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mercoledì 17 luglio 2013

Un ricordo per Vincenzo Cerami, il cesellatore di storie

Ho letto con sorpresa e tristezza poco fa che è morto oggi, a 73 anni, Vincenzo Cerami, scrittore, sceneggiatore di film capolavori come "La vita è bella", un vero artista della penna, dal romanzo al cinema al teatro. Pluripremiato e ammirato per i suoi innumerevoli lavori (chi è interessato può leggere qui una scheda esaustiva). I francescani di lui ricorderanno senz'altro il musical intitolato "Francesco", scritto per il Lyrick Theatre di Assisi e messo in scena nell'anno del Grande Giubileo (qui una clip video, qui una recensione). Ha collaborato anche con la riflessione su "arte e fede" al Cortile dei Gentili.
Io, personalmente lo ricordo però come professore, come docente. Forse pochi sanno che Vincenzo Cerami ha anche insegnato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, presso il Centro Interdisciplinare per la Comunicazione Sociale, invitato da quel grande decano che fu il gesuita p. Robert White. Nel lontano 2000 ho potuto frequentare con Cerami uno splendido corso di "scrittura creativa", dove ci insegnava i segreti della bottega del narratore di storie: con la pazienza dell'artigiano con i suoi apprendisti leggeva i nostri testi, correggendo, criticando e a volte ridendo. Non è tutto istinto o genialità, ci spiegava, anzi, c'è una buona dose di mestiere, di regole da rispettare nello scrivere storie avvincenti e interessanti, che colpiscano l'emozione del fruitore rispettando insieme la sua intelligenza. Il suo testo Consigli ad un giovane scrittore, in cui affronta in maniera multimediale l'esperienza dello scrivere e del raccontare, è ancora da consigliare a chi non lo conoscesse. Le narrazioni che appaiono più spontanee sono spesso le più preparate e cesellate, e questo vale anche per le omelie, le quali - come ogni comunicazione umana - non possono trascurare i principi che reggono e rendono efficace il comunicare, perfino la fede.

Possiamo ripetere con convinzione questo elogio che Benigni ha dedicato al Maestro Cerami: 
“Cerami mi ha insegnato che l’ispirazione la aspettano i principianti, quelli bravi si mettono al lavoro”

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