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venerdì 4 marzo 2011

Ai familiari di Shahbaz Bhatti lasciati fuori dalla chiesa nel giorno del funerale: anche San Francesco ebbe lo stesso trattamento


Ho appreso in questi momenti la tristissima vicenda accaduta a familiari, parenti e amici del Ministro pakistano, cattolico, Bhatti, martirizzato recentemente. Per motivi di presunta sicurezza, sono stati tenuti fuori della chiesa dove erano in corso i funerali non solo i tanti cristiani accorsi, ma perfino la sorella del defunto e altri congiunti. Leggi tutta la notizia su AsiaNews.
Mi è subito venuto in mente, con commozione, che quando ad Assisi trasferirono le spoglie di San Francesco nella nuova Chiesa a lui dedicata, per motivi di sicurezza, gli armigeri del Comune sprangarono le porte lasciando tutti i frati, i congiunti e i devoti fuori sulla piazza, mentre all'interno si procedeva alla tumulazione di un santo. Figuratevi che anche un frate del calibro di Sant'Antonio, presente ad Assisi, fu tenuto fuori!
L'amarezza e lo sgomento per una scena del genere ha attraversato i secoli ed è giunta nelle cronache fino a noi. Adesso vediamo ripetersi una cosa simile. L'unico pensiero che mi viene, in questo momento di assoluto dolore per familiari, amici e sostenitori è proprio questo: guardate, già lo trattano come un Santo! E i Santi, si sa, come diceva Padre Pio: "fanno più rumore da morti che da vivi". Il povero ministro delle minoranze, che non contava da vivo quasi nulla (così lo descrive la BBC) e non si capisce perchè doveva morire (sempre pensiero elevato della BBC che non riesce a vedere l'odio verso i cristiani), adesso che viene portato al cimitero fa parlare di sè tutto il mondo e attira sulla causa che gli stava a cuore ogni occhio internazionale.
E' quello che voleva e ha cercato di fare per tutta la vita. Forse otterrà dal cielo quello che in terra non è riuscito a provvedere per coloro che difendeva. Dopotutto i santi sono nostri avvocati, e i cristiani in Pakistan hanno proprio bisogno di tanti avvocati, non solo terrestri!


PAKISTAN
Funerali di Bhatti: bloccato l'accesso alla chiesa a parenti e fedeli, ira fra i cristiani
di Jibran Khan
All’arrivo del premier Gilani la polizia ha sigillato l’edificio, impedendo l’accesso a parenti e semplici fedeli. Indignazione della comunità cristiana, che si è stretta attorno alla famiglia del ministro cattolico. Vescovo di Islamabad: ho perso “un figlio”. E ad AsiaNews denuncia: il ministero degli Interni è responsabile della morte. Il corpo sepolto a Khushpur, migliaia i presenti fra cui musulmani, indù e sikh.

Mentre un gruppo di esponenti di governo, tra cui il Primo Ministro Gilani, partecipavano alla cerimonia, molti dei cristiani e persino alcuni parenti di Bhatti non hanno potuto entrare in chiesa, per il blocco imposto dalla polizia. La decisione ha scatenato la protesta della gente, che ha iniziato a manifestare il proprio disappunto. Uno di loro, Maqbool Bhatti, ha urlato a gran voce: “Adesso bloccate gli ingressi della chiesa, ma dove eravate quando Shahbaz Bhatti veniva ucciso?”. Persino la sorella del ministro, Anila Bhatti, non ha potuto assistere al funerale. In un misto d'ira e di delusione, la donna ha gridato “avete ucciso mio fratello, adesso mi impedite pure di vedere il suo corpo” aggiungendo che lo Stato non è capace di “proteggere le minoranze”. È rimasta all’esterno della chiesa anche la delegazione del partito Muttahida Quami Movement (MQM).
leggi qui il resto...

1 commento:

Anonimo ha detto...

davvero si è compiuta la parola "se il seme non muore, rimane solo.
Il giovane Ministro Bhatti con la sua estrema generosità per il bene del prossimo darà i suoi frutti perché molti capiremo che la strada del bene e della pace passa, anche se non sempre speriamo da un atto estremo, attraverso la rinunzia di se stesso (egoismo criminale), per amare l'altro, ma anche se stesso!!

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