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lunedì 30 giugno 2008

Il credo in greco senza filioque

Alla solenne celebrazione dei Santi Pietro e Paolo, il Papa e il Patriarca ecumenico hanno insieme recitato il Credo Niceno-costantinopolitano (381) in lingua greca.
Padre Z. ci fornisce una registrazione della comune confessione di fede: http://wdtprs.com/blog/podpress_trac/web/3803/0/08_06_29_PETERPAUL_CREED.mp3
Πιστεύω είς ενα Θεόν, Πατέρα, παντοκράτορα, ποιητήν ουρανού καί γής, ορατών τε πάντων καί αοράτων. Καί είς ενα Κύριον, Ίησούν Χριστόν, τόν Υιόν του Θεού τόν μονογενή, τόν εκ του Πατρός γεννηθέντα πρό πάντων τών αιώνων. Φώς εκ φωτός, Θεόν αληθινόν εκ Θεού αληθινού γεννηθέντα, ού ποιηθέντα, ομοούσιον τώ Πατρί, δι’ ού τά πάντα εγένετο. Τόν δι’ ημάς τούς ανθρώπους καί διά τήν ημετέραν σωτηρίαν κατελθόντα εκ τών ουρανών καί σαρκωθέντα εκ Πνεύματος ‘Αγίου καί Μαρίας τής Παρθένου καί ενανθρωπήσαντα. Σταυρωθέντα τε υπέρ ημών επί Ποντίου Πιλάτου καί παθόντα καί ταφέντα. Καί αναστάντα τή τρίτη ημέρα κατά τάς Γραφάς. Καί ανελθόντα είς τούς ουρανούς καί καθεζόμενον εκ δεξιών τού Πατρός. Καί πάλιν ερχόμενον μετά δόξης κρίναι ζώντας καί νεκρούς, ού τής βασιλείας ουκ εσται τέλος. Καί είς τό Πνεύμα τό ¨Αγιον, τό Κύριον, τό ζωοποιόν, τό εκ τού Πατρός εκπορευόμενον, τό σύν Πατρί καί Υιώ συμπροσκυνούμενον καί συνδοξαζόμενον, τό λαλήσαν διά τών Προφητών. Είς μίαν, αγίαν, καθολικήν καί αποστολικήν Έκκλησίαν. ‘Ομολογώ εν βάπτισμα είς άφεσιν αμαρτιών.Προσδοκώ ανάστασιν νεκρών. Καί ζωήν τού μέλλοντος αιώνος. Άμήν.

Già nel 1987 Giovanni Paolo II e Demetrio I avevano fatto altrettanto. E anche allora l'unione sembrò vicina. E invece siamo ancora qui.
Eppure adesso c'è qualcosa di nuovo nelle relazioni fra Oriente e Occidente.

Intanto il papa non è un polacco. E tutti sanno come la nazionalità di Giovanni Paolo II gli abbia sempre precluso non solo un viaggio in Russia, ma anche l'incontro col Patriarca di Mosca. Recentemente invece il Patriarca Alessio si è detto disponibile a incontrare Benedetto XVI.
Le relazioni con il Patriarca di Costantinopoli sono eccellenti (sembra sia sempre in Italia ormai). Egli stesso qualche giorno fa ha lanciato quella strana proposta, forse riportata male dagli organi di informazione, per cui avrebbe favorito una riconciliazione delle chiese orientali cattoliche con il Patriarcato, proponendo una sorta di "doppia comunione" per queste chiese: sia con Roma, sia con Costantinopoli. Una proposta ecclesiologicamente zoppicante, che però richiama quella che il venerato vescovo melkita Maximos IV aveva perorato durante e dopo il concilio per le due parti della chiesa melkita (la cattolica e l'ortodossa).

Tornando al credo comune, non è quindi una novità, nè un problema affermare che cattolici e ortodossi condividono l'essenziale della fede e possono insieme recitare il Credo. Naturalmente nella sua forma originale, che per più di 1000 anni è stata anche la forma liturgica della chiesa latina. Nel credo in greco, infatti, non solo non si è mai introdotto il filioque, (lo Spirito Santo...che procede dal Padre e dal Figlio), ma la stessa chiesa Latina ha sempre capito perchè in greco non sia possibile farlo. Procedere in latino, infatti, non è esattamente lo stesso che Ekporeuo in greco, e mentre la processio latina sopporta anche grammaticalmente una duplice fonte, in greco questo non è possibile. L'importante è intendersi: lo Spirito procede dal Padre attraverso il Figlio (dià tou Yiou), in questo senso si esplicita la processione dal Padre e dal Figlio, come da un unico principio. Già al concilio di Firenze si era risolta la questione.
L'uso liturgico del credo senza filioque è quindi evidentemente possibile. Se poi si usa il Simbolo degli apostoli, che non menziona la processione dello Spirito Santo, non si pone neanche il problema.

Per chi volesse approfondire:

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