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lunedì 18 novembre 2013

Il "lancio" della Misericordina. Una riflessione sul Papa e la farmacia spirituale

Per chi non l'avesse visto, vi allego qui lo spezzone dell'Angelus del 17 novembre, dove Papa Francesco consiglia il portentoso medicamento chiamato "Misericordina". Poi facciamo un po' di teologia.


Una delle cose più belle del magistero sorridente di Papa Francesco è l'insistenza sulla metafora di base della "terapia" spirituale, mutuata dalla similitudine della cura del corpo applicata alla cura dell'anima. La Chiesa è "un ospedale da campo", i sacerdoti sono "medici dell'anime", la confessione e i sacramenti in genere sono "farmaci che Gesù ci fornisce", anche la preghiera del rosario è "medicina per il cuore, per l'anima e per tutta la vita"...
Sentiremo parecchio utilizzare questo modo di esprimersi che, innegabilmente, ha una presa formidabile ai nostri giorni: ciò di cui ci preoccupiamo di più è la salute. Tutti capiscono cosa vuol dire star bene fisicamente o star mal. E il Papa, sapiente ma anche furbo evangelizzatore, utilizza questa leva per parlarci della salute dell'anima. E' più che un parlare figurato: è un modo per spiegare soprattutto i necessari aspetti e anche i sacrifici della vita cristiana, fornendone un fine significativo. Rinunciare ai vizi, convertirsi, vivere lontani dal peccato, ecc., hanno senso, ci spiega il Papa, non perché sono comandamenti o precetti (che nessuno oggi è incline a seguire di buon grado...) ma perché fanno bene, ti fanno bene, ti rimettono in forma interiormente, proprio come l'esercizio fisico, la buona alimentazione e le necessarie medicine.
Il vantaggio della metafora terapeutica applicato ai sacramenti e alla preghiera è anche un altro. Come non è indispensabile capire "perché" un certo composto chimico da ingurgitare mi fa bene e mi rimette in sesto, così non è necessario "capire" (e non è nemmeno possibile) la misteriosa efficacia dei sacramenti e dell'orazione per sentirne i benefici. L'importante è avere fiducia (nel medico e in Gesù, rispettivamente) per vedere "che" la prescrizione funziona, se è messa in pratica: perché in entrambe i casi, quello fisico e quello spirituale, guardare la ricetta non giova, prendere il medicinale adatto invece sì.
Il Papa sa bene - da buon italo-argentino - che la maggior parte dei cattolici non ragiona in termini di giustizia e ingiustizia, sanzione e premio (forse qualche americano e tedesco sì). L'imperativo categorico morale appartiene oggi ad un altro pianeta, se mai è appartenuto all'universo in cui vivono i cattolici. La salute, che in latino indica sia quella di un corpo sano che la salus eterna, è invece fonte di continua ispirazione e irresistibile fascino, perché è segno conosciuto che parla anche d'altro, è linguaggio ben inteso che sa esprimere però anche ciò che non si vede.
Dopotutto, come dicono le mie anziane e devotissime fedeli del primo banco: "Padre, se c'è la salute, c'è tutto". Intendono la salute dell'anima o l'esser libere dalla sciatica? Come ci insegna la teologica cattolica, attraverso l'analogia entis, facciamoci delle cose di questo mondo "una scaletta" per raggiungere quelle del cielo, e dalle orme terrene lasciate dal Creatore contempliamo le realtà celesti e chi, le une e le altre, ha posto in essere: per il nostro bene, per la nostra salvezza integrale, corpo e anima.

1 commento:

Censorina ha detto...

Grande insegnamento. Grazie per questo post.
paola

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