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lunedì 30 novembre 2009

Veni Redemptor gentium: un capolavoro teologico-musicale per la Novena di Natale

Addentrandoci nell'Avvento ci portiamo avanti, fino ai giorni che precedono immediatamente il Natale.
La chiesa Romana ha assunto l'inno ambrosiano Veni Redemptor gentium per l'ufficio delle letture delle ferie privilegiate d'Avvento. Insomma, quest'inno è una preparazione prossima al Natale.
Opera sicuramente autentica di sant'Ambrogio (+397), è dunque un antichissimo canto di Natale che inneggia alla duplice natura umana e divina del Salvatore, e mette in rilievo il motivo della sua venuta: scendere sulla terra e fino agli inferi per salvare l'umanità perduta e ricondurla al Padre. Meditazione teologica che inizia con la contemplazione del mistero della verginità feconda di Maria, dell'incarnazione del Verbo di Dio che ci cinge il trofeo dell'umana carne, e compie così rivestito la missione che il Padre gli ha assegnato.
A tutti coloro che sono presi dalle stelle di Natale e dalle palline colorate dell'albero, ma anche agli esteti del presepio e a quanti sono ancora convinti che commemorare la venuta di Gesù sia solo pensare a Gesù bambino, ecco un buon testo su cui riflettere e meditare.

VENI REDEMPTOR GENTIUM

Veni redemptor gentium,
Vieni redentore delle genti,
ostende partum Virginis;
rivela il parto della Vergine,
miretur omne saeculum:
tutte le generazioni si stupiscano:
talis decet partus Deum.
tale è il parto che si addice a Dio.


Non ex virili semine,
Non da seme d'uomo,
sed mystico spiramine
ma dall’arcano soffio dello Spirito
verbum Dei factum est caro,
il Verbo di Dio si è fatto carne
fructusque ventris floruit.
ed è fiorito come frutto di un grembo.


Alvus tumescit virginis,
S’inarca il grembo della Vergine,
claustrum pudoris permanet,
ma il pudico chiostro rimane chiuso,
vexilla virtutum micant:
i vessilli delle virtù brillano:
versatur in templo Deus.
Dio ha preso dimora nel suo tempio.


Procedat e thalamo suo,
Esca dal suo talamo nuziale,
pudoris aula regia,
aula regia di santo pudore,
geminae gigas substantiae,
il Forte dalla duplice natura,
alacris ut currat viam.
e corra veloce il suo cammino.


Egressus eius a Patre,
E venuto da suo Padre,
regressus eius ad patrem,
ed è tornato a suo Padre,
excursus usque ad inferos,
discese fino agli Inferi,
recursus ad sedem Dei.
riascese alla sede di Dio.


Aequalis aeterno Patri,
Uguale all'eterno Padre,
carnis trophaeo cingere,
cingi il trofeo della carne,
infirma nostri corporis
rafforza con la tua potenza
virtute firmans perpeti.
la fiacchezza del nostro corpo.


Praesepe iam fulget tuum,
Già rifulge la tua mangiatoia,
lumenque nox spirat novum,
la notte effonde una luce nuova,
quod nulla nox interpolet
nessuna notturna tenebra la offuschi,
fideque iugi luceat.

ma splenda per sempre di fede

Sit Christ rex piissime,
tibi Patrique gloria,
cum Spiritu Paraclito,
in sempiterna saecula.
Cristo re misericordioso a te
e al Padre sia gloria,
insieme allo Spirto Paraclito
per i secoli dei secoli.



Lo spartito è offerto da cantoambrosiano.com

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