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lunedì 24 maggio 2010

Il tempo dei paramenti "verdi", tempo dello Spirito Santo.


Inizia quello che oggi si chiama, con una terminologia un tantino insipida, "tempo ordinario". Fino a pochi decenni fa aveva il nome di "tempo dopo Pentecoste": il tempo dello Spirito Santo, che per tutte le lunghe settimane che vanno dalla nascita della Chiesa al ricominciare del ciclo liturgico con l'Avvento, è il protagonista della vita dei cristiani.
Il colore dello Spirito Santo, nel rito Romano, è il rosso. Nel rito ambrosiano questo colore del fuoco dello Spirito continua a caratterizzare tutto il tempo "dopo Pentecoste". Invece nel rito Romano, il tempo che segue la festa di Pentecoste (o l'ottava di Pentecoste nella forma straordinaria) prende i paramenti liturgici verdi. Come mai? Che c'entra il verde? Prima di tutto bisogna dire che non c'entra niente con la "speranza". Anzi, è un indizio ulteriore che il cosiddetto "tempo ordinario", vuole essere il tempo dello Spirito. La Pentecoste, infatti, inaugura per ebrei e cristiani il tempo della pienezza della natura, del rinverdire di ogni cosa. A Pasqua questo si intravvedeva. Ora la fioritura è compiuta e si raccolgono i primi frutti. Verde è dunque colore appropriato al "vivificante Spirito" di Dio. Ed è infatti il colore che i bizantini vestono proprio nel giorno di Pentecoste!
Nell'adottare questo colore per tutto il tempo "post Pentecosten" la Chiesa Romana altro non fa che mettere la propria quotidiana esistenza sotto il continuo influsso dello Spirito che dà la vita, e che rende gioiosa la giovinezza sempre presente della comunità che si accosta al santo Altare.
Celebrazione della Pentecoste in una chiesa ortodossa, notate i paramenti verdi e la pioggia di rose che scende alla lettura del Vangelo.

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