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martedì 24 novembre 2009

L'Avvento è alle porte: ripassare Rorate Caeli

Ecco in tempo utile tutto l'occorrente per non farsi trovare impreparati dall'arrivo improvviso dell'Avvento, che si sa, come un ladro nella notte piomba ogni anno addosso alla Chiesa (tanto per rimanere in tema...).
Nel video cantano i giovani chierici domenicani della Provincia inglese, trovate poi un file MP3 con la sola base musicale per cantarci sopra seguendo lo spartito che vi fornisco in fondo a questo post.







Roráte caéli désuper, et núbes plúant jústum.

Ne irascáris Dómine,
ne ultra memíneris iniquitátis:
ecce cívitas Sáncti fácta est desérta:
Síon desérta fácta est:
Jerúsalem desoláta est:
dómus sanctificatiónis túæ et glóriæ túæ,
ubi laudavérunt te pátres nóstri.

Peccávimus, et fácti súmus tamquam immúndus nos,
et cecídimus quasi fólium univérsi:
et iniquitátes nóstræ quasi véntus abstulérunt nos:
abscondísti faciem túam a nóbis,
et allisísti nos in mánu iniquitátis nóstræ.

Víde Dómine afflictiónem pópuli túi,
et mítte quem missúrus es:
emítte Agnum dominatórem térræ,
de Pétra desérti ad móntem fíliæ Síon:
ut áuferat ípse júgum captivitátis nóstræ.

Consolámini, consolámini, pópule méus:
cito véniet sálus túa:
quare mæróre consúmeris,
quia innovávit te dólor?
Salvábo te, nóli timére,
égo enim sum Dóminus Déus túus,
Sánctus Israël, Redémptor túus.
Stillate come rugiada cieli dall’alto,
e le nubi facciano piovere colui che rende giustizia.

Non adirarti Signore,
non soffermarti sulla nostra iniquità
Ecco la città santa è divenuta una città fantasma,
Sion è deserta, Gerusalemme è desolata:
la tua casa, il tempio santo e glorioso,
dove ti lodavano i nostri padri.

Abbiamo ceduto al male, siamo divenuti un panno immondo,
siamo caduti tutti come foglie,
e i nostri peccati ci hanno trascinato via come il vento:
ci hai nascosto il tuo volto
e ci hai abbandonati in mano alle nostre iniquità.

Guarda, o Signore, l’angoscia del tuo popolo,
manda colui che deve essere mandato.
Inviaci l’Agnello dominatore del mondo,
dal pietroso deserto al monte della figlia di Sion,
perchè ci liberi lui dal giogo della prigionia.

Consolati, consolati, popolo mio:
preso arriverà la tua salvezza.
Perchè la mestizia ti consuma?
Perché si rinnova il tuo dolore?
Ti porterò io a salvezza, non temere;
io sono infatti il Signore tuo Dio,
il Santo d’Israele, il tuo Redentore.

1 commento:

Anonimo ha detto...


il gregoriano è ancora oggi meraviglioso

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