Cerca nel blog (argomenti, singole parole o frasi):

Condividi

mercoledì 21 ottobre 2009

Ma chi sono questi anglo-cattolici che chiedono di passare il Tevere?

Sono quella grossa fetta di Anglicani che durante la seconda metà del XIX sec. si sono sempre più riavvicinati, nella teologia e nella liturgia, alla Chiesa Cattolica. Il caposquadra di questo movimento, nato a Oxford, è come tutti sanno John Henry Newman, presto Beato Newman. Ad un certo punto della sua vita non resistette e dovette farsi cattolico.
Anche dopo la perdita dell'autorevole esponente, il movimento di Oxford continuo, con Pusey. Costoro erano convinti della possibilità di una maggiore vicinanza (e forse di un ritorno) con i cattolici, e furono perciò denominati anglo-cattolici, perché cercavano di far approvare modifiche dottrinali in tal senso. Nel 1850,  papa Pio IX, ritenendo che il momento favorevole al ripristino della gerarchia cattolica in Inghilterra fosse giunto (ufficialmente era soppressa dai tempi della riforma), chiese al governo la possibilità di istituire nuovi episcopati cattolici in Gran Bretagna, ma la mossa fu considerata imprudente, o meglio una provocazione, da parte del clero anglicano, che reagì sdegnosamente. Ciò che invece spense le speranze di un'unione tra le due chiese fu la decisione del papa di approvare il dogma dell'infallibilità pontificia sancita dal Concilio Vaticano I Lì si chiusero le porte al dialogo tra cattolici e anglicani.
Altri membri del movimento di Oxford rimasti fedeli ai principi anglicani, spinsero però per una solennizzazione della liturgia (ritualisti) e per l'adozione di paramenti più solenni (addobbi delle chiese, enfasi su canti ed inni, ecc.). Il gruppo dei ritualisti fu anche denominato Movimento Ecclesiologico, ed ebbe una certa influenza sugli artisti Preraffaelliti, come Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), John Everett Millais (1829-1896) e William Holman Hunt (1827-1910).
Tra il 1850 ed il 1890 le riforme, richieste dai ritualisti, provocarono molto scompiglio nella Chiesa d'Inghilterra, ma il tentativo di reprimere il ritualismo con l'approvazione da parte del parlamento del Public Worship Regulation Act (Legge sulla regolazione del culto pubblico) nel 1874 fece scaturire una reazione di rifiuto totale dei prelati anglo-cattolici, che preferirono la prigione piuttosto che obbedire ad un'ingiusta legge. Solo dopo il 1887, il rifiuto dovette esser tollerato dalle autorità civili, senza conseguenze penali (tanto per farci capire dai tradizionalisti di casa nostra che si lamentano delle... persecuzioni).

Oggi la cosa più appariscente, quando frequentate una chiesa anglo-cattolica, è ancora la liturgia: una liturgia tradizionale (ecco il messale), qualcuno direbbe tridentina (meglio pre-tridentina per quanto riguarda alcune parti) ma, sorpresa, in lingua inglese! Di solito la comunione si riceve in ginocchio, ma, altra sorpresa, viene dato il calice anche ai laici, che lo ricevono devotamente in ginocchio dalle mani del ministro. Si canta, con splendidi corali e musica curatissima, di solito in inglese, ma senza disdegnare il latino all'occasione solenne.
Sarà molto interessante vedere una modalità alternativa di applicare una riforma liturgica sviluppatasi prima di quella di casa nostra e in maniera molto, ma molto simile a quello che ha in mente Papa Benedetto per riportare sul giusto cammino le troppe deviazioni liturgiche (e musicali!) della Chiesa Cattolica.
Vi porto qualche esempio di liturgie anglo-cattoliche americane e del Regno Unito.





5 commenti:

Evangelica ha detto...

Infatti non comprendo chi si è sdegnato per questa decisione e chi condanna questa riunione, dimenticandosi prima di tutto che ogni cucitura di antichi strappi non può che essere da parte dello Spirito...e sapendo che hanno liturgicamente tutto quello che gli stessi tradizionalisti vorrebbero vedere nelle nostre parrocchie...

Io ho gioito quando l'ho saputo, di vero cuore.

d. mercenaro ha detto...

Gli anglicani integristi sono stati incapaci di sopportare il confronto e di portare le proprie responsabilità in solido nella propria tradizione/confessione,
come fu capace fr. Roger con il pieno appoggio persino dell'attuale papa.
La chiesa
diiverrà ricettacolo degli insoddisfatti, degli incapaci di confrontarsi con il Mondo, degli incapaci di evangelizzarlo e di fare promozione umana,
capaci solo di rifugiarsi tra le mura della cittadella,
Non è un ritorno all’ovile,
ma un'altra dimenticanza ...
E’ dura stare nel mondo,
per cristiani paurosi, pavidi,
che preferiscono
l'accoglienza attraverso strutture clericali alla novità dello Spirito.
Quello Spirito che non vuole più rientri uniatici, ma vero ecumenismo.

sam ha detto...

Ma d.mercenaro si sente così sicuro di sapere e rappresentare lui più del Papa quel che vuole lo Spirito?

E d.mercenaro, a proposito di Spirito, cosa ne pensa del Timor di Dio?

Se per caso mi volesse rispondere, suggerirei prima un ripasso per intero del capitolo 13 di Zaccaria e del capitolo 23 di Geremia.

sam ha detto...

Volevo dire il capitolo 13 di Ezechiele, ma nell'errore ho scoperto che anche il capitolo 13 di Zaccaria va bene. Ad abundantiam!
:-)

Anonimo ha detto...

Anche io ho gioito.
Riguardo a quanto affermato da d.mercenario sull'ecumenismo beh... se non facciamo attenzione a certo ecumenismo Gesù Cristo sarà cacciato dalla sua Chiesa perchè troppo poco politicamente corretto... e chi prenderà il suo posto - temporaneamente -? l'Anticristo che con il progressismo becero ci va a nozze... (d.MERCENARIO... MERCENARIO non "pastore")

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online