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martedì 30 settembre 2008

In Russia con Sant'Antonio


sant'antonio in russiaDal 12 al 22 Settembre il Rettore della Basilica del Santo di Padova, p. Enzo Poiana, accompagnato da p. Andrea Massarin e dal vostro Blogger p. Alessandro Ratti, ha avuto la gioia di portare ad alcune comunità cattoliche della grande madre Russia la visita delle reliquie di Sant'Antonio. Come molti di voi sapranno, alcune insigni reliquie del Santo partono spesso in "missione speciale" per andare a trovare i devoti sparsi nei cinque continenti. Molti di loro non avrebbero mai la possibilità economica o organizzativa di arrivare fino a Padova, è bello e doveroso allora far giungere a loro la presenza "corporea" di Sant'Antonio, a cui sono tanto legati da affetto e spirituale amicizia.


In Russia Antonio non c'era mai stato. I cattolici, su una popolazione di 150 milioni di abitanti, sono meno dello 0,5%, usciti da pochi anni dai tempi difficili del regime prima e della deregulation conseguente al crollo del comunismo. Adesso le cose stanno iniziando a volgere al sereno, anche se problemi e preoccupazioni non mancano.la russia in confronto all'unione europea Le tappe del nostro viaggio sono state in particolare le comunità dell'Ordine Francescano conventuale in Russia. L'Ordine è presente e riconosciuto dallo Stato come ente religioso (solo noi e i Gesuiti abbiamo ottenuto finora questo complicato ma essenziale riconoscimento) e può pertanto invitare ufficialmente persone dall'estero per le proprie attività religiose e culturali.
Le città visitate dalle reliquie sono state: S. Pietroburgo, Astrakan, Rostov, Kaluga e Mosca. Se guardate una cartina della enorme Russia vi potete rendere conto delle distanze e dei viaggi affrontati in pochi giorni.

L'accoglienza da parte dei fedeli cattolici è stata entusiasta. Alcune comunità, come quelle di Astrakan e Kaluga sono molto piccole, poche centinaia di membri. Eppure la fede che hanno conservato e la forza che li ha sostenuti traspaiono dai volti e dalla gioia luminosa di questi fratelli e sorelle. Una goccia di cattolicesimo in un lago di ortodossia e un mare di ateismo pratico ancora preponderante. Vedere un prete cattolico, da queste parti, è ancora un grande evento. Alcuni devoti hanno viaggiato di notte per più di 700 Km pur di non perdersi l'incontro con la delegazione padovana che portava S. Antonio. il nunzio apostolico in Russia benedice la chiesa dei francescani conventuali di san PietroburgoIl loro modo semplice ma genuino di venerare le reliquie ci ha commosso non poco.
L'occasione della visita e la scelta del periodo non è stata casuale. I nostri frati di San Pietroburgo hanno da poco finito di edificare il loro convento con una nuova chiesetta dedicata a Sant'Antonio. La presenza delle reliquie è avvenuta in coincidenza con la solenne benedizione e apertura al culto della chiesa (13 settembre). Il giorno dopo, domenica 14, tre novizi russi hanno professato il loro impegno a vivere in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità, pronunciando i loro voti davanti al Custode p. Nicolai Dubinin. Uno di loro, fra Artzem (pronuncia: Artiòm) Fra Artzem emette la sua professione sempliceaveva passato il suo anno di Noviziato presso la nostra Basilica patavina. Era quindi bello che una piccola rappresentanza del convento in cui si è formato fosse presente a questa importante tappa della sua vita religiosa.

Una cosa che colpiva noi italiani era la comunione vera e fattiva vissuta tra tutte le componenti del popolo di Dio di questa piccola chiesa cattolica Russa. Il seminario (sito a san Pietroburgo) è unico per tutti: futuri preti diocesani, frati francescani delle varie famiglie, domenicani e altri religiosi studiano insieme e condividono i propri docenti. Quanto i nostri frati parlavano al "noi", diversamente da quanto accade nel nostro paese la chiesa dei frati ad Astrakan, tutta in restauroin cui ogni istituto religioso fa un po' parte a sè, intendevano "noi la chiesa cattolica" e non distinguono fra parrocchie affidate all'Ordine e parrocchie diocesane o di altri istituti. Anche perchè in città grandi, a volte con milioni di abitanti (come Rostov) la parrocchia di solito è una sola, e funziona per i cattolici dei vari riti (Latini, armeni, rari bizantini russi).
(Fine prima parte)

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