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giovedì 9 ottobre 2008

Un nuovo ambone per san Pietro

Il papa continua, goccia a goccia e passo dopo passo, a reintrodurre elementi di continuità liturgica che la dicono lunga sulla continuità teologica da lui propugnata.
Per la messa in ricordo dei 50 anni dalla morte di Pio XII, sono state proposte dai cerimonieri pontifici alcune "novità" tradizionali, anzi conciliarissime:

a) E' arrivato un ambone degno di questo nome a San Pietro:


















Degna "tribuna" da cui annunciare la Parola di Dio, come richiesto dal Concilio Vaticano II. Forse esteticamente non ci siamo ancora, e per la mole di San Pietro quello delle foto è troppo piccolo, ma siamo sulla strada giusta: i segni sottolineano la realtà. La Parola di Dio deve avere il suo trono.

b) Inoltre, il successore di Pietro ritrova sempre più spesso la sua cattedra, giustamente innalzata su gradini, da cui il Vescovo di Roma può esercitare la sua episkopè, il suo controllo e magistero.

















c) Benedetto XVI mostra poi la continuità liturgica anche non rifiutando per principio il tipico taglio della "casula romana", tipico - appunto - della chiesa a cui il Papa è chiamato a presiedere. E finalmente, con questo tipo di pianeta, può mostrare con chiarezza la dalmatica pontificale che sempre più spesso porta. Ogni vescovo indossa sia i paramenti sacerdotali che diaconali, i quali poi da lui sono concessi ai suoi collaboratori nel ministero: presbiteri e diaconi.















Altre foto e considerazioni le trovate qui:

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Apprezzo molto il fatto che Lei apprezzi il Novus Ordo.
Ma Vetus o Novus quello che conta è l'Eucaristia che con la Messa si Celebra.
Quanto ai paramenti apprezzo più di tutto il paramento della Carità e come copricapo la corona dell'Umiltà.
Pace e Bene, ed aggiungo nella fedele speranza della caritevole Umiltà.
Non la importunerò più con i miei commenti.

fra A.R. ha detto...

Abbia pazienza caro Anonimo, mi piacerebbe avere un nome a cui riferirmi...ma comunque...: nessuno ha da eccepire sulle sue considerazioni, ma lei capirà anche che la liturgia e la teologia non sono questioni di pura esteriorità o trionfalismo come lei sembra a volte insinuare. "La fonte e il culmine della vita cristiana", cioè l'espressione liturgica ha bisogno di cura e amore. Tanto che proprio san Francesco che tanto teneva alla povertà, come lei ben sa, voleva che i frati girassero con pissidi d'oro, per riporre il SS. Sacramento se l'avessero trovato custodito in modo poco decoroso. Con la stessa cura con cui si ama e si conosce Cristo si amerà e si conoscerà anche il prossimo. Di questo si occupa il nostro blog a cui tutti sono sempre i benvenuti.

Pace e Bene.

Paul ha detto...

(Message en français)
Votre site est très intéressant. Merci.
j'ai suivi cette messe sur KTO et ai remarqué que l'encensement au début de la messe a été fait par deux diacres.
Le Saint-Père après la procession d'entrée est juste allé devant la Confession pour saluer l'autel en s'inclinant puis il a gagné la présidence.
auriez-vous quelque information sur cet usage?
Grazie et bien cordialement in Xto.
Paul

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