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domenica 2 agosto 2009

Pausa estiva.

Ci sentiamo dopo l'Assunta, il blog è in pausa estiva insieme al suo curatore. Ma non si sa mai. Gli internet cafè sono ormai diffusi ovunque.
Buon agosto.

4 commenti:

d. mercenaro ha detto...

A proposito della liturgia della riforma conciliare occorre anzitutto spazzare via una serie di equivoci che ancora gravano pesantemente sul modo con cui la comprendiamo: questo a causa di un nuovo fenomeno di arretramento ritualistico, che per sconfiggere il revival tridentino, cerca di farne proprie alcune posizioni.
Così si afferma che la liturgia, per restare se stessa, non possa essere ridotta a “funzione” o “occasione” per una “comunicazione diversa”: ma questo non è altro che panliturgismo sotto mentite spoglie e chiusura alla vita: non è il rito che giudica la vita dall’esterno, ma la vita che giudica il rito e lo sconfessa quando sconfina nel magismo e nella superstizione. Gesù non ha cert fondato una liturgia, quindi è scorretto e viziato di tridentinismo dire che la liturgia
stessa e' “comunione originaria”con lui. L’ideologia della liturgia come fonte e culmine cancella l’esperienza dello Spirito che soffia dove vuole, quindi non necessariamente soffia nella liturgia. Non ha senso parlare come i tridentini fanno di ex opere operato, anche nella ritrascrizione caseliana come Mistero che rende presente l’Evento. Simili teorie smentiscono la rivoluzione rahneriana: non è certo il sacramento la via privilegiata di comunicare con il Signore.
Checchè ne dica il tridentinismo di ritorno che si veste di ritualismo nonvusordo, la liturgia non è “culmen et fons”, “culmen et fons” è la vita terrena ripiena di Spirito anche in modo atematico: questo è il vero sacramento fondamentale.
La chiesa, nella versione ritualistica tridentina o postconciliare, teme il mondo e lo rifiuta, oppure o strumentalizza per interessi di potere. La società secolare ha dimostrato l’inutilità di ogni strategia di manifestazione e copertura, rifiuta una chiesa esoterica, intimistica e pudibonda, come rifugge da ogni chiesa compromessa col Potere ed essa stessa Potere. Oggi è il seculum che ha da dire, come capì Bonhoeffer. Non basta dirci conciliari per non essere integralisti, se non si assume come teologumeno e liturgoumeno il mondo profano!
d.mercenaro

Anonimo ha detto...

Di peggio in peggio.

Anonimo ha detto...

PERDINDIRINDINA, di nuovo i malefici annunci google in alto sotto il titolo!
si perde il pelo...

didomauro ha detto...

Caro d.mercenaro,
Gesù forse non ha fondato "una" liturgia, ma ha detto chiaro e tondo: "fate questo in memoria di me" dopo averci dato il suo corpo ed il suo sangue nell'apparenza del pane e del vino.

Gesù dice poi: "In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno".

Se questo non è "fonte e culmine" della Vita, non so davvero cosa possa esserlo. A questo punto deve esserci pure un modo "pratico" per obbedire a Gesù: "fate questo... mangiate... bevete...". E qui nascono i "riti", che poggiano necessariamente la loro formulazione alle fondamenta apostoliche, degli inizi, dei testimoni oculari. Questi "riti" agiscono ex opere operato semplicemente perché Dio ci concede di obbedire ai suoi comandi, con la sicurezza della fede di averlo fatto davvero. Se i sacramenti non agissero ex opere operato, saremmo in balia dell'incertezza, della soggettività, dello scrupolo, e di altre diavolerie che non concedono pace.

Non esiste Vita nello Spirito che escluda la Via, la Verità e la Vita (=Gesù, e il suo corpo, e il suo sangue). Se lo Spirito dà la Vita, noi sappiamo Chi è la Vita, e "come" si dona a noi: attraverso il suo Corpo, il suo Sangue, e di conseguenza, il suo Spirito.

Con un'altra prospettiva possiamo pensare: come possiamo ricevere lo Spirito, che è l'Amore dell'Amante (il Padre) per l'Amato (il Figlio), se non ci innestiamo nell'Amato? Solo innestandoci nel Figlio, possiamo ricevere lo Spirito: come figli nel Figlio. Ora le parole di Gesù sono chiarissime : "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui".

Non c'è altra strada per andare a Dio, se non per la Via, se non con l'Eucarestia, se non nel Santissimo Sacramento.

Lo Spirito soffia dove vuole, e nella sua libertà ha voluto soffiare nei cuori che si nutrono del Corpo e del Sangue del Signore Risorto.

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