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martedì 1 dicembre 2009

Ordinario e proprio delle Messe gregoriane secondo il Messale postconciliare


Un lavoro spettacolare donato gratis alla rete da Corpus Christi Watershed, che da anni contribuisce a diffondere ogni tipo di risorsa utile al ripristino del canto liturgico nella sua forma cattolica (non solo gregoriano, basta considerare i famosi Chabanel Psalms).
Adesso si è appena aggiunto ai molti siti di risorse online un intero Kyriale, con spartiti, mp3 e accompagnamenti per l'organo di tutte le messe gregoriane, una per una, pezzo per pezzo, secondo l'uso che se ne fa nel Graduale Romano rinnovato dopo il Concilio Vaticano II. Chi, finalmente, volesse adempiere alla volontà esplicita di Sacrosanctum Concilium (SC 36; 54; 116), che cioè i fedeli sappiano cantare dovunque e tutti l'ordinario della Messa in latino, potrà utilizzare questo sito per imparare ed insegnare, senza sforzo, ciò che è necessario.
Consiglierei di iniziare dalla Messa XVII, quella delle domeniche d'avvento e quaresima, piuttosto facile e senza il gloria.
Per le corali o i cantori più esperti, che già vogliono cimentarsi con il proprio della Messa, ecco un'altro sito della stessa benemerita organizzazione americana dedita al ministero liturgico: questo offre tutto il necessario preso dal Graduale, già catalogato domenica dopo domenica secondo il calendario del rito di Paolo VI.
Non so che cosa si possa volere di più. Speriamo che dopo tanta fatica da parte degli esperti e dei volenterosi, torni a diffondersi il canto semplice e universale della Chiesa Romana.

2 commenti:

Mauro ha detto...

Altri passi in avanti!
Le battaglie, comunque, sono tutt'altro che vinte. A Roma, il nostro coro giovanile tutto chitarre e strappi alle regole, ha dovuto lottare per poter cantare il Tota pulchra. Ma durante l'omelia lo sforzo è stato stigmatizzato come un aggrapparsi inutilmente al passato, che è destinato a svanire come "il sole e la luna e le stelle". "La sensibilità religiosa cambia, non dobbiamo avere paura di abbandonare le vecchie devozioni, il latino e canti come il tota pulchra".

Poco dopo la critica al latino e al tota pulchra, il coro ha cantato un Santo modificato nel testo, allungato con altre invocazioni a "Dio del cielo, della terra, delle stelle, ecc...". Su questo genere di cose nessuna critica.

Ma l'assemblea, normalmente muta spettatrice durante i canti, si è risvegliata a cantare in massa la preghiera in latino a Maria tutta bella. Una bella vittoria per chi desidera davvero una messa partecipata.

fr. A.R. ha detto...

Grazie, Mauro, per la testimonianza. Le buone idee e la testa dura non ti manca, e se qualcuno dà qualche schiaffo, come Gesù puoi dirgli: "se ho detto male mostrami dove è il male, ma se ho detto il vero, perchè mi percuoti?"

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