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venerdì 20 marzo 2009

La crisi della Santa Sede nella comunicazione con i media

Damian Thompson del quotidiano inglese Telegraph (ma con lui molti altri giornalisti ed esperti della comunicazione) stanno ormai facendo qualche considerazione professionale dietro gli ultimi grossi problemi di comunicazione da parte della Santa Sede.
Nel suo ultimo post sulla questione il buon Thompson, dopo aver messo in rilievo che i più malevoli nemici di papa Benedetto sono proprio i cattolici che dovrebbero essergli fedeli alleati e invece imperversano sui media "laici", scrive una condanna senza appello:

Tutto questo rende ancora più urgente che l'ufficio stampa del Vaticano sia completamente ristrutturato. Nel permettere che fosse posta a bordo dell'aereo papale una domanda sui preservativi, padre Lombardi ha fatto "un casino spettacolare". Dovrebbe andarsene. Il Papa ha bisogno di un portavoce verso i media molto più sottile e geniale - se non altro per proteggerlo dai Cattolici stessi.

Il problema c'è ed è evidente: le domande in una conferenza stampa papale sono approvate, non possono essere a ruota libera (vedi post di Rodari). Ma chi ha vigilato su ciò che sarebbe stato chiesto al Papa non aveva idea del problemino? E di chi è la responsabilità per quelle risposte ritoccate nei testi diffusi dalla Sala Stampa vaticana? Questi sono solo gli ultimi dei grossi incidenti mediatici che tutti ben conosciamo (Williamson, le scomuniche, le fughe di notizie, il vescovo ausiliare di Linz...). Purtroppo la risposta, in tutti i casi, è padre Federico Lombardi.
E' possibile continuare con questo macello?
Padre Lombardi, perchè non fa lui un passo indietro prima che glielo chiedano altri? Si occupi della Radio Vaticana, lo fa benissimo, e insista perchè si torni al modello "Navarro Valls" per il portavoce del Papa. Anche l'entourage del Papa e tutti i collaboratori della Curia, avendo un portavoce a tempo pieno ed esclusivo, con professionalità adeguata, non ne avranno che benefici.

4 commenti:

Piergiobbe ha detto...

Non sono così certo che tutte queste polemiche siano negative. Perché il Papa dovrebbe tenere una posizione gradita alla stampa? Credo che il suo messaggio arrivi molto più in profondità quando tutti Gli danno addosso.
posso sbagliarmi, ma per ora l'ufficio svolto da Padre Lombardi mi sembra molto efficace.
un saluto cordiale
Andrea

Giovanni ha detto...

Non sono d'accordo con Thompson. La domanda era "Santità, tra i molti mali che travagliano l’Africa, vi è anche e in particolare quello della diffusione dell’Aids. La posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso viene spesso considerata non realistica e non efficace. Lei affronterà questo tema, durante il viaggio?"
Nella domanda il preservativo non compare, è stato il papa a menzionarlo. Secondo me facendo bene. Vietare una domanda sull'AIDS non sarebbe stata una buona mossa.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con quello che dice Giovanni.
Però la domanda faceva un evidente riferimento al preservativo;il Papa è stato coraggioso a menzionarlo espressamente senza giri ipocriti di parole.

Antonio

Mauro ha detto...

Perché vergognarsi dei propri valori, e delle strategie che ad essi si ispirano? Se è vero, come dice il papa, che la distrubuzione del preservativo aumenta il problema dell'AIDS, allora dirlo non fa certo male!

Non penso sia compatibile dar ragione al papa, e contemporaneamente preferire che il dibattito non ci fosse stato. Questa volta è necessario entrare nel merito della questione.

Ci siamo dimenticati le (stesse) prese di posizione di Giovanni Paolo II, e le aspre critiche a mezzo stampa di Veltroni, da sempre amante dell'Africa?

Non dobbiamo preoccuparci di apparire buoni davanti al mondo. Preoccupiamoci dei malati, presenti e futuri.

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