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venerdì 25 giugno 2010

La fine dell'immunità ecclesiastica. Una riflessione sull'attualità

Da mesi stiamo assistendo alle continue inquisizioni, perquisizioni e accuse a personaggi ecclesiastici del basso e dell'alto clero. In questi ultimi giorni, addirittura, tutto pare accelerare, con le inchieste che coinvolgono il card. Sepe e le ben più disgustose perquisizioni a sorpresa ai vescovi belgi (andando a ledere la privacy delle vittime di abusi).
Cosa sta accadendo? Davvero c'è una persecuzione in atto contro la Chiesa Cattolica? La mia tesi è un'altra, anche se effettivamente non sono da escludere attacchi concertati da parte di forze contrarie alla Chiesa. Mi pare, però, che ciò che stiamo vedendo è la conseguenza della secolarizzazione. La Chiesa non è più difesa, almeno psicologicamente, dallo sguardo di magistrature e polizie del mondo. In effetti, se la Chiesa è percepita dalla società come un'organizzazione tra le tante, un'associazione religiosa con i suoi capi e le sue attività, allora deve aspettarsi un trattamento non diverso da tutti gli altri. Vescovi e cardinali non possono più pretendere, in virtù del loro ministero, nessuna "immunità", nonostante accordi internazionali o tradizioni che prevenivano, fino a poco tempo fa, certi atteggiamenti degli inquisitori laici nei confronti del clero.
Nel piano di riforma di Papa Ratzinger questo non è un inconveniente, a lungo termine. Nel breve periodo è certo fastidioso vedere trattati come criminali vescovi e preti che, magari, hanno fatto bene il loro lavoro e sono sottoposti a sospetti e calunnie. Spesso i giusti finiscono nel calderone con i colpevoli. Ma, a lungo termine, come dicevo, questa perdita di "immunità clericale" non può che far bene alla Chiesa, liberandola dei tanti parassiti (anche in vesti paonazze) che hanno approfittato dell'impunità nei trascorsi decenni. Non solo di una impunità penale (molto spesso, soprattutto per le questioni di gestione "personalizzata" di denaro non si tratta di veri e propri reati), ma anche di una impunità morale, per cui tutto era giustificato perchè "a fin di bene" o passato sotto silenzio con l'ipocrita distinzione tra sfera pubblica e sfera privata (dicotomia che per un prete o un religioso, ovviamente, non ha senso).
Le quotidiane crisi attuali ci mostrano che le società civili non hanno più "timori reverenziali" nè "sudditanze psicologiche" nei riguardi degli ecclesiastici. Anche nella nostra italietta cattolica questo si vede ogni giorno di più. All'estero, mi pare, si arriva pure ad esagerare: non si rispettano neanche i cardinali defunti!
La cura? Ovviamente quella proposta dal Papa. E prima di lui da Gesù Cristo: l'esterno deve essere il riflesso dell'interno. Cioè che si predica e ciò che si fa deve essere congruente e non in dissonanza. I "sepolcri imbiancati" non fermano più chi vuole controllare il marciume che vi è racchiuso... Le ricette ci sono, antiche e semplici: la gestione ecclesiastica del denaro (solitamente offerto dai poveri per altri più poveri) deve essere limpida e irreprensibile, e la gestione della castità dei celibi ecclesiastici deve andare ben al di là dell'evitare abusi infantili. Ma certamente tutto si impernia sull'umiltà, virtù sempre rara e da recuperare negli ambienti curiali e monastici, nonostante sia spesso lodata. L'umiltà che porta ad evitare l'abuso del potere, ancorchè sacro, e il carrierismo, la scalata da una sede all'altra di vescovi che desiderano ascendere e di arcivescovi che vedono approssimarsi la porpora...
Quindi ben venga l'occhio pubblico e indagatore, se serve a purificare la Vigna del Signore e rimettere in riga i suoi operai, non sempre umili come l'attuale Servo dei Servi di Dio, il buon Benedetto XVI.

2 commenti:

Mauro ha detto...

È di oggi la notizia che la Corte Suprema degli USA ha di fatto negato l'immunità che spetterebbe al Vaticano in quanto Stato sovrano, che così puo' essere considerato civilmente corresponsabile degli abusi di un pedofilo che è stato trasferito negli USA, nonostante fosse a conoscenza dei reati già commessi.

Speriamo si faccia solo giustizia. Sarebbe difficile difendersi dagli eccessi in questo momento.

fr. A.R. ha detto...

Potete leggere la notizia a cui si riferisce Mauro qui: http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/28/news/usa_pedofilia_vaticano-5223874/?rss

Cose dell'altro mondo: come se il Papa fosse il responsabile di ogni trasferimento di ogni prete, religioso o religiosa del Mondo! Inaudito, non tanto a livello di diritto internazionale, ma anche anche di buon senso!

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