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mercoledì 31 luglio 2013

Sant'Ignazio in tutto il suo splendore

L'ultimo giorno di luglio torna a trovarci annualmente la festa di Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù (i Gesuiti). Il suo corpo riposa in una delle più belle chiese di Roma (e del mondo intero, almeno per me): la Chiesa del Gesù all'Argentina. Il trionfo del Barocco romano, il tripudio del cielo che si manifesta sulla terra nell'arte, nella decorazione, nella ricchezza degli ornati che devono far trasparire un lembo di Paradiso qui tra noi mortali. Oro, lapislazzuli, marmi preziosi, argento e pietre preziose sono presenti a profusione all'altare che contiene la tomba del Santo: non per lui - sia chiaro - ma tutto "ad maiorem Dei Gloriam"!
La pala dell'altare raffigura Cristo condottiero che consegna a Ignazio il vessillo per condurre nella battaglia spirituale le schiere che lo assumono come generale. La spiritualità della Compagnia è la lotta spirituale degli Esercizi, non dimentichiamolo. Ma questa tela nasconde - non tutti lo sanno - un meccanismo che la fa abbassare (prodigi del teatro liturgico del XVII sec. del Gesuita Andrea Pozzo). Nella nicchia che si rivela appare allora in tutta la sua magnificenza sacerdotale la statua in argento del padre Ignazio, rivestito dei sacri paramenti:


E' qui, presso la Chiesa-madre della Compagnia di Gesù che Papa Francesco celebra oggi la sua messa stazionale, come i Papi di un tempo, che correvano con devozione da una chiesa all'altra della loro Roma per celebrare le feste dei santi (e di questa tradizione c'è ancora il segno nel messale romano fino al 1962, che riporta le stationes...).
Nessun religioso può resistere al richiamo del Santo Fondatore, figuriamoci quando il fondatore è del calibro del Padre Ignazio, uno dei santi più affascinanti e innovatori, dopo san Francesco, naturalmente!
La Chiesa del Gesù, per molti di noi ex alunni della Gregoriana (sita a pochi passi) rimane tanto cara. Non solo per la presenza di Ignazio e delle reliquie di Francesco Saverio, ma soprattutto per la costante presenza degli anziani gesuiti nei confessionali, assidui al ministero della riconciliazione e della guida delle anime, soprattutto di altri religiosi e preti. Anche papa Francesco, lo ha detto più volte, ha sentito la sua chiamata durante una confessione. "Sacramento pericoloso" per i giovani!!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Peccato che il presbiterio sia stato "adeguato" liturgicamente... Come rovinare una chiesa splendida!
Carlo

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