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sabato 22 agosto 2009

Cari Vescovi italiani, prendete esempio dai colleghi Americani

Un moto di invidia mi ha colpito quanto ho visto oggi questo sito a cura della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti:

Si tratta di una risorsa per rendere di pubblico dominio i passi compiuti in questi anni dai vescovi di lingua inglese per la traduzione della III ed. del Messale.
Finalmente una vera traduzione, fedele al testo e con una lingua più elevata di quella colloquiale, come si addice al culto divino.
Certo i cambiamenti saranno parecchi, ma non vengono nascosti o discussi nelle stanze più recondite dei palazzi episcopali (come capita qui da noi). Anzi, sono esposti pubblicamente su Internet. L'ordinario della Messa è ormai approvato. Viene riportato in sinossi con i testi precedenti, così da aiutare i cattolici interessati a prendere contatto con quello che diverrà tra breve il testo inglese corrente della loro Messa. Ci sono anche le FAQ per chi si chiedesse come mai ci sia bisogno di tutto questo cambiare ancora una volta i testi...
Cari vescovi italiani, come mai a distanza di otto anni dall'uscita ufficiale della III edizione tipica, qui da noi non solo non c'è nulla di simile, ma non circolano neanche fotocopie o manoscritti? Possibile che non ci sia proprio nulla da migliorare nella traduzione italiana del Messale? Certo l'ordinario in italiano è molto migliore della disgraziata traduzione ICEL inglese. Ma che ne diciamo della traduzione delle collette, delle orazioni e dei prefazi, liberamente (molto liberamente) resi?
Chissà che a qualcuno dell'ufficio comunicazioni sociali della CEI venga in mente di usare internet per comunicare ciò che interessa ai cattolic, invece di farci solo convegni intorno a internet e quelle che ancora chiamano "nuove tecnologie".

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Oggi sui blog e sulla stampa si parla di "riforma della riforma" e lei non dice nulla?

Bicarbonato di sodio ha detto...

Ma i vescovi sono colleghi?
E' un lavoro?
Forse sono confratelli.

fr. A.R. ha detto...

Faccio cortesemente notare che "collega" si dice proprio dei vescovi: "colleghi nell'episcopato", cioè radunati insieme nell'esercizio dell'unico episcopato: molti episcopi un solo episcopato, tutti compagni d'ufficio (ufficio in senso ecclesiastico, non di lavoro). Coloro che fanno parte di un unico COLLEGIUM (come il collegio episcopale) sono tra loro COLLEGHI. Pace e Bene.

Anonimo ha detto...

se posso completare il suo pensiero.
L'adeguamento della traduzione del "pro multis" secondo le indicazioni della CCDDS.

lycopodium ha detto...

Come già ho detto un'altra volta, ho l'impressione che la fedeltà sarà applicata a senso unico e sicuramente non nel senso qui auspicato (finirà come per il Prefazio comune 1°: http://www.storialibera.it/il_sabato/articolo.php?id=1744).
Sarò troppo sospettoso, ma l'esperienza disuguaale della nuova Bibbia Laodi-CEI insegna. Ovviamente FAQ e prospetti (se si eccettua un piccolo volumetto sui Salmi) ce li sogniamo.

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