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domenica 30 giugno 2013

Malta: l'isola sapiente dove l'antico si annoda con il nuovo

Grazie al nostro corrispondente maltese (che ringrazio per la sua complicità), presentiamo un breve video della santa Messa pontificale nella solennità dei Santi Pietro e Paolo. San Paolo, in particolare, è veneratissimo tra gli isolani che a maggio ricordano con gran pompa il suo provvidenziale naufragio sulle coste maltesi. Ieri l'arcivescovo di Malta ha anche accolto il nuovo Nunzio apostolico, recentemente nominato, nella cattedrale di san Paolo a Mdina, uno dei santuari paolini della diocesi.

Il barocco in stile siciliano, l'esuberanza cattolica degli abitanti del piccolo Stato circondato dal Mediterraneo, le pittoresche e devote processioni, unite ad una fervente spinta missionaria ed evangelizzatrice, tuttora ben attiva, ci mostrano un modo di vivere l'evolversi e il crescere della comunità cristiani in continuità con la propria amata tradizione. Molte espressioni tradizionali della vita di fede - me lo confermano gli stessi religiosi maltesi - si sono adatte ai cambiamenti di tempo, ma nessuna iconoclastia o vento impetuoso di novità imposte ha scosso l'isolata comunità cristiana, tantomeno ideologiche "semplificazioni" senza appelli. Questa chiesa locale ci mostra perciò un modello interessantissimo di applicazione del Concilio e della riforma (non solo liturgica) della vita ecclesiale. E ce ne mostra anche i buoni frutti: la partecipazione alla vita della Chiesa e le vocazioni sono ancora floride e numerose. Il nuovo può e deve convivere con l'antico, con rispetto e con apprezzamento, nella linea dello sviluppo organico, non della rivoluzione. Forse Malta ha molto da insegnare sotto questo aspetto: come si vede qui il latino nella Messa convive con l'altare volto al popolo, i canti polifonici dei cori non mortificano l'assemblea che partecipa con passione e devozione, le casule e le pianete concelebrano in pacifica comunione:




1 commento:

Anonimo ha detto...

Avendole viste di persona concordo sullo splendore delle chiese maltesi e ricordo la cura con la quale sono conservate. Quanto alle immagini,peccato per il tavolino-altare, ma piuttosto di un macigno piovuto da chissà dove...
Andrea

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