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venerdì 29 novembre 2013

Il Papa "Magno" che si oppose al divorzio dei re

Ho trovato su Aleteia la storia attualissima di Papa San Niccolò Magno (il terzo papa, insieme a Leone I e Gregorio I ad aver ricevuto dal Popolo di Dio il titolo di "grande"). Che cosa fece per meritarselo? Si oppose con tutte le forze all'annullamento facile del matrimonio e tanto più al divorzio per passare a nuove nozze. E negò questo non a dei poveracci che non potevano pagarsi la causa alla Sacra Rota, ma nientemeno che al fratello dell'imperatore Ludovico II, segnando un precedente di parecchi secoli rispetto alla più nota vicenda che vede protagonista Enrico VIII d'Inghilterra.
Il pontificato di San Niccolò fu tutto un energico affermare la superiorità della Chiesa nella sfera spirituale, in particolare per quanto riguardava le elezioni o deposizioni dei vescovi, ma nel contempo affermò che i consacrati non si dovevano intromettere nel governo delle cose di questo mondo.
Morì il 13 novembre 867 e fu sepolto nell’atrio della Basilica di San Pietro davanti alle porte. 


Qui potete leggere l'intero articolo di Aleteia da cui ho estratto qui sotto le parti più interessanti, cambiando anche la "foto" che nell'originale è di Nicolò V , non del Primo:


L'avvincente storia del papa “Magno” che pochi conoscono

di Brantley Milligan, coeditor di Aleteia in inglese
....
Il titolo è onorifico e non dovrebbe essere preso alla leggera. Dei 266 uomini che hanno regnato dal trono di San Pietro, solo tre hanno ricevuto l'aggettivo “Magno” che segue il loro nome. Tutti e tre sono vissuti nel primo millennio, a pochi secoli di distanza l'uno dall'altro. Fino a Giovanni Paolo II, nessun papa negli ultimi 1100 anni della Chiesa aveva meritato questo onore.

Avete sentito probabilmente parlare dei papi San Leone Magno e San Gregorio Magno, ma stranamente il terzo è un papa di cui la maggior parte delle persone non ha mai saputo nulla: papa San Niccolò Magno – e la sua storia rappresenta un'importante lezione per il nostro periodo.

... Papa San Niccolò Magno nacque a Roma in una rispettata famiglia nell'anno 800, lo stesso in cui papa Leone III incoronò Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero. Ricevette una buona istruzione ed era noto per la sua pietà, ma non venne ordinato fino ai quarant'anni. Nell'arco di una decina d'anni venne eletto papa con il sostegno dell'imperatore Ludovico II. Fu vescovo di Roma per nove anni fino alla morte, ma il pontificato fu pieno di eventi drammatici.

La controversia più intensa iniziò quando il re Lotario II di Lotaringia e sua moglie Teutberga capirono che non potevano avere figli, il che significava che Lotario II non avrebbe avuto eredi che potessero succedergli al trono al momento della sua morte. Convinto che la moglie fosse sterile, Lotario cercò di ottenere un annullamento per poter sposare la sua amante Waldrada, ma il fratello di Teutberga, Hucberto, un abate, prese le sue difese. La non colpevolezza di Teutberga fu provata dopo che era stata sottoposta alla prova dell'acqua, e Lotario la riprese quindi con sé, almeno temporaneamente.

Lotario continuò però a perseguire un annullamento, e alla fine riuscì a convincere il suo clero locale a concederglielo. I vescovi di Francia convocarono un sinodo e confermarono l'annullamento malgrado l'assenza dei requisiti richiesti dal diritto ecclesiastico. Un anno dopo si tenne in Francia un altro sinodo sulla questione e vi parteciparono dei legati papali inviati da papa Niccolò, che vennero corrotti da Lotario e sostennero l'annullamento. Teutberga fece appello a Carlo il Calvo, re della Francia Occidentale, e il caso venne portato a Roma davanti allo stesso Niccolò.

Due arcivescovi vennero inviati dalla Germania con l'appoggio dell'imperatore Ludovico per argomentare a favore della nullità. Niccolò non solo dichiarò la nullità invalida, ma condannò e depose i due arcivescovi.

Irato per la decisione, Lotario inviò il suo esercito a Roma e assediò la città, esigendo che Niccolò gli concedesse l'annullamento. Pur essendo confinato nella vecchia basilica di San Pietro e restando prigioniero per due giorni senza cibo, Niccolò rifiutò di cedere. Quando fu chiaro che l'annullamento era una causa persa e che stava rischiando la scomunica per le sue azioni, Lotario si riconciliò con Niccolò, ritirò il suo esercito e tornò con la moglie Teutberga. L'imperatore Ludovico ordinò che i due arcivescovi deposti tornassero a casa loro, e la decisione di papa Niccolò continuò ad essere valida.

Una storia familiare

Se tutto sembra familiare è perché lo è: una situazione molto simile ha provocato lo scisma anglicano nel XVI secolo. Mentre Lotario alla fine accettò l'autorità del papa, però, il re Enrico VIII decise di intraprendere la via della creazione di una propria religione, che gli avrebbe convenientemente permesso di divorziare dalla moglie come voleva.

Potete immaginare se una cosa di questo tipo avvenisse oggi? I vescovi locali a sostegno di una nullità illegittima, gli inviati del papa corrotti, il papa che cambia la decisione e depone gli arcivescovi, il disgustato leader di una grande potenza che invia un esercito per assediare Roma e imprigionare il papa. I mezzi di comunicazione vivrebbero una giornata indimenticabile. Il New York Times dichiarerebbe la fine della Chiesa cattolica, l'Huffington Post esploderebbe contro l'atteggiamento retrogrado del papa sul matrimonio e gli esperti della CNN si chiederebbero se il futuro papa sarà liberale e modernizzerà la Chiesa. Il tutto unito alla confusione dottrinale che provocherebbe una disunione simile tra i vescovi e alla paura che una persecuzione così intensa del Santo Padre potrebbe estendersi ai cattolici di tutto il mondo.

Ad ogni modo la Chiesa è sopravvissuta, e anziché essere ricordato come un conservatore molesto papa Niccolò ha ottenuto i due onori maggiori possibili: la santità e il titolo esclusivo di “Magno”, diventando uno dei migliori papi che siano esistiti.

2 commenti:

Ubi ha detto...

Un "Grande" davvero!
Il coraggio della fermezza e della ruvida chiarezza ai nostri tempi sembra scarseggi.
Bisognerà aspettare il 2015 per vedere come andrà a finire.
Certo i segni non vanno in una buona direzione. Mosse (episcopi tedeschi) e contromosse (Muller) si avvicendano...

Ubi ha detto...

Sul tema (e sulle "interpretazioni" da sponde opposte) due articoli di Vatican Insider che danno il polso della situazione:
http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/germania-germany-alemania-chiesa-church-iglesia-30298/

e anche
http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/-6990255d2d/

Sembra un gioco al "rilancio"...
(mentre è un tema serio e la Chiese gerarchica dovrebbe parlarne con il dovuto riserbo, inter nos; si eviterebbero aspettative infondate ai fedeli in questa particolare situazione, e anche corse all'eresia creativa. Invece tutto è mediaticizzato, spettacolarizzato, creando fronti che possono portare solo a spaccature, mentre le vittime della situazione restano sempre le stesse: le verità di Fede e i poveretti che si aspettano l'impossibile...).

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