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lunedì 26 ottobre 2009

Il discorso finale della convention degli Anglo-Cattolici

Il 24 ottobre scorso si è chiusa l'assemblea plenaria dell'Associazione internazionale anglo-cattolica Forward in Faith che vedeva riuniti oltre 500 delegati all'Emmanuel Centre di Londra. Evidentemente è stata segnata dall'annuncio a sorpresa dell'offerta del Papa di ordinariati personali per quei gruppi anglicani che volessero riunirsi corporativamente a Roma.
Sul sito di Forward in Faith ci sono tutti i podcast degli interventi di questi giorni. Chi conosce l'inglese può ascoltarli con gran profitto, in modo da conoscere in prima persona i problemi e i dibattiti in corso tra gli anglo-cattolici.
Ho fatto una sintesi personale del discorso di chiusura del meeting, tenuto dal presidente di Forward in Faith, il vescovo John Broadhurst

Il discorso finale del presidente dell’associazione di anglo-cattolici Forward in Faith

Il vescovo John Broadhurst ha esordito così: «Da 50 anni ho amato tre persone nella mia vita: Gesù Cristo, mia moglie e la Chiesa d’Inghilterra. Ma la Chiesa d’Inghilterra mi ha dato certo più problemi di mia moglie e di Gesù Cristo».

Ha poi spiegato che la Chiesa d’Inghilterra ha avuto la presunzione di saperla più lunga della Tradizione e di Gesù Cristo stesso su molte questioni. L’ordinazione delle donne è stata il punto di svolta. Con ironia ha affermato che la posizione degli anglo-cattolici nella Chiesa Anglicana è quella «di una rana in una pentola d’acqua che sta a scaldarsi sul fuoco», e ha proseguito dicendo che, come per una rana nell’aqua di una pentola che sta sul fuoco, c’è bisogno a un certo punto di saltar fuori, prima di essere cucinati vivi. Con chiarezza, pur nella metafora, ha detto: «Bisogna uscire dalla pentola. E’ dal 1992 che vogliamo uscire dalla pentola».
La questione che c’era e che rimane è come essere Anglicani in comunione con Roma.
Nel 1994 – ha ricordato Broadhurst – era stata posta una domanda ecclesiale alla Santa Sede, negli inconti con il card. Ratzinger e ora papa Benedetto sta dando la risposta. La domanda era questa: «Come possiamo rimanere Anglicani nella nostra identità ma essere in comunione con la Chiesa cattolica?». Per lungo tempo non è arrivata risposta. Ma grazie anche alla TAC (la Traditional Anglican Communion) con la sua perseveranza, ora è giunta una risposta globale.
Nella Chiesa di Inghilterra, ha notato il presidente di Forward in Faith – gli anglo-cattolici rimarrebbero nella pentola che bolle, senza che i loro vescovi possano avere una particolare forma di giurisdizione parallela, indipendente dalle donne vescove. Infatti il recente Sinodo Generale ha respinto forme di protezione giuridica per chi non è disposto ad accettare il ministero femminile.
«Il gioco è finito» - ha esclamato Broadhurst - «Questa battaglia contro i liberali non è solo questione ecclesiale, ma è una lotta per la verità del vangelo che ci accomuna con le frange evangeliche della Chiesa».
Facendo poi un bilancio e guardando ai cambiamenti intercorsi nel tempo ha aggiunto: «Quarant’anni fa sarei stato un anglicano ortodosso ma non papale. Anzi anti-papale. Ma l’esperienza di questi anni mi ha convinto che non è possibile avere una chiesa universale senza primato... Quello che il Papa ora ci offre è completamente diverso da ciò che pensavamo. Ci fa cambiare completamente prospettiva: è generoso e rispetta la nostra identità.... Bisogna smettere di pensare e preoccuparsi. I dialoghi sono andati avanti per anni e anni, con visite continue alla Santa Sede da parte di Anglo-cattolici. Questa è un’occasione meravigliosa».
Nella sua conclusione ha poi detto tra applausi e risate: «Pensavo ormai stesse diventando abbastanza noioso essere presidente di Forward in Faith, ma improvvisamente è diventato di nuovo eccitante!»
Nel suo limpido discorso il vescovo Broadhurst ha comunque chiarito che non intende lasciare subito la Chiesa anglicana, vuole continuare a cercare una unione più ampia possibile con Roma, andando sì in carovana verso la Chiesa cattolica, ma al passo del cammello più lento.

Fonte: http://www.forwardinfaith.com/news/na09-10.html

3 commenti:

Mauro ha detto...

beh, peccato che voglia andare lento in questa occasione! Non capisco: così rischia di perdere questa carovana? In che posizione si metterebbe? Né dentro, né fuori??

Anonimo ha detto...

Io ho capito che vuole aspettare tutti quelli che pensano di passare ai cattolici e andare via tutti insieme, con il passo dei più indecisi, senza fretta.

Mauro ha detto...

In effetti è possibile anche questa lettura, è vero. In questo caso sarebbe anche doverosa un po' di lentezza, per un passaggio di questa portata. Speriamo bene, la fase è delicata!

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