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giovedì 7 maggio 2009

A Bologna la comunione è meglio sulla lingua


Ricevo e segnalo queste nuove disposizioni, divulgate dall'ufficio Pastorale delle Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Bologna. Si tratta di un comunicato che porta a conoscenza dell'opinione pubblica la prima revoca ufficiale (per alcune chiese e circostanze) in Italia del permesso [indulto] di ricevere la comunione sulla mano.

Nella prima domenica di Avvento di vent'anni fa, il 1989, entrava in vigore la delibera della Conferenza Episcopale Italiana, che autorizzava, con l'approvazione della Santa Sede, la distribuzione della Santa Comunione sulla mano.
Nelle scorse settimane, i parroci e i rettori delle Chiese della nostra diocesi hanno ricevuto la comunicazione delle disposizioni emanate dal Cardinale Arcivescovo, a fronte di gravi abusi che si sono verificati al riguardo. In particolare il Cardinale ha disposto che nella Cattedrale di San Pietro, nella Basilica di San Petronio e nel Santuario della Madonna di San Luca, la Comunione venga distribuita ai fedeli solo sulla lingua.
La possibilità che è stata concessa di ricevere l'Ostia consacrata sulla mano può, di fatto, originare "gravi abusi", perché c'è "chi porta via le Sacre Specie per tenerle come "souvenir", "chi le vende", o peggio ancora "chi le porta via per profanarle in riti satanici". Lo scrive nella lettera ai sacerdoti che accompagna le disposizioni del Cardinale, il provicario generale, mons. Gabriele Cavina, citando uno scritto di mons. Malcom Ranjith, segretario della Congregazione per il Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti.
"Dobbiamo prendere atto scrive il Cardinale Caffarra che purtroppo si sono ripetuti casi di profanazione dell'Eucaristia approfittando della possibilità di accogliere il Pane consacrato sul palmo della mano, soprattutto, ma non solo, in occasione di grandi celebrazioni o in grandi chiese oggetto di passaggio di numerosi fedeli.
Per tale motivo è bene vigilare sul momento della santa Comunione partendo dall'osservanza delle comuni norme ben note a tutti".
"Durante la Comunione, si legge ancora nel decreto del Cardinale, i ministranti assistano il ministro, per quanto possibile, vigilando che ogni fedele dopo aver ricevuto il Pane consacrato lo consumi immediatamente davanti al ministro e che per nessun motivo venga portato al posto, oppure riposto nelle tasche o in borse o altrove, né cada per terra e venga calpestato".
Insieme ad una forte raccomandazione alla vigilanza che vale per tutti i sacerdoti, il cardinale ha emanato questa disposizione, per tre Chiese della diocesi: "considerata la frequenza in cui sono stati segnalati casi di comportamenti irriverenti nell'atto di ricevere l'Eucaristia, - scrive il Cardinale - disponiamo che nella Chiesa Metropolitana di San Pietro, nella Basilica di San Petronio e nel Santuario della Beata Vergine di San Luca in Bologna, i fedeli ricevano il Pane consacrato solamente dalle mani del ministro direttamente sulla lingua".
La disposizione è attenuata per le parrocchie, perché, scrive ancora mons. Cavina, "i fedeli sono in gran parte conosciuti e il parroco può essere più sicuro della loro attitudine a compiere il gesto della comunione sulla mano con il rispetto dovuto e intervenire con opportuni richiami opportuni di tanto in tanto per educare continuamente l'assemblea a partecipare alla liturgia in modo attivo e consapevole".

VideoNotizia di 12porte programma TV della diocesi di Bologna:

3 commenti:

Gianandrea ha detto...

Non posso che essere d'accordo con il Cardinale. Personalmente ho sempre mal tollerato questa modalità di ricevere l'Eucarestia cui ho sottostato solo quando le circostanze me lo imponevano. Un caro saluto e complimenti per il blog.

Anonimo ha detto...

per paura degli abusi si getta il bambino con l'acqua sporca... se si obbliga ad assumere le specie davanti al sacerdote e si control-la che ciò avvenga,si adempie al comando dato da Gesù "Prendete e mangiate"... non vedo la validità di certi ritorni
una liturgista

Anonimo ha detto...

Ma si potrebbe anche dire che non si vede il perché di certe innovazioni. La Comunione si è sempre presa sulla lingua e in ginocchio per via del fatto che siamo del tutto indegni dell'amore del Signore che si dona a noi con il suo corpo. Per quanto puri possiamo essere. Il fatto che Gesù abbia detto "prendete" non significa che la si debba letteralmente "prendere" in mano. Ripeto, la Chiesa lo ha sempre prescritto. Il Concilio Vaticano II, tra l'altro, dice anche espressamente che si debba preferire la ricezione dell'Eucarestia da inginocchiati. Non mi ricordo in quale documento.

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