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mercoledì 21 maggio 2008

Preghiere fedelmente tradotte: Colletta del Corpus Domini

(Messale Romano italiano)
Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu sei Dio...

(Missale Romanum ed. III)
Deus, qui nobis sub sacraménto mirábili passiónis tuæ memóriam reliquísti, tríbue, quæsumus, ita nos Córporis et Sánguinis tui sacra mystéria venerári, ut redemptiónis tuæ fructum in nobis iúgiter sentiámus. Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sæcula sæculórum.

(Traduzione privata)
O Dio, che in un meraviglioso Sacramento ci hai lasciato il memoriale della tua Passione, donaci di adorare il sacro Mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue così da sperimentare di continuo in noi il frutto della redenzione. Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli

La traduzione di questa splendida colletta (composta da San Tommaso d'Aquino) che troviamo nel Messale italiano è, da un lato, stilisticamente pregevole, ma come spesso accade, è una libera interpretazione con un notevole cambiamento teologico rispetto all'originale.
Come si può notare confrontando la traduzione ufficiale con quella letterale in grassetto, i punti "interpretati" sono più d'uno.
a) Deus, con cui inizia la colletta, viene specificato con "Signore Gesù Cristo", per indicare a quale persona della Trinità ci si sta rivolgendo. Come tutti sanno, di solito, la liturgia Romano indirizza le preghiere liturgiche tutte al Padre, per il Figlio nello Spirito Santo. Questa colletta è una delle eccezioni, perchè è effettivamente indirizzata al Figlio (come indica la clausola finale Qui vivis et regnas....) ma forse una traduzione del tipo: O Dio nostro, Gesù Cristo, ....avrebbe di più mantenuto lo shock linguistico di sentire una preghiera indirizzata direttatemente a Gesù, che rimane pur sempre davvero nostro Dio, oltre che Signore.
b) Sub mirabili sacramento, certo che si tratta del mirabile sacramento dell'Eucaristia, ma letteralmente è "un sacramento meraviglioso". Non dovrebbe essere necessario spiegare a Dio, perchè è a lui che la preghiera si rivolge nel "santo gioco" liturgico, di quale sacramento si tratta!
c) Memoriale della tua Passione: proprio "passione", non "Pasqua". Qui l'interprete, e non il traduttore, era all'opera. Se l'eucaristia è memoriale del sacrificio di Cristo è evidente è connessa con la Passione e la morte di Gesù. La Pasqua certo è passione, morte e risurrezione, ma nell'uso comune ha un più forte accento sulla risurrezione che non sull'aspetto sacrificale. Non sarebbe male ritornare a sottolineare l'aspetto perduto, almeno nelle preghiere che il messale di Paolo VI ha conservato (e che i traduttori non vogliono farci udire per quello che sono, per paura che si esageri con il sacrificio? Non credo ce ne sia il rischio).
d) Sentire i benefici della redenzione o sperimentarne il frutto? Sentiamus, non è da tradurre sempre (anzi raramente) con l'italiano sentiamo, infatti è pù forte, è "sperimentare" nel senso di sentire profondamente, con l'anima e più ancora con il corpo, con la parte sensitiva che è in noi. I frutti della redenzione, insomma, non vanno solo conosciuti con l'intelletto, ma attraverso l'adorazione che viene dall'amore (e si fa con gesti concreti) possiamo arrivare a sperimentare, a godere del frutto che il sacrificio redentivo (redenzione) ci porta, ossia "l'essere risorti con Cristo".

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