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martedì 1 luglio 2008

Il dialogo con i Lefebvriani va avanti.

Fellay con il papa e il card. Castrillon Hoyos nell'incontro del 29 agosto 2005E' notizia confermata da pochi minuti dal sito ufficiale della Fraternità San Pio X (i Lefebvriani) che il loro superiore generale, il vescovo scismatico Bernard Fellay, succeduto a mons. Lefebvre, ha risposto all'ultimatum in cinque punti mandatogli agli inizi di giugno dal Card. Castrillon Hoyos a nome di Papa Benedetto.

Le richieste per proseguire il dialogo erano queste, come rivela Andrea Tornielli sul suo Blog:

1) L’impegno a una risposta proporzionata alla generosità del Papa.
2) L’impegno ad evitare ogni intervento pubblico che non rispetti la persona del Santo Padre e che possa essere negativo per la carità ecclesiale.
3) L’impegno a evitare la pretesa di un magistero superiore al Santo Padre e di non proporre la Fraternità in contrapposizione alla Chiesa.
4) L’impegno a dimostrare la volontà di agire onestamente nella piena carità ecclesiale e nel rispetto dell’autorità del Vicario di Cristo.
5) L’impegno a rispettare la data - fissata alla fine del mese di giugno - per rispondere positivamente. Questa sarà una condizione richiesta e necessaria come preparazione immediata all’adesione per avere la piena comunione.

Il sito della Fraternità afferma che la condizione 5 è già stata rispettata, e la risposta è nelle mani del Papa. La Fraternità scismatica chiede a Roma di riprendere il dialogo, questa volta a "livello dottrinale".
Nel messaggio del portavoce troviamo anche frasi che paiono confermare l'accetazione della condizione 3 e 4, dove si dice nel comunicato ufficiale:
La Fraternità San Pio X non ha pretesa di esercitare un magistero superiore a quello del Santo Padre, né cerca di opporsi alla Chiesa. Sulla scia del suo fondatore, essa intende trasmettere ciò che ha ricevuto, vale a dire "ciò che è stato creduto sempre, ovunque e da tutti". Essa ha fa propria la professione di fede che l'arcivescovo Marcel Lefebvre invià a Paolo VI, il 24 settembre 1975: "E' al suo Vicario che Gesù Cristo ha affidato il compito di confermare i suoi fratelli nella fede e gli chiede di vigilare che ogni vescovo mantenga accuratamente il deposito, secondo le parole di san Paolo a Timoteo. "

L'affermazione che farà molto discutere è poi questa:
Elle [la Fraternité] pense que le retrait préalable des décrets d’excommunication de 1988 favoriserait la sérénité d’un tel dialogue.

Bisognerà insomma capire se nella lettera indirizzata al Santo Padre si chiede formalmente la revoca della scomunica (che in questo caso sarebbe per la prima volta riconosciuta in quanto tale dalla Fraternità scismatica) o se - come pare dalla formulazione del comunicato - si desidera solo l'eliminazione di un decreto di scomunica mai formalmente accettato solo come pretesa previa al continuare il dialogo.
I prossimi giorni ci faranno capire come si muovono i fatti. Certo è che la notizia di questi passi non può che rallegrare tutta la chiesa, e quanti continuano a credere alla sua Unità. Papa Benedetto, con tutti gli sforzi di ricucitura che sta portando avanti, conferma con i fatti il suo discorso inaugurale, quando all'indomani della sua elezione affermava di volersi spendere totalmente per la causa dell'unità della chiesa.
Il Signore lo sostenga e lo premi.

Approfondimenti(in inglese) altri approfondimenti (sempre in inglese)

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