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lunedì 13 ottobre 2008

Unzioni con olio e proibizioni vaticane da sfumare

Recentemente, a seguito di una lettera della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti indirizzata ai vescovi sudafricani, si è aperto in qualche blog un vivace dibattito sulla possibilità o meno di ricorrere ad altri olii benedetti che non siano gli olii usati per i sacramenti (l'olio dei catecumeni, il sacro Crisma e l'olio degli infermi).
Nella lettera firmata dal Segretario della congregazione (vedi qui sotto), dopo aver affrontato la questione della simulazione del sacramento dell'unzione degli infermi, che nè diaconi nè laici possono conferire, si dice testualmente:
"Questa Congregazione fa osservare inoltre che ci sono solo tre olii benedetti utilizzati nel Rituale Romanum, cioè l'Olio dei Catecumeni, l'Olio degli infermi e il sacro Crisma. L'uso di qualunque altro olio o di qualunque altra "unzione" oltre quelle trovate nei libri liturgici approvati deve essere considerata vietata e soggetta alle sanzioni ecclesiastiche (cf. can. 1379 e 1384)".


Che ci siano stati (e ci siano tuttora) abusi nell'uso di olii che vengono fatti passare per olii degli infermi e che in particolare tra i gruppi carismatici piaccia l'idea delle unzioni (come piaccia imporre le mani) non è una novità e la Congregazione avrà dovuto porre freno a qualche problema specifico.
Che si debba spiegare bene che l'unzione degli infermi non è un sacramentale, ma un Sacramento che solo i sacerdoti possono amministrare e solo ai malati di una certa gravità (o tanto anziani da essere gravati nel corpo e probabilmente più prossimi alla morte di una persona giovane - ma non si può mai sapere....), anche questa è una necessità, stante l'attuale ignoranza religiosa.

Che poi il Rituale Romano conosca solo tre olii benedetti, come dice la Congregazione, questo non è preciso. Ci sono tre olii usati nel Rituale nel conferimento dei sacramenti (battesimo, confermazione, ordine del presbiterato e dell'episcopato, unzione degli infermi) è vero, ma non dimentichiamo che anche il Benedizionale fa parte del Rituale Romano.
In questo libro (in verità molto da compiangere per la sventurata invenzione della quasi totalità delle preci contenute) è ancora presente la "benedizione all'olio", che si trova ai numm. 1668-1673 del volume italiano. Il Rituale Romano attuale conosce quindi tre olii "benedetti" per i sacramenti e almeno un olio benedetto come sacramentale.
Evidentemente questo olio benedetto poi verrà anche usato, nei soliti modi in cui viene usato l'olio: o come alimento, o come unguento o per accendere una lampada votiva. Accenna a questi usi il Benedizionale (n. 1668): "Dall'olio deriva l'unguento che profuma il capo (Sal 132 (133), 2; Am 6, 6) e fortifica le membra (Ez 16,19), il farmaco che cura le piaghe (Lc 10, 34), l'elemento che ravviva le lampade e diviene sorgente di luce e di benedizione (cfr Es 27, 20 ss.; Mt 25, 3-8)".

Se poi andiamo a dare uno sguardo al Rituale Romanum, che con il Motu Proprio Summorum Pontificum è tornato ad essere di libero uso, troviamo una bellissima e soprendente benedictio olei, molto chiara nel menzionare gli effetti della benedizione (a differenza della vaghezza del nuovo benedizionale che non benedice quasi nulla...).
L'olio viene prima esorcizzato (con un adattamento della formula usata per esorcizzare l'olio destinato al S. Crisma) e quindi benedetto: "ut hi, qui hoc oleo, quod in tuo nomine benedicimus, usi fuerint, ab omni languore, omnique infirmitate, atque cunctis insidiis inimici liberentur...." (affinchè quanti useranno quest'olio che benediciamo nel tuo nome, siano liberati da ogni malattia, da ogni infermità e da tutte le insidie del nemico..."). E' evidente che tale olio benedetto era usato per i malati, ma era palese a tutti una volta la distinzione tra questo uso anche frequente di olii benedetti o presi dalle lampade votive dei santi (vedi l'olio del santuario dell'Incoronata di Foggia) e il sacramento dell'unzione degli infermi o estrema unzione (che si dava e si dovrebbe dare ai malati in reale pericolo di morte).
Con l'attuale allargamento eccessivo (dopo un precedente eccessivo restringimento) del sacramento dell'unzione, sembra che siano sparite (o debbano sparire?) altre forme devozionali o dei sacramentali che impieghino olio benedetto.
Non è così.
Però questo non giustifica minimamente che durante le celebrazioni liturgiche, o peggio nella Messa, ci si metta ad ungere chichessia con olii benedetti. Tantomento i laici possono benedire o ungere pubblicamente qualcuno. Dio ce ne scampi! Un conto è la liturgia o culto pubblico della Chiesa, un altro le devozioni popolari e i pii esercizi. Riconosciamo a ciascun rito la sua efficacia, ma teniamoli ben distinti, senza mescolarli indebitamente pur frequentandoli entrambe. Saremo cattolici felici e fedeli, e non mancheremo di nessun aiuto spirituale.

Vi riporto la benedizione dell'olio come si trova nel mio Rituale Seraphicum (quello cioè usato dai francescani), al Tit. V, cap. III.

Benedictio olei

V. Adiutórium nostrum in nómine Dómini.
R. Qui fecit cælum et terram.

Exorcismus

Exorcízo te, creatúra ólei, per Deum + Patrem omnipoténtem, qui fecit cælum et terram, mare, et ómnia quæ in eis sunt. Omnis virtus adversárii, omnis exércitus diáboli, et omnis incúrsus, omne phantásma, sátanæ eradicáre et effugáre ad hac creatúra ólei, ut fiat ómnibus, qui eo usúri sunt, salus mentis et córporis, in nomine Dei + Patris omnipoténtis, et Iesu + Christi Fílii eius Dómini nostri, et Spíritus + Sancti Parácliti, et in caritáte eiúsdem Dómini nostri Iesu Christi, qui ventúrus est iudicáre vivos et mórtuos, et sæculum per ignem.
R. Amen.

V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.
V. Dóminus vobíscum.
R. Et cum spíritu tuo.
Oratio
Orémus.
Dómine Deus Omnípotens, cui astat exércitus Angelórum cum trémore, quorum servítium spirituále cognóscitur, dignáre respícere, bene+dícere et sancti+ficáre hanc creatúram ólei quam ex olivárum succo eduxísti, et ex eo infírmos inúngi mandásti, quátenus sanitáte percépta, tibi Deo vivo et vero grátias ágerent: praesta, quǽsumus; ut hi, qui hoc óleo, quod in tuo nómine bene+dícimus, usi fúerint, ab omni languóre, omníque infirmitáte, atque cunctis insídiis inimíci liberéntur, et cunctæ adversitátes separéntur a plásmate tuo, quod pretióso sánguine Fílii tui redimísti,ut nunquam lædátur a morsu antíqui serpéntis. Per eúndem Dóminum nostrum Iesum Christum Fílium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculórom.
R. Amen
Et aspergatur aqua benedicta.

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