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lunedì 5 luglio 2010

Il Messale finisce sull'ipad. Ma l'ipad finirà sull'altare? Sondaggio

Amore alla liturgia e/o amore alla tecnologia?

Notizia di oggi da Repubblica. Dopo l'Ibreviary, ora il messale digitale sull'Ipad, e l'immancabile domanda della giornalista: "sugli altari delle chiese di mezzo mondo, al posto del tradizionale librone del messale, potrebbe esserci il super tecnologico iPad.  Ma i parroci, legati a consuetudini secolari, riusciranno ad abituarsi alla novità?"




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Il messale finisce sull'iPad
L'idea di un prete italiano
Don Paolo Padrini, parroco di Stazzano (AL), aveva già realizzato un'applicazione simile per iPhone scaricata 250 mila volte. Sul tablet Apple si potranno leggere e ascoltare testi e canti di tutte le celebrazioni in cinque lingue: "La preghiera non è una cosa vecchia"
di ANNALICE FURFARI

NON SOLO giornali, magazine o serie tv. Anche i testi della Chiesa arrivano su iPad. A fine luglio, infatti, il messale approderà sul nuovo gioiello tecnologico di Apple. L'idea di sviluppare un'applicazione simile è venuta a un prete italiano, don Paolo Padrini, parroco di Stazzano, paesino di 2.391 abitanti della provincia di Alessandria.

Don Padrini non è nuovo a intuizioni all'insegna della modernità. Due anni fa, da un suo progetto, è nato l'iBreviary, un'applicazione che consente di scaricare su iPhone e iPod le preghiere quotidiane, suddivise secondo l'ordine tradizionale del breviario cattolico. L'iniziativa ha riscosso successo: ad oggi, il breviario digitale è stato scaricato sull'iPhone da 250.000 utenti in tutto il mondo. Ecco perché don Padrini ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura e scommettere sull'iPad, forte dell'entusiasmo suscitato dall'ultima creatura della Apple. Grazie alla nuova versione dell'iBreviary, preti e fedeli avranno la possibilità di scaricare sul nuovo supporto digitale tutti i testi e i canti necessari a celebrare la messa. L'applicazione, gratuita, sarà disponibile in cinque lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e latino. I brani si potranno leggere, ma anche ascoltare.

Don Padrini, che ha 37 anni ed è consulente del Vaticano per i nuovi mezzi di comunicazione, non nasconde l'entusiasmo. "Oltre a contenere i testi imprescindibili per parroci e fedeli - spiega il parroco - il nuovo iBreviary sarà molto curato nella forma. Ci è sembrata importante la gradevolezza estetica dell'applicazione, oltre alla sua utilità. Per non parlare della possibilità di fruizione per le persone non vedenti e della manualità di questo strumento per i preti in missione in giro per il mondo".

Così, sugli altari delle chiese di mezzo mondo, al posto del tradizionale librone del messale, potrebbe esserci il super tecnologico iPad. Ma i parroci, legati a consuetudini secolari, riusciranno ad abituarsi alla novità? Don Padrini crede di sì. "Non bisogna avere paura di sperimentare, di aprirsi alle straordinarie possibilità offerte dalla tecnologia", dice convinto il prete. "La Chiesa - continua - ha finalmente capito che i nuovi mezzi di comunicazione non sono nemici da combattere, ma supporti da usare a proprio vantaggio". È chiaro che l'obiettivo è avvicinare alla religione cattolica un numero più consistente di persone e soprattutto coinvolgere nelle iniziative del Vaticano i giovani. "L'intento - confessa Don Padrini - è veicolare l'idea che la preghiera non è una cosa vecchia. È vero che un iPad, da solo, non può determinare l'aumento dei fedeli, ma la fruizione dei testi sacri su un supporto digitale sdogana l'immagine di una Chiesa capace di arrivare a tutti". Del resto, il recente approdo di Papa Benedetto XVI su Facebook e Youtube lo dimostra.

Don Padrini ha creduto così tanto nel suo progetto, che ha deciso di investirvi in prima persona. Sviluppare l'applicazione gli è costato tra i 4.000 e i 5.000 euro. "La Chiesa ha apprezzato l'iniziativa - ammette il parroco - e per il momento mi basta questo. Ma non nego che in futuro mi piacerebbe chiedere al Vaticano di finanziare le mie iniziative". Il prete, infatti, sta già pensando a nuove applicazioni. Alcune diocesi statunitensi gli hanno chiesto di sviluppare un iBreviary per il Blackberry. Don Padrini non vede l'ora di lanciarsi in quest'altra avventura, ma per farlo avrà bisogno di soldi. E chissà quali altre diavolerie ha in mente, questo parroco amante della tecnologia.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me è una buona idea ma al massimo può avere lo stesso valore dei messalinidei fedeli o dei foglietti della Messa.
Può essere anche utile per avere i testi corretti e stampare qualche sussidio...

Non è assolutamente il caso invece di metterlo sullo stesso piano del Messale o del Lezionario usati per la celebrazione.

Anonimo ha detto...

Gli ebrei continuano a scrivere i rotoli della Bibbia a mano su pergamena per la lettura in sinagoga, e ci sarà un motivo se sono così " retrogradi". Noi invece ... Vedrete che sul serio l'ipad finirà sull'altare,ormai ci si può aspettare di utto.

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