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sabato 24 gennaio 2009

Nuove luci sulla vicenda delle accuse di pedofilia di Verona

Tutta da leggere la reazione dell'Ente Nazionale Sordi alle accuse infanganti contro i religiosi dell'Istituto Provolo per sordomuti di Verona. Sempre più conferme che non sarebbe così disinteressato il promotore della causa. E non è la prima volta che tenta ritorsioni...

LE REAZIONI ENS. «Noi ne siamo venuti a conoscenza soltanto ora»

Alla sede dell'Ente nazionale sordi in piazzetta Sant'Eufemia ieri è stato tutto un viavai di sordomuti venuti per cercare maggiori informazioni sulla vicenda che sta scuotendo l'istituto che la gran parte di loro ha frequentato. Sul caso è intervenuta anche Ida Collu, presidente nazionale dell'Ens. «Mi auguro che la magistratura faccia luce fino in fondo su questa vergognosa situazione», ha auspicato. «Noi dell'Ens ne siamo venuti a conoscenza solo adesso, prima non avevamo mai saputo nulla, non c'erano mai arrivate segnalazioni di nessun tipo».
Alla domanda se ritiene che le denunce abbiano fondamento oppure siano strumentalizzate per altri fini, la Collu dice: «Non è facile rispondere. Se da un lato appaiono certamente attendibili le testimonianze univoche e concordanti di numerosi ex-allievi di un medesimo istituto, è altrettanto vero che tutti i denuncianti sono iscritti all'associazione Provolo e che tra quest'ultima e l'istituto si sono consumati ultimamente scontri molto aspri».
La presidente dell'Ens si sofferma anche sui rapporti tra il suo ente e il presidente dell'associazione Provolo Giorgio Dalla Bernardina: «Notoriamente non sono stati e non sono buoni. Espulso dall'Ens negli anni '80, da allora ha dedicato notevoli sforzi a “vendicarsi” dell'Ens. Alcuni anni fa, ad esempio, ci fece eseguire un'ispezione dalla Guardia di Finanza, dopo aver denunciato gravi irregolarità nella gestione dell'ente. Il procedimento fu archiviato con la motivazione che si trattava di una manovra orchestrata da Dalla Bernardina al fine sottrarre soci all'Ens. E a breve si terrà l'udienza del processo penale in cui è imputato per diffamazione contro l'Ens. Ma queste sono altre storie».
E preferisce tornare al caso che sta scuotendo il mondo dei sordomuti e la Chiesa veronese. «Se risultasse che le accuse hanno fondamento, sarebbe gravissimo e l'Ens non esiterebbe a utilizzare tutti gli strumenti possibili per assicurare che episodi del genere non si ripetano mai più».
La sua conclusione è carica di amarezza. «Mi auguro che alla luce della gravità dei fatti contestati si faccia chiarezza fino in fondo».
(L'Arena - Verona, 24/1/2009)

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