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mercoledì 7 luglio 2010

I fedeli hanno diritto di sapere se i contenuti dell'insegnamento di un prete corrispondono o no a quelli della Chiesa.

Come è ormai di pubblico dominio da un paio di settimane, Don Paolo Spoladore è stato sospeso a divinis dal vescovo di Padova per le note vicende che lo riguardano (e che qui non intendo nè riportare, nè indagare).
Mi soffermo però sul comunicato stampa ufficiale emesso dalla diocesi per dare la notizia della sospensione dal ministero presbiterale del sacerdote (lo trovate qui).
Nella parte finale di esso si legge: "Il vescovo di Padova precisa inoltre che i corsi di formazione organizzati e condotti da don Paolo Spoladore e l’attività da lui svolta in ambito musicale ed editoriale (concerti, cd, libri…) sono iniziative di cui il sacerdote risponde personalmente e non hanno alcuna approvazione da parte dell’autorità ecclesiastica". 
Per chi non lo sapesse Don Paolo, a parte la sua famosa vita musicale e concertistica, ha una notevole attività come insegnante di corsi di coscientizzazione, meditazione e simili: "corsi dedicati alla conoscenza e allo sviluppo di strumenti adatti a comunicare meglio con se stessi, con gli altri e con la vita", come si trova specificato nel sito di chi li organizza. Sul piano economico, civile e penale, è evidente che risponderà personalmente. Però, sul piano del messaggio e dei contenuti, è proprio così semplice? Può l'autorità ecclesiastica non esprimersi sull'attività editoriale di un sacerdote, soprattutto nel momento in cui lo sottopone a provvedimenti disciplinari di una certa gravità, che generano domande e interrogativi tra i molti fedeli l'hanno seguito, apprezzato, letto e studiato?
Il sacerdote padovano ha infatti pubblicato anche non meno di 9 libri di "riflessioni sul Vangelo" (reperibili qui). E questi libri, evidentemente, toccano questioni anche di fede, di morale e di interpretazione biblica.
Ora dobbiamo chiederci: può il vescovo esimersi dal prendere in esame tali scritti che vengono pubblicamente divulgati tra i fedeli? Rientrano davvero tali titoli nelle attività private del Sig. Spoladore, come CD o concerti, o riguardano da vicino il suo munus docendi, ricevuto per partecipazione quando fu ordinato presbitero?
Il comunicato ufficiale ci avvisa che i libri (oltre alle altre attività di formazione su cui soprassediamo) "non hanno alcuna approvazione da parte dell’autorità ecclesiastica", ma questo come dobbiamo interpretarlo? Che non hanno ancora ricevuto l'approvazione ma sono sotto scrutinio? O non hanno alcuna approvazione nel senso che sono disapprovati? Oppure che l'autorità ecclesiastica non intende entrare nel merito di tali scritti. Eppure ogni sacerdote che pubblica "riflessioni sui vangeli", dovrebbe ricevere almeno il nulla osta, il famoso imprimatur, dalla sua curia diocesana.
Se quindi Don Paolo ha per anni pubblicato senza richiedere l'approvazione al suo vescovo, è ora che il vescovo eserciti il suo diritto/dovere e si esprima, dopo le dovute indagini sue e dei censori, nei confronti dell'insegnamento di questo sacerdote, approvando o disapprovando i contenuti e le modalità con cui è stato proposto ai fedeli. Questo non per mettere sotto accusa il prete in questione, ma per liberare i fedeli dal dubbio che può prenderli se continuare a leggere o meno certe pubblicazioni, e per chiarire la posizione dottrinale del sacerdote stesso.
Riporto, tanto per completezza, un paio di canoni del Codice di Diritto canonico, che mostrano come la Chiesa esorti sì ad usare gli strumenti di comunicazione sociale, e in specie i libri, per diffondere l'insegnamento cristianao, ma sottoponga anche questa comunicazione mediata, come la predicazione immediata, alla vigilanza attiva dei vescovi e in generale degli ordinari.

LIBRO III
LA FUNZIONE D'INSEGNARE DELLA CHIESA
Titolo IV
Gli strumenti di comunicazione sociale e in specie i libri

Can. 822 - § 1. I pastori della Chiesa, valendosi del diritto proprio della Chiesa nell'adempimento del loro incarico, cerchino di utilizzare gli strumenti di comunicazione sociale.

Can. 823 - § 1. Perché sia conservata l'integrità della verità della fede e dei costumi, i pastori della Chiesa hanno il dovere e il diritto di vigilare che non si arrechi danno alla fede e ai costumi dei fedeli con gli scritti o con l'uso degli strumenti di comunicazione sociale; parimenti di esigere che vengano sottoposti al proprio giudizio prima della pubblicazione gli scritti dei fedeli che toccano la fede o i costumi; e altresì di riprovare gli scritti che portino danno alla retta fede o ai buoni costumi.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Eh caro padre, lei è troppo buono! Che cosa dovremmo dire di certi canti che si sentono nelle nostre parrocchie! Canti scritti anche da don Spoladore. Io ho detto al coro che non possono fare certi canti. Ho spiegato che la Chiesa dice che si può usare un "canto adatto, approvato dalla Conferenza Episcopale", ma non canti con testi personali e non approvati da nessuno.
E sa cosa mi hanno risposto? "Ma l'abbiamo sempre cantato e nessuno ci ha detto niente". E allora? E' automaticamente approvato col silenzio-assenso?
Vi riporto come esempio, il testo del SANCTUS che è messo in musica dal Donpa e tanti coretti giovanili usano in chiesa (penso che anche l'autore disappova questo uso!), ma nessuno li guida e glielo fa capire!

SANTO (SPOLADORE)

Santo, santo, santo il Signore Dio del cielo, Dio del Cielo

Rit: I cieli e la terra con noi
Si uniscono a cantare per Te
Per questa nostra vita che tu regali ogni giorno a noi
E canta la mia vita Signor, un canto imparato da Te un canto imparato da Te.
Osanna, osanna, osanna a Dio nell’alto dei cieli
osanna a Dio nell’alto dei cieli
Osanna nei cieli e dentro di noi

Benedetto Colui che viene, viene per noi Dio del cielo.

OlatusRooc ha detto...

Ma chi guarda più gli imprimatur? se non c'è il marchio è difficile che un fedele "normale" pensi " ma questa roba è ortodossa?", sopratutto se l'ha comprata in una libreria cattolica; meglio sarebbe mettere un bollino " Contenuto non conforme alla dottrina cattolica", o simili.
Senza offesa ma anche nella liberia del Messaggero ( che frequento con una certa regolarità :)) si trovano libri 'sospetti', meditazioni di personaggi condannati che espongono teorie condannate ( ricordo per esempio una raccolta di meditazioni del Maestro Eckhart, dove non erano ben distinte le preposizioni lecite da quelle condannate da papa Giovanni). Io le leggo e distinguo, ma se lo avesse comprato un fedele 'normale', senza particolare preparazione ( non che io sia un teologo, eh!), adesso avrebbe in testa idee ben strane sul peccato e altre cose simili.

Anonimo ha detto...

Io conosco Donpa per bocca di amici carissimi che lo difendono a spada tratta.

Io però ho sentito le sue canzoni del'ultimo CD e mi chiedo com'è possibile che la Chiesa accetti canzoni orripilanti di certi tra cui famosi come Frisina, di cui è risputo tra musicisti che è uno scarso musicista che non sa fare uso del contrappunto.

La musica dev'essere bella e deve avere testi che ti entrano nel cuore.

Quell di DonPa mi è piaciuta e trovo i testi bellissimi.

Non conosco il Santo (come musica) ma il testo postato qui sopra a me sembra meraviglioso.

Tutta la vita è una sinfonia. Tutto parecipa della potenza e bellezza di Dio. San Francesco l'aveva capito bene.

Don Paolo sei nelle mie preghiere.

Anonimo ha detto...

Inoltre il Vescovo di Padova, per come ha aito, non è una persona corretta. Una persona si deve informare, soprattutto un Vescovo.

E poi, con tutte le vicende di Vescovi che spostano i preti pedofili e con tutta l'opulenza della Chiesa (degli uomini) mi sa che ci stanno ben altri problemi.

Basterebbe che il Vescovo (che ha il potere di farlo) leggesse i libri di DonPa ed esprimesse un giudizio chiaro. Oppure li facesse prendere in esame anche da qualcun altro, visto he ha l conoscenze. Mi risulta tuttavia che DonPa abbia chiesto consulto anche ad Università cattoliche.

Invece così il Vescovo si tira indietro e sbaglia, non esprimendosi. Questo non solo non è essere pastori, ma non è neanche essere uomini.

Anonimo ha detto...

Non molto tempo fa, don Paolo presentò il suo penultimo cd, "UT", a Radio Vaticana, non proprio una radio qualsiasi!
Siamo qui a parlare di imprimatum per suonare le canzoni in chiesa, ma ci dimentichiamo che nei matrimoni viene spesso suonata la marcia nuziale, che non mi sembra abbia alcuna approvazione ecclesiastica..siamo tanto attenti a questi particolari, ma ci siamo ormai da tempo scordati che nella casa del Signore si entra vestiti in modo consono all'incontro con Gesù...
ci ergiamo a giudici, dimenticando i nostri quotidiani errori...ma se Gesù tornasse ora sulla terra, troverebbe la vera fede in Lui o solo chiacchere?

Anonimo ha detto...

Anche padre Maciel Degollado interveniva spesso a Radio Vaticana, ma questo non gli ha impedito di vivere una doppia vita, avere figli e figlie e ben altro. Quindi non sviamo il punto. I preti devono fare i preti e basta. Anzi dovrebbe essere ben sufficiente. Invece rincorrono il successo di questo mondo. Che li ripaga con la sua moneta.

Anonimo ha detto...

Sì, appunto, non sviamo il punto. Qui si parlava di approvazione ecclesiastica di composizioni musicali e non di opportunità nell'eseguire tale attività.

Canonista ha detto...

Volevo far notare, però, che il comunicato stampa della Diocesi, in realtà, fa vedere come il Don in questione sia in contrasto con il Diritto Canonico per quanto riguarda le attività commerciali e lucrative da lui espletate. Il comunicato dice che sono questioni private, il Can. 286 recita: "È proibito ai chierici di esercitare, personalmente o tramite altri, l'attività affaristica e commerciale, sia per il proprio interesse, sia per quello degli altri, se non con la licenza della legittima autorità ecclesiastica".
Quindi il Vescovo non può esimersi dall'esprimersi sulle attività editoriali, musicali, concertistiche ecc., non tanto per i contenuti, ma per la modalità commerciale che comportano. Deve dare oppure negare la sua licenza. E il fatto che il sacerdote organizzi la sua attività commerciale attraverso una SRL non importa, è previsto dal canone che eserciti tale attività "tramite altri", non solo personalmente.

Francesco ha detto...

Sospensione , forse un atto dovuto secondo la Curia, che dopo mesi di indagine e forse anni di pazienza e tolleranza, avra' vagliato bene una scelta di questa portata e conseguenze

Di fatto Spoladore si è auto sospeso da anni. Dopo l'esperienza di parrocco ,da 5 anni ha fatto perdere le sue tracce.E si dedica alle sue note passioni Lo si rivede solo ai corsi e concerti ....Molti sono convinti che si stia adoperando per costruire una struttura di utilità sociale. Magari,, in futuro. Per ora con gli introiti dei corsi mantiene una società, segretaria personale, security, ha costruito prima di tutto mega ufficio, studio incisione e una villa di notevoli dimensioni con parco. Non si puo non restare colpiti e un po delusi vedendo le immagini della struttura pubblicate dai giornali, riscontrando che corrispondono (alcuni amici abitano in quella zona) e sapendo che i corsi proseguono e continuano a raccoggliere adesioni nonstante la cifra e contenuti discutibili, anche per chi non è molto credente.

Fausto

Anonimo ha detto...

HO PARTECIPATO AI SUOI CORSI E POSSO ESPRIMERE CHE NON SONO STATI INUTILI. SONO RIUSCITO A CONOSCERE MEGLIO ME STESSO E PENSO CHE TUTTE QUESTE STORIE CHE SONO STATE PUBBLICATE SU DON PAOLO SPOLADORE SIANO SOLO ILLASIONI. E' UN SACERDOTE SCOMODO PERCHE' DICE "LA VERITA" SU COME FUNZIONA LA NOSTRA SOCIETA' COMPRESA LA CHIESA.... IO COMUNQUE RINGRAZIO DON PAOLO SPOLADORE PER CIO' CHE MI HA TRASMESSO CON LE SUE PAROLE "I MIEI OCCHI HANNO COMINCIATO A VEDERE,LA MIA MENTE HA COMINCIATO A PENSARE, HO COMINCIATO A SENTIRE ANCHE IL MIO CORPO" ORA MI ASCOLTO E MI SENTO VIVO.... CI SONO DELLE EMOZIONI CHE SOLO OGNI SINGOLO INDIVIUO PUO' PROVARE ED E' DIFFICILE ANCHE A TRASMETTERLE PERCHE' SONO SOLO MIE.COMUNQUE NON SONO D'ACCORDO PER IL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE NEI CONFRONTI DI DONPA ANCHE PERCHE' PENSI CHE QUESTO E' SOLO L'ANTICIPO DI QUELLO CHE ACCADRA' DOPO!!!!

Anonimo ha detto...

di fatto era come se si fosse autosospeso da anni. da solo ..per propria scelta. lontano da comunità e celebrazione. sabato e domenica dedicati ai corsi organizzati da lui e collaboratrice. irragiungibile.
forse anche godere di troppa liberta disorienta e, ascoltandolo anche non molto recentemente, pareva piuttosto disorientante...

vivere nel nascondimento relazioni e non riuscire ad accettare un figlio non sono scelte da minimizzare, come spesso si tende a fare. non sembrano testimoniare amore nè per la comunità nè per le persone direttamente coinvolte.

Anonimo ha detto...

caro anonimo anch'io fatto un corso, ma non mi è sembrato chissacosa di innovativo,anzi. non credo sia l'unico che racconta la verità su come vanno le cose . anzi
credo che eviti in ogni modo di eposrsi stando sempre sul vago e generico.il suo punto di forza è che sa colpire e persuadere, ma si cerca sempre contesti in cui è unico sul palco, evita i confronti. un po' troppo sicuro di se stesso. mi pare ormai molto lontano dalla chiesa e nel sito neppure si parla sempre meno di gesù.
sulle sue vicende private: tu dici illazioni.
a me dispiace molto per quel bambino
ho saputo da poco che non ha mai smentito la paternità e snobbato il test di prova paternità. se un prete si comporta così crea un precedente valido per molti altri uomini di chiesa e non

Anonimo ha detto...

Don Paolo a me ha fatto venire voglia di cambiare vita.Per mezzo suo ho trovato la Fede.Gli sarò grato per sempre

Anonimo ha detto...

dopo chissa quale calvario , non solo giudiziario e procedurale, questa mamma è riuscita a stabilire la verità e a non essere tacciata di falsità
inutile aggiungere cpmmenti.

Anonimo ha detto...

e...aggiungo grazie alla sua testimonianza
sono emerse alcuni retroscena sulla sua vita
privata ma anche sul modo in cui gestiva le confessioni private e il potere e suggestione che sapeva di esercitare sui fedeli che gli si rivolgevano certi della sua fede e potere taumaturgico. un anticipo su panorama anche sul web , ma altre info sono state raccolte dal redattore capo di panorama.
per favore non teniamo sempre tutto tacitato. quante persone si rivolgevano a lui per malattie, depressioni, problemi esistenziali.
parlarne significa evitare che si ripeta.
raccomandiamo che le confessioni siano sempre impartite nei confessionali e non in posti isolati. grazie

Anonimo ha detto...

grazie per aver pubblicato i due commenti sopra.
probabile,nessuno li leggerà...e così"suonano" un po come lapidi funeree per quei caduti in guerra di cui non sappiamo nulla e che mai nessuno invocherà E sulla pietra che li sovrasta nonstante qualche parola scritta, nessuno si fermerà a pregare o poserà un fiore fragile, ma profumato ...Un po come nelle vostre chiese meravigliose celebrazione del bello dell'arte e del canto secondo i retti canoni...Ma sempre meno frequentate, con diversa polvere tra i banchi , i confessionali ed oltre
(non pubblicare, grazie)

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