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mercoledì 10 luglio 2013

I Papi e le loro immagini: almeno un po' di vera arte, per favore!

La statua di Papa Bergoglio davanti alla Cattedrale della capitale argentina (vedi qui)
Papa Francesco si è dispiaciuto molto della statua a lui dedicata nei giardini della cattedrale di Buenos Aires, e ha reagito ordinando che fosse tolta, cosa che immediatamente è avvenuto. A vedere le foto che circolano possiamo capire perché il Pontefice si sia risentito!
La statua non era un monumento commemorativo per segnalare l'evento del primo argentino eletto alla cattedra di Pietro, era piuttosto un manufatto da museo delle cere, che invita i visitatori a farsi una foto insieme al simulacro non potendo avvicinare il prototipo. Una americanata, diciamo in Italia.
C'è però da rilevare che quella di Buenos Aires non è la prima statua in onore di Papa Francesco, come qualche giornalista ha riferito, è piuttosto la prima che lui ha detto di togliere.
Infatti a Cicciano, presso Napoli, già a maggio avevano inaugurato quella che viene descritta "la prima statua di Papa Francesco", opera del maestro Giuseppe Imperatore (foto a sinistra). Pare anzi che sia stata portata al Papa perché la benedicesse. Ma questo non è confermato. C'è poi da dire che la somiglianza della statua di Cicciano con l'originale è un tantino più apprezzabile di quella dell'immagine in vetroresina spuntata presso la cattedrale argentina. Però, a parer mio, un manichino vestito da Papa non possiede una qualità artistica sufficiente.

Dobbiamo comunque domandarci: è possibile ad un Papa impedire che il suo volto venga utilizzato e riprodotto e che gli si dedichino busti, statue e immagini di ogni sorta? La risposta è ovviamente: no. Anche Papa Francesco dovrà capitolare a questa inevitabile sorte, toccata indiscriminatamente a tutti i suoi predecessori, sia in vita che defunti, segno d'affetto da parte dei cristiani, anche se spesso artisticamente poco provveduti.
I Papi, come ci ricordava Benedetto XVI il 27 febbraio scorso, perdono ogni privacy, e questo implica anche la perdita di controllo sulla propria immagine, ma nello stesso tempo acquistano l'affetto degli amici del Signore:
Sempre – chi assume il ministero petrino non ha più alcuna privacy. Appartiene sempre e totalmente a tutti, a tutta la Chiesa. Alla sua vita viene, per così dire, totalmente tolta la dimensione privata. Ho potuto sperimentare, e lo sperimento precisamente ora, che uno riceve la vita proprio quando la dona. Prima ho detto che molte persone che amano il Signore amano anche il Successore di san Pietro e sono affezionate a lui; che il Papa ha veramente fratelli e sorelle, figli e figlie in tutto il mondo, e che si sente al sicuro nell’abbraccio della vostra comunione; perché non appartiene più a se stesso, appartiene a tutti e tutti appartengono a lui.
Tutti i Papi ispirano ai fedeli, soprattutto nei loro luoghi d'origine, un comprensibile desiderio e orgoglio, e le statue fioriranno nonostante la ritrosia dell'interessato. Le persone semplici, anche culturalmente, sono anzi più inclini a contemplare in effige coloro che amano. Il Papa non è un'eccezione a questa regola antropologica. Ciò è sempre avvenuto, in particolare nei tempi recenti.
Ma dirò di più: Papa Francesco - come sovrano della Città del Vaticano - è già apparso con il suo volto sui francobolli vaticani, e tra poco circolerà sulle monete in euro.
In altri paesi, ad es. le Seychelles, già è stato effigiato sulle locali "rupie" (vedi immagine a destra).
Medaglie celebrative, statuette del presepio a San Gregorio Armeno, portachiavi e immaginette votive non si contano neppure. Per adesso non ha ancora ispirato, come invece il suo amato predecessore, quegli incantevoli orsetti vestiti da Papa, specialità tutta bavarese.

Culto della personalità? Difficile dirlo, comunque sia la statuaria, la medaglistica e anche un certo guadagno economico sull'immagine del Papa sono ineludibile portato dell'elezione al Sommo Pontificato. Nessuno se ne scandalizza né se ne dovrebbe scandalizzare, almeno finché il tutto rimane nel normale scambio tra domanda e offerta, senza sollecitazioni o esasperazioni.
Ma almeno gli ecclesiastici, se proprio devono commissionare delle immagini commemorative del Papa, lo facciano con gusto e con arte! Non in plastica dipinta! Per favore..., utilizzino materiali degni e artisti capaci. E ricordino sempre il monito della statua del beato Giovanni Paolo II piazzata alla stazione Termini di Roma. Anche dopo il "remake" meriterebbe ancora una telefonata "alla Bergoglio". Per non parlare di certi oltraggi a Benedetto XVI, su cui più di un rimbrotto non si è speso.

Statua di Papa Francesco appena inaugurata davanti al Municipio di Rio de Janeiro,
in attesa dell'arrivo del Pontefice per la GMG

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