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martedì 9 febbraio 2016

Chi può imporre le ceneri? Quando e come si danno? Le risposte del Vicariato di Roma

Ogni anno, con il Mercoledì delle Ceneri, si scatena una delle giornate più "fantasiose" dei cattolici: tutti devono avere la loro spruzzatina delle preziosissime ceneri. Molti, soprattutto poco praticanti, affollano le chiese il Mercoledì dell'inizio della Quaresima, perché quando si "prendono le ceneri" , guai, non si può mancare. Pare a volte incredibile l'effetto di questa distribuzione e le proteste per avere le ceneri a qualunque ora e in qualunque momento. Ed effettivamente questo sacramentale è davvero per tutti, perché tutti siamo peccatori (magari i bambini piccoli da poco battezzati no, ma sorvoliamo...), però con un po' d'ordine! La cenere è comunque per tutti, come - d'altronde - la morte di cui la cenere è segno e richiamo: "Ricordati uomo che sei polvere, e in polvere ritornerai", recita l'ammonimento del ministro che impone l'austero segno quaresimale sul capo del penitente.
Tuttavia, meglio ribadirlo a scanso di equivoci, la cenere del mercoledì NON E' UN SACRAMENTO e non è nemmeno strettamente necessario per la salvezza. Quindi si dovrebbero osservare le norme che vi ricopio devotamente qui sotto, onde evitare "Fai-da-te" liturgici. Queste, naturalmente, valgono solo per il rito romano. A Milano, per intenderci, non ho idea di come funzioni (anche perché non hanno il mercoledì delle Ceneri e la quaresima ambrosiana inizia direttamente domenica prossima!)

INDICAZIONI LITURGICO - PASTORALI

PER LA CELEBRAZIONE DEL MERCOLEDI' DELLE CENERI
(a cura dell'Ufficio Liturgico del Vicariato di Roma)

- La benedizione e l’imposizione delle ceneri si fanno a ogni messa, secondo la forma indicata dal messale (pp. 65-67): dopo il saluto liturgico iniziale segue subito la colletta, poiché l’atto penitenziale è sostituito dal rito delle ceneri. Dopo l’omelia, il sacerdote benedice le ceneri con una delle due orazioni previste e con l’aspersione. Segue l’imposizione delle ceneri e si conclude con la preghiera universale. La celebrazione prosegue come al solito.

- Se è presente un secondo ministro ordinato, questi impone le ceneri al celebrante principale, usando le formule consuete.

- Si invitano i ministri a valorizzare entrambe le formule proposte dal Messale (eventualmente alternandole): la prima (= Convertitevi, e credete al Vangelo) è appello alla conversione, la seconda (= Ricòrdati che sei polvere, e in polvere tornerai) lo motiva. Rimane comunque la possibilità di scegliere e utilizzare una sola delle due formule, recitandola per ogni fedele (nb: meglio la seconda!).

- Le ceneri si ottengono bruciando i rami di olivo e di palma benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente. Le ceneri avanzate si disperdono nella terra.

- Ministro dell’imposizione delle ceneri è soltanto il vescovo, il presbitero e il diacono. Il Messale non prevede di affidare l’imposizione delle ceneri a ministri istituiti o a ministri straordinari della comunione; né prevede di inviare i ministri straordinari perché rechino le ceneri ai malati. Potrebbe essere opportuno che nei primi giorni della Quaresima il parroco e i sacerdoti visitino i malati per incoraggiarli e per confermare loro che la sofferenza, cristianamente accettata e offerta, è atto penitenziale di altissimo valore.

- Il gesto dell’imposizione delle ceneri consiste nello spargere le ceneri sul capo, recitando la formula per ogni fedele. Pur senza eccessi impropri, va assicurata una materialità davvero visibile e percepibile del segno, sia quando si presentano le ceneri per la preghiera di benedizione, sia quando si impongono sul capo del fedele.

- Poiché le ceneri vanno imposte all’interno di un contesto celebrativo, la benedizione con l’imposizione delle ceneri può svolgersi anche durante una celebrazione della Parola. In questo caso il rito si modella sulla Liturgia della Parola della Messa, come indicato a p. 68 del Messale. Tale modalità celebrativa può essere molto utile nella pastorale dei luoghi di lavoro o nelle rettorie (aperte anche negli orari della pausa pranzo per gli uffici), nei luoghi di cura, o qualora la celebrazione si svolgesse in orari serali, per venire incontro a lavoratori e studenti.

- Il Messale prevede il rito delle ceneri solo nel primo mercoledì di quaresima. Non può essere spostato in altro giorno, e mai va compiuto di Domenica, neppure fuori della Messa: il forte monito penitenziale e il digiuno non sono compatibili con il fondamentale carattere pasquale della Domenica.



PS. Vorrei aggiungere un suggerimento utile, preso dalla tradizione: Come si danno le ceneri alle suore? Nell'antichità e nel medioevo tutte le donne andavano a messa con il capo coperto: ad esse le ceneri non venivano messe sopra il velo, ma imposte in forma di croce segnando la fronte con le ceneri stesse. Agli uomini invece si spargevano sul capo scoperto. Per questo, per es., nei paesi anglosassoni, le ceneri si impastano con un po' d'acqua benedetta, in modo che aderiscano alla fronte (e in questa maniera vengono amministrate a tutti i fedeli oggi).
Nulla vieta - anzi questo è il modo tradizionale - di offrire alle suore le ceneri in questo modo, segnando la loro fronte con il pollice intriso delle sacre ceneri.

1 commento:

Anonimo ha detto...

RITO AMBROSIANO

Ceneri (imposizione)
La liturgia ambrosiana non ha mai conosciuto il mercoledì delle ceneri; se poi consideriamo che la più antica tradizione milanese non computava nel periodo quaresimale la domenica «in capite quadragesimae», ma faceva iniziare effettivamente la quaresima dal lunedì successivo, si comprende perché il rito dell'imposizione delle ceneri abbia trovato in questo giorno la sua collocazione più idonea all'interno della tradizione liturgica milanese.
Anche l'attuale Messale Ambrosiano prevede che il rito dell'imposizione delle ceneri possa tenersi precisamente nel primo lunedì di quaresima, dopo la celebrazione eucaristica, come appendice di carattere penitenziale; tuttavia è permesso, per motivi pastorali, anticiparlo nella prima domenica di quaresima, quando la partecipazione dei fedeli è più numerosa.
Questa è tuttavia una prassi relativamente recente. Nel Medioevo infatti l'imposizione delle ceneri, nel rito ambrosiano, costituiva il rito iniziale che inaugurava le litanie triduane, celebrate nei primi tre giorni della settimana seguente l'ascensione. Dalla descrizione lasciataci da Beroldo sappiamo che toccava ai custodi della cattedrale procurarsi cinerem mundum et cribatum, che il presbitero di settimana benediceva. L'arcivescovo imponeva poi le ceneri in modum crucis sul capo del clero maggiore della cattedrale, mentre il primicerio dei decumani sul capo del clero inferiore e dei fedeli. Da una rubrica del sec. XV risulta che la cenere era fatta de olivis, probabilmente dalla combustione dei rami dell'ulivo benedetto nella precedente domenica delle palme.
Nelle Avvertenze per le litanie triduane, emanate da s. Carlo il 10 maggio 1583, si disponeva che il rito dell'imposizione delle ceneri si tenesse per l'appunto nel primo giorno di questo triduo penitenziale in Duomo o in S. Simpliciano o nelle altre chiese stazionali, e si ribadiva che questa era la prassi tipica della tradizione ambrosiana in proposito, vietando nel contempo che lo si spostasse in altro periodo dell'anno liturgico, con probabile allusione all'inizio della quaresima. Il progressivo affievolirsi della celebrazione delle litanie triduane fino alla loro scomparsa e l'assimilazione con il rito romano hanno infine fatto slittare il rito dell'imposizione delle ceneri, anche nella prassi ambrosiana, nei primi giorni del tempo quaresimale.

da uno scritto di mons Marco Navoni

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