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giovedì 13 marzo 2008

Traduzioni con tanta libertà...

In questa quinta settimana di Quaresima, la liturgia offre alla nostra preghiera il:
Prefazio della Passione del Signore I che in italiano dice così:

E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Nella passione redentrice del tuo Figlio tu rinnovi l'universo e doni all'uomo il vero senso della tua gloria; nella potenza misteriosa della croce tu giudichi il mondo e fai risplendere il potere regale di Cristo crocifisso.
Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te un inno di lode ed esultanti cantiamo: Santo...

Praticamente stiamo spiegando a Dio Padre che nella Passione di Gesù rinnova l'universo e fa capire all'uomo il "senso della sua gloria". Poi gli diciamo ancora che nella "potenza misteriosa" della croce Dio Padre giudica il mondo e fa splendere la forza regale del crocifisso Gesù.

In originale latino vediamo come stanno le cose:
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere:
Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus:

Quia per Fílii tui salutíferam passiónem sensum confiténdæ tuæ maiestátis totus mundus accépit, dum ineffábili crucis poténtia iudícium mundi et potéstas émicat Crucifíxi.
Unde et nos, Dómine, cum Angelis et Sanctis univérsis, tibi confitémur, in exsultatióne dicéntes:
Letteralmente, la parte centrale afferma come mai "E' veramente cosa buona e giusta" rendere grazie a Dio Padre:
Poichè, per mezzo della passione del tuo Figlio, apportatrice di salvezza, tutto il mondo ha colto il senso dell'aver fiducia nella tua maestà (oppure: ha capito la ragione di confidare nella tua maestà), mentre nell'ineffabile/indicibile potenza della croce risplende il giudizio sul mondo e il potere del Crocifisso. Per questo anche noi, o Signore, con tutti gli angeli e i Santi, ci affidiamo a te con fiducia, e diciamo esultanti:....

Il prefazio originale dice dunque il motivo del nostro rendere grazie a Dio, il quale mostra, nella morte di Gesù, che senso abbia l'aver fede, l'affidarsi alla sua divina maestà. Il "rinnovamento dell'universo" non si sà dove l'abbiano trovato i traduttori, che invece hanno fatto sparire il confitendeae tuae maiestatis. Poi, i traduttori cambiano liberamente soggetto: e invece di dire che nella Passione risplendono il giudizio del mondo e il potere (definito in più: regale) di Cristo crocifisso, devono rendere il Padre soggetto che "fa risplendere". Niente da dire teologicamente, ma letterariamente sì. Ultima nota: si perde completamente, svanisce, nella traduzione italiana attuale, ogni riferimento alla radice verbale che esprime l'aver fede (confitendae....confitemur nel finale). Anche la fede rischia di non apparire più....
Io capisco che molti non vogliano tornare al latino come lingua liturgica, ma almeno spero che ormai anche il seminarista meno interessato, avrà colto quanto sia importante tener presente che è in latino la fonte della nostra preghiera, e a questa lingua - volenti o nolenti - dobbiamo rivolgerci per capire correttamente quello che diciamo a Dio.

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