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domenica 30 ottobre 2011

Le antiche parole e la nuova musica: Requiem di Karl Jenkins

Con le parole latine del Requiem si sono cimentati da sempre tutti i musicisti, lasciando nei secoli eccezionali esempi di musica ispirata al mistero cristiano della morte nella prospettiva della risurrezione. Mozart e Verdi sono forse i "classici" più "classici", eppure la sorgente musicale della Messa di Requiem non si è inaridita con tali composizioni. Nel 2005 Karl Jenkins, musicista gallese più conosciuto per le sue melodie per pubblicità e per le colonne sonore di film e documentari che per le sue composizioni religiose, ha inciso l'album intitolato semplicemente Requiem. In esso, oltre all'Introito con il Kyrie, si trovano vari movimenti del Dies Irae e una splendida composizione sulle parole dell'antifona In Paradisum. In questi brani si sente tutta l'inventiva del compositore, unita alla sua solida formazione classica, che gli ha conquistato più di un premio, oltre che la cattedra in diverse università britanniche.
In occasione delle celebrazioni per i defunti vi invito all'ascolto di un paio di pezzi: equivalente musicale della "filosofia della continuità" che tanto è invocata nell'architettura per le nuove chiese, nella pittura e nell'arte sacra e più in particolare, nell'interpretazione teologica della fede: sempre identica, eppure sempre espressa nuovamente con i linguaggi che la cultura contemporanea offre. Tuttavia non un nuovo inizio che nega quanto è stato detto e fatto in precedenza, ma un fedele sviluppo di ciò che di prezioso viene dal passato e può essere lasciato, con l'aggiunta della propria rielaborazione, a quanti verranno dopo di noi.


1 commento:

musica nueva 2013 ha detto...

La musica es la musica

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