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sabato 28 giugno 2008

Il corpo e l'anima: un tutt'uno per incontrare il Signore. Antropologia teologica del ricevere la comunione

La recente intervista di Guido Marini sull'Osservatore Romano ha rilanciato la questione delle modalità di ricevere la comunione. Il papa, come ha già iniziato a fare, distribuirà il SS. Sacramento direttamente sulla lingua mentre i comunicandi si inginocchiano. Questo uso, per niente antico o preconciliare - visto che molti di noi preti per nulla anziani hanno distribuito così l'eucaristia quando eravamo giovanissimi accoliti - contiene in sè dei grandi valori simbolici e non deve essere messo in constrasto con il modo più recente di distribuire il pane consacrato, cioè sulle mani del comunicando.

Nella recente visita a Santa Maria di Leuca e Brindisi il Papa ha
distribuito la comunione ai fedeli in bocca e in ginocchio. È una prassi destinata a diventare abituale nelle celebrazioni papali?
Penso proprio di sì. Al riguardo non bisogna dimenticare che la distribuzione della comunione sulla mano rimane tuttora, dal punto di vista giuridico, un indulto alla legge universale, concesso dalla Santa Sede a quelle conferenze episcopali che ne abbiano fatto richiesta. La modalità adottata da Benedetto XVI tende a sottolineare la vigenza della norma valida per tutta la Chiesa. In aggiunta si potrebbe forse vedere anche una preferenza per l'uso di tale modalità di distribuzione che, senza nulla togliere all'altra, meglio mette in luce la verità della presenza reale nell'Eucaristia, aiuta la devozione dei fedeli, introduce con più facilità al senso del mistero. Aspetti che, nel nostro tempo, pastoralmente parlando, è urgente sottolineare e recuperare.
Per prima cosa bisogna notare che, nel rito romano - ma a me risulta anche in TUTTI i riti orientali e occidentali - la comunione in bocca aveva sostituito molto presto la comunione sulla mano. Questo sviluppo antico qualche motivo doveva pur averlo.
Chi poi cita i protestanti come esempio di avanguardia, forse non sa che il modo normale di ricevere la comunione, sia per anglicani sia per i luterani, è di riceverla sì sotto le due specie, ma in ginocchio alla balaustra (VEDI FOTO di comunione in chiesa luterana americana) e direttamente dal sacerdote (che quando da il calice lo porge alle labbra del fedele che non lo tocca con le mani!!)
Il concilio Vaticano II non ha mai cambiato la norma del ricevere la comunione in ginocchio e sulla lingua, ma con la riforma si è potuto inizialmente ricevere la comunione in piedi (sempre sulla lingua), poi molte Conferenze episcopali hanno chiesto a Roma l'indulto di dare la comunione sulle mani. Come ha ripetuto Marini si tratta di un INDULTO, cioè di un permesso speciale, non di un diritto o di un dovere da parte dei ministri. Anzi, questo indulto è venuto a sanare una situazione di abuso che si era creata prima in Olanda e altri paesi, e solo negli anni '90 è penetrara in Italia.
Ribadisco e ribadisco che anche il messale romano prevede che la comunione si riceve sulla lingua mentre si sta in ginocchio o in piedi.

Institutio Generalis Missalis Romani
160...Fideles communicant genuflexi vel stantes, prout Conferentia Episcoporum statuerit. Cum autem stantes communicant, commendatur ut debitam reverentiam, ab iisdem normis statuendam, ante susceptionem Sacramenti faciant.
161. Si Communio sub specie tantum panis fit, sacerdos hostiam parum elevatam unicuique ostendit dicens: Corpus Christi. Communicandus respondet: Amen, et Sacramentum recipit, ore vel, ubi concessum sit, manu, pro libitu suo
.

Il fatto che il Papa, tra le varie opzioni che la liturgia attuale offre, opti per il modo tradizionale di distribuire la comunione non mi pare nè strano, nè "preconciliare". E' addirittura stabilito nel messale rinnovato III edizione del 2000! Come diceva il card. Arinze in una sua conferenza in proposito, visto che l'uomo è corpo e anima e che la liturgia si serve di segni che esprimono ciò che significano, è evidente che se credo che Gesù sia davvero presente, non ho nessun problema a buttarmi in ginocchio (sia alla consacrazione, sia per accogliere la comunione). Nè ho problemi a "farmi nutrire come un bambino" che viene "imboccato" dalla Santa Madre Chiesa. In questo modo esprimo efficacemente, con il corpo, che mi sento alla presenza di Dio e lo ricevo come tale.I gesti ci rammentano la realtà, e ci si pensa due volte mentre si va a rivevere la santa ostia a chi sto andando a ricevere. Molti si sono inalberati in aprile quando il card. Luis Cipriani Thorne ha bandito nell'arcidiocesi di Lima la comunione sulla mano, senza porsi il problema del perchè e del come mai. Primo: il vescovo ha tutti i diritti di mettere in atto o no un indulto liturgico, visto che egli è il regolatore della Santa Liturgia per la sua diocesi. Secondo, il Card. ha spiegato che era rimansto scandalizzato dal modo assolutamente superficiale di tanti cristiani di ricevere l'eucaristia, e per il fatto che spesso avvenivano profanazioni, fino a trovare ostie a terra e calpestate, alla fine delle grandi celebrazioni affollate.
Io penso proprio che sia ora di riaprire un dibattito, prendendo sul serio l'esempio del papa e i moniti della congregazione del culto divino, e pensare se sia più giusto perseguire le proprie idee teologico liturgiche campate sugli "archeologismi" (già stigmatizzati in tempi non sospetti da Pio XII), o si possa con libertà e senza stupidi attributi, tornare a celebrare il Signore con la deferenza e la devozione che compete solo a Dio. Sarebbe bello chiedere ai paladini dell' "in antico si faceva così", come mai essi non vogliano anche ripristinare il velo delle donne (che ha chiara origine biblica e di sicura antichità cristiana) o non si ricordino che, sempre le donne, quando andavano a comunicarsi sulla mano, dovevano avere le mani rivestite dalla "mappula dominicale", un telo che prevenisse il contatto diretto con il sacro pane...... dimenticanze e reticenze dei teo-liturgo-archeologi? E come mai si tace il fatto che la comunione sulla mano fu condannata al Sinodo di Rouen già nell'anno 650, e non pare fosse più in uso generale dal IV secolo, cioè dalla pace costantiniana in poi, che vide masse non catechizzate di cristiani entrare nella chiesa (e presumibilmente fare la comunione sulla mano in modo "allegro" simile a quello attuale)??
Comunque sia, siamo nella civiltà dell'immagine: vale più un gesto di mille prediche. Chi si inginocchia e assume il corpo di Cristo direttamente dalle mani del sacerdote non fa certo peccato, nè deve vergognarsi, anzi dà la famosa "testimonianza" pubblica e visibile della sua fede. Pensiamoci.

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