctu reátus nostri, sed eius placátus méritis et précibus, hanc ceræ creatúram bene+dícere ac sancti+ficáre tua venerábili pietáte dignéris, tuam grátiam infúndendo; ut omnes, quorum colla per eam ex bona fide tacta fúerint, a quocúmque gútturis morbo, ipsíus passiónis méritis, liberéntur, et in Ecclésia sancta tua sani et hílares tibi gratiárum réferant actiónes, laudéntque nomen tuum gloriósum, quod est benedíctum in sǽcula sæculorum. Per Dóminum nostrum Iesum Christum Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculorum. R. Amen.



Et aspergantur aqua benedicta.

Benedictio gutturae
Deinde Sacerdos duos cereos, in modum crucis aptatos, apponit sub mento gutturi singulorum, qui benedicendi sunt, ipsis ante altare genuflectentibus, dicens:

Per intercessiónem sancti Blásii, Epíscopi et Mártyris, líberet te Deus a malo gútturis, et a quólibet álio malo.  In nómine Patris, et Fílii, + et Spíritus Sancti. R. Amen.
Benedizione delle candele

per la festa di San Biagio vescovo e martire

V. Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
R. Egli ha fatto il cielo e la terra.
V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.

Preghiamo.

Dio onnipotente e ricco di bontà, tu hai creato la varietà di tutte le realtà di questo mondo con la sola tua parola, e per la salvezza degli uomini hai voluto che la tua Parola stessa, per mezzo della quale sono state fatte tutte le cose, si incarnasse. Tu sei grande, immenso, terribile e degno di lode, e compi meraviglie. Per confessare la fede in te il glorioso martire e vescovo Biagio, non temendo un gran numero di tormenti diversi, ha conquistato la felicità della palma del martirio; e a lui, tra le altre grazie, hai affidato questa prerogativa: di curare cioè, per la tua potenza, qualunque malattia della gola. Supplichiamo dunque la tua maestà di non guardare al nostro peccato, ma - per intercessione dei meriti e delle preghiere di San Biagio - ti chiediamo, per la tua pietà degna di onore, di bene+dire e santi+ficare questi ceri. Infondi in essi la tua grazia affinché, per i meriti del martirio di San Biagio, siano liberati da ogni malattia della gola tutti coloro che con fede sincera riceveranno l’imposizione di questi ceri sul proprio collo; possano costoro renderti grazie nella santa Chiesa, sani e gioiosi, e lodino il tuo nome glorioso, che è benedetto nei secoli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

E asperge le candele con l’acqua benedetta

Benedizione della gola
Poi il sacerdote pone le due candele incrociate sotto il mento, alla gola di quanti desiderano la benedizione. Questi si inginocchiano davanti all’altare, mentre il sacerdote dice:

Per intercessione di San Biagio, Vescovo e Martire, Dio ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male. Nel nome del Padre e del Figlio + e dello Spirito Santo. Amen

8 commenti:

Anonimo ha detto...

M A G I S T R A L E.

Anonimo ha detto...

grazie mille, perché non sempre sapiamo questa benedizione, anche un po dell'istoria del santo aiuta per rinnovare ciò che vogliamo dire sulla testimonianza di vita.

Anonimo ha detto...

Grazie per il commento.

Anonimo ha detto...

Chiunque segua queste assurde superstizioni da puro medioevo ha seriamente bisogno di farsi ristrutturare il cervello. Se foste dotati di un minimo, dico un minimo di buon senso e uso della ragione, vi spacchereste a metà dalle risate a udir certe fesserie!

Anonimo ha detto...

Il cervello deve farselo "ristrutturare" chi parla a vanvera e sbeffeggia la fede semplice che sa bene distinguere tra superstizione e razionalità e quindi non attribuisce alcun valore magico o scamantico ad un gesto puramente devozionale, ma che non è per niente irrazionale. Sono più irrazionali i gesti scaramantici di coloro che non hanno fede (quelli sì suscitano risate) e irridono gli altri. Auguro a chi ride di queste cose che non gli venga il mal... di gola, nel qual caso si ricordi che c'è sempre san Biagio che aiuta anche chi si prende beffe di lui. Pino

Anonimo ha detto...

C'è poco da fare...quando si parla di religione la ragione viene a mancare del tutto; si finisce per considerare logico e normale ciò che è del tutto indimostrato. Questo rito della gola, poi, sa proprio di pagano, di magico. I cristiani sbeffeggiano tanto chi crede nella magia, ma le cerimonie cattoliche sono ricche di gesti similari. Mi piacerebbe proprio che venisse fatto uno studio statistico: quanti hanno ricevuto la benedizione di san Biagio e poi si sono ammalati lo stesso? Ma secondo voi, con tutti i mali che ci sono al mondo, dio si preoccuperebbe del mal di gola? Non avete ancora capito che queste ritualità sono state concepite come modi per spingere i fedeli a frequentare le chiese e tenerli sotto controllo? E dove sta scritto che San Biagio protegge la gola? L'ha detto il vostro Cristo? L'ha detto Dio? Qualche profeta? O è pura invenzione della Chiesa per allungare i tentacoli su qualsiasi aspetto della vita quotidiana? Sveglia, cristiani, sveglia!! Smettetela di farvi raggirare da chi è più furbo di voi, aprite gli occhi, liberatevi dalla superstizione! Ragionate con la vostra testa! Pensate, non credete ciecamente in ciò che che vi dicono di credere, siate critici! E informatevi! Se i cristiani leggessero la bibbia con occhio critico smetterebbero subito di frequentare la Chiesa, altro che raggrupparsi in massa per San Biagio! Dignità! Mauro

Ezio Fonio ha detto...

Sono un sacerdote cattolico e ringrazio l'autore del blog soprattutto per la parte storica relativa alla benedizione della gola. Ritengo che - al di la dell'autorizzazione ad usare il benedizionale antico in latino, per l'uso con il popolo non sia automatico ma occorra l'autorizzazione dell'ordinario diocesano. Tuttavia, il nuovo benedizionale non lo definirei "algido", consente al ministro di adattare le benedizioni anche nel testo alle singole circostanze. Di conseguenza ritengo che le due benedizioni riportate in latino si possano benissimo usare anche nella traduzione italiana sebbene conoscitiva. Quindi, il nuovo benedizionale è così flessibile che quelle preghiere del vecchio benedizionale si possono riprendere e tradurre in italiano, diversamente dalla Messa dove non è consentito nella stessa celebrazione prendere elementi del vetus ordo e mescolarli al novus ordo. Posto questo, ritengo di dover rispondere agli anonimi che sono intervenuti in forma critica. 1° non c'è proprio nessuna volontà di controllo della popolazione attraverso i riti liturgici. Chi è contrario può starsene benissimo a casa. Bisognerebbe piuttosto, tutti insieme credenti e non credenti o diversamente credenti delle vere superstizioni che aumentano laddove diminuisce il genuino senso della religione: mi riferisco agli oroscopi specialmente quelli a pagamento, alla magia bianca e nera, allo spiritismo, al satanismo. La Chiesa cattolica contro le persone disturbate da questi fenomeni usa le preghiere di liberazione e gli esorcismi, ma che fa lo Stato e che fa l'opinione pubblica? Ci sono in Italia almeno 90.000 maghi che tra l'altro non pagano le tasse. Si dà addosso sola alla Chiesa cattolica solo perché richiama ai valori di sempre: fedeltà al matrimonio, rispetto della vita. Vediamo come si sta riducendo la società con il permessivismo e l'edonismo. Venendo alla benedizione della gola (che è solo un esempio delle molteplici benedizioni previste) non è un antidoto tipo vaccino anti-influenzale, ma è "solo" un modo per esprimere la fede in Dio onnipotente e mettersi nelle sue mani. L'intercessione di un santo è una logica conseguenza della communio sanctorum espressa nel Credo o Simbolo apostolico. Gesù su questa terra ha dedicato gran parte del suo tempo per guarire i malati; perché non dovrebbe farlo ora? Se crediamo che Gesù sia il Figlio di Dio e il nostro Salvatore, tutto è logico, se non ci crediamo tutto è assurdo, ma la cattiveria e il livore contro chi ha fede non è buona cosa. Se uno ha fede, si affida a Dio ben sapendo che la malattia fa parte della condizione umana e nessuno assicura di essere preservato dalla malattia attraverso una benedizione; una grande grazia è quella di accettare la malattia e offrla in sacrificio; se, poi Dio, seconco i suoi imperscrutabili disegni, concede la grazia della salute, non c'è che da essere riconoscenti in Colui che può tutto. Il richiamo alla lettura critica della Bibbia va raccolto, e proprio per questo il nuovo benedizionale mette sempre un brano biblico prima della preghiera di benedizione. Dio illumini, don Ezio Fonio

Anonimo ha detto...

CONCCORDO PIENAMENTE QUANTO DETTO DA DON EZIOFONIO DIO LO BENEDICA

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