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giovedì 28 novembre 2013

Nell'imminenza dell'Avvento, innalziamo il vessillo "Rorate caeli"

Come ogni anno, a pochi giorni dall'Avvento, posto uno dei canti che ci dà, musicalmente, l'ambientazione del tempo liturgico che andiamo ad aprire: l'invocazione "Rorate caeli". Lo ascoltiamo nell'esecuzione magistrale dei Cantori Gregoriani condotti da Fulvio Rampi:




Roráte caéli désuper, et núbes plúant jústum.

Ne irascáris Dómine,
ne ultra memíneris iniquitátis:
ecce cívitas Sáncti fácta est desérta:
Síon desérta fácta est:
Jerúsalem desoláta est:
dómus sanctificatiónis túæ et glóriæ túæ,
ubi laudavérunt te pátres nóstri.

Peccávimus, et fácti súmus tamquam immúndus nos,
et cecídimus quasi fólium univérsi:
et iniquitátes nóstræ quasi véntus abstulérunt nos:
abscondísti faciem túam a nóbis,
et allisísti nos in mánu iniquitátis nóstræ.

Víde Dómine afflictiónem pópuli túi,
et mítte quem missúrus es:
emítte Agnum dominatórem térræ,
de Pétra desérti ad móntem fíliæ Síon:
ut áuferat ípse júgum captivitátis nóstræ.

Consolámini, consolámini, pópule méus:
cito véniet sálus túa:
quare mæróre consúmeris,
quia innovávit te dólor?
Salvábo te, nóli timére,
égo enim sum Dóminus Déus túus,
Sánctus Israël, Redémptor túus.
Stillate come rugiada cieli dall’alto,
e le nubi facciano piovere colui che rende giustizia.

Non adirarti Signore,
non soffermarti sulla nostra iniquità
Ecco la città santa è divenuta una città fantasma,
Sion è deserta, Gerusalemme è desolata:
la tua casa, il tempio santo e glorioso,
dove ti lodavano i nostri padri.

Abbiamo ceduto al male, siamo divenuti un panno immondo,
siamo caduti tutti come foglie,
e i nostri peccati ci hanno trascinato via come il vento:
ci hai nascosto il tuo volto
e ci hai abbandonati in mano alle nostre iniquità.

Guarda, o Signore, l’angoscia del tuo popolo,
manda colui che hai deciso di mandare.
Inviaci l’Agnello dominatore del mondo,
dal pietroso deserto al monte della figlia di Sion,
perchè ci liberi lui dal giogo della prigionia.

Consolati, consolati, popolo mio:
preso arriverà la tua salvezza.
Perchè la mestizia ti consuma?
Perché si rinnova il tuo dolore?
Ti porterò io a salvezza, non temere;
io sono infatti il Signore tuo Dio,
il Santo d’Israele, il tuo Redentore.


Qui lo stesso canto in altra registrazione

2 commenti:

Marco Neri Da Re ha detto...

Ci sono ancora tre settimane prima di Rorate Caeli :-) comunque bellissimo, l'abbiamo cantato l'anno scorso all'Elevazione musicale di Natale assieme alla versione polifonica di Salomone Rossi!

A.R. ha detto...

Quella proposta non è l'antifona della IV domenica, è la cosiddetta "prosa" d'Avvento, composizione che si canta per tutto il tempo di preparazione al Natale e fa eco alle profezie bibliche dell'attesa del Salvatore

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