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venerdì 13 marzo 2009

La Curia Romana: cos'è e come funziona e perchè non deve lasciar "fuggire" le notizie

C'è un gran parlare oggi sull'internet (come dice il nostro buon Papa) della Curia Romana. "La Curia di qua..... la Curia di là....", poi chiedi: "ma tu sai come funziona 'sta curia?" e ti rispondono che non sanno neanche cos'è!

Allora, prima di tutto informiamoci. L'internet c'è apposta, parola del Sommo Pontefice. Così potremo capire che alcune critiche che stanno piovendo sulla Curia sono pretestuose e con l'unico scopo di sollevare scandali, ma altre sono ben più serie e pesanti (vedi quelle chiaramente attestate dall'Osservatore Romano [mai vista prima una cosa del genere]).

1) C'è una Costituzione Apostolica di Giovanni Paolo II che organizza in modo globale la Curia Romana. Si tratta della Pastor Bonus del 1988. La trovate qui tutta intera.
Per capire qualcosa, almeno leggere l'introduzione. La Curia è definita come l'organismo collegiale necessario al Papa per espletare il ministero petrino a favore della Chiesa Universale. 

2) Poi c'è un'altro interessantissimo documento approvato definitivamente nel 1999, che si chiama Regolamento Generale della Curia Romana. Qui vengono esposti e disegnati "gli ingranaggi" della grande macchina curiale, il loro funzionamento pratico, con tutti i titoli e i posti ben descritti nelle mansioni e nei collegamenti, dai Cardinali Prefetti, ai minutanti, fino agli usceri.

Proprio da questo Regolamento si viene a sapere, leggendo l'Art. 18, che:

§ 2. Tutti, al momento della nomina o dell'assunzione, devono emettere la professione di fede e prestare il giuramento di fedeltà e di osservanza del segreto di ufficio dinanzi al Capo Dicastero o al Prelato Superiore, con le formule riportate in Appendice (Cfr Appendice I, pp. 687-690).

Le formule della Professione di Fede e del Giuramento sono queste:

Io N. . . . credo e professo con ferma fede tutte e singole le verità che sono contenute nel Simbolo della fede, e cioè:

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è resuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è il Signore e da la vita
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

Credo pure con ferma fede tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con giudizio solenne sia con Magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelato. Fermamente accolgo e ritengo anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo. Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell'intelletto agli insegnamenti che il Romano Pontefice o il Collegio episcopale propongono quando esercitano il loro Magistero autentico, sebbene non intendono proclamarli con atto definitivo.

Questa professione la emettono anche tutti i chierici quando assumono un ufficio nella chiesa. Anche il sottoscritto ricorda di averla fatta prima di essere ordinato diacono.

Peculiare è invece il GIURAMENTO DI FEDELTA' E DI OSSERVANZA DEL SEGRETO D'UFFICIO che ora vi riporto con alcune sottolineature in rosso.

Io N. . . . nell'assumere l'ufficio di . . ., prometto di conservare sempre la comunione con la Chiesa cattolica, sia nelle mie parole che nel mio modo di agire.

Adempirò con grande diligenza e fedeltà i doveri ai quali sono tenuto verso la Chiesa, sia universale che particolare, nella quale, secondo le norme del diritto, sono stato chiamato a esercitare il mio servizio.

Nell'esercitare l'ufficio che mi è stato affidato a nome della Chiesa, conserverò integro e trasmetterò e illustrerò fedelmente il deposito della fede, respingendo quindi qualsiasi dottrina ad esso contraria.

Seguirò e sosterrò la disciplina comune a tutta la Chiesa e curerò l'osservanza di tutte le leggi ecclesiastiche, in particolare di quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico o il Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

Osserverò con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori dichiarano come autentici dottori e maestri della fede o stabiliscono come capi della Chiesa, e presterò fedelmente aiuto ai Vescovi diocesani, perché l'azione apostolica, da esercitare in nome e per mandato della Chiesa, sia compiuta in comunione con la Chiesa stessa. Mi impegno inoltre e solennemente prometto di adempiere diligentemente i compiti a me affidati in questo Ufficio, e di osservare scrupolosamente il segreto inerente all'ufficio; prometto altresì di non chiedere né accettare offerte come compenso, neppure se presentate sotto forma di donazione.

Così Dio mi aiuti e questi santi Vangeli che tocco con le mie mani.

Avete capito cosa vuol dire, nel linguaggio ecclesiastico, opporsi all'insegnamento del Papa e collaborare a "fughe di notizie"? Vuol dire dare dello spergiuro a qualcuno. Una accusa molto grave che, forse ormai, qualcuno si è meritato, se anche l'Osservatore Romano la rilancia: "le cosiddette fughe di notizie, che si fatica a non definire miserande".
Probabilmente sarebbe necessario che tutti nella Chiesa ripensassimo a quanto male può fare una parola detta fuori posto, (anch'io): spesso può venir fraintesa e strumentalizzata. L'ufficialità è sempre da preferire alle voci (anche se queste sono irresistibili, non lo dite a me!!!)

A proposito: anche gli usceri e i commessi della Curia, non solo i sacerdoti e gli alti ranghi fanno il loro buon giuramento di fedeltà, breve ma efficace.

Io N. . . . prometto innanzi a Dio di essere fedele al Sommo Pontefice ed ai Suoi legittimi Successori e di osservare rigorosamente il segreto d'ufficio; prometto di adempiere con diligenza tutti i miei doveri e di osservare gli ordini che mi saranno impartiti dai miei Superiori.

Fede, dopotutto, è anche imparentata con Fedeltà. Conserviamo l'una e l'altra. Saremo contenti noi, e la Chiesa ne avrà un sicuro vantaggio.

2 commenti:

Caterina63 ha detto...

Grazie^__^

Non si finisce mai di imparare....

Pietropaolo ha detto...

Un grazie anche da parte mia. Dopo queste utilissime spiegazioni, mi rendo ancora più conto di quanto sia grave la posizione di certi troppo facilmente pronti a parlare.

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