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lunedì 16 febbraio 2009

Damiano di Molokai presto santo.

Il Papa ha convocato per la vigilia della Cattedra di San Pietro, sabato 21 febbraio, il Concistoro ordinario per il voto su 10 cause di altrettanti beati da canonizzare. Tra di loro spicca Jozef Damian de Veuster (1840-1889), “padre Damiano”, che per 12 anni fu apostolo dei lebbrosi sull’isola di Molokai, nell’arcipelago delle Hawaii.

Così lo presenta Alessandro De Carolis per Radio Vaticana:

Trentatremila lebbrosi. In tanti furono, nel 1967, a chiedere a Paolo VI di beatificare il loro angelo, “padre Damiano”, malato del loro stesso male ma soprattutto un cristiano capace di un sacrificio immenso tra i reietti che fanno spavento con le loro sembianze deturpate. E tra qualche tempo sarà Santo Jozef Damian de Veuster, originario delle Fiandre dove nasce nel 1840. Entrato nella Congregazione dei “Sacri Cuori di Gesù e Maria”, nel 1864 Damiano attraversa il mondo: 138 giorni di navigazione per raggiungere Honolulu, sua terra di missione, nell’Arcipelago delle Hawaii che ancora non ha questo nome. La svolta avviene nel 1873. Il suo vescovo cerca preti volontari per l’isola lazzaretto di Molokai, dove il governo confina tutti i malati di lebbra: si offrono in quattro, per turni di 34 settimane, e tra loro c’è padre Damiano, che va per primo a Molokai. Non farà più ritorno, perché il governo teme il contagio e gli proibisce di lasciare l’isola, dove i lebbrosi muoiono a ritmo impressionante. Padre Damiano cura le anime, lava le piaghe, distribuisce medicine, stimola il senso di dignità dei malati, che si organizzano, lavorano la terra, creano orfanotrofi. Poi, nel 1885, la scoperta: anche lui è stato contagiato. Quando muore, mille malati di lebbra lo seppelliscono ai piedi di un albero. Nel 1936 il suo corpo verrà riportato in Belgio, a Lovanio. 

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