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domenica 2 maggio 2010

Anglicani inglesi finalmente decisi a passare a Roma: metteranno in imbarazzo il Papa?

Da ieri imperversa la notizia che i vescovi della Chiesa d'Inghilterra John Broadhurst, Keith Newton e Andrew Burnham, capofila degli anglo-cattolici, hanno avuto una riunione riservata in Vaticano per finalizzare il loro passaggio, con preti e fedeli, dalla Chiesa anglicana alla Chiesa di Roma. Hanno cioè accettato la provvisione fatta da Papa Benedetto di istituire dei particolari Ordinariati per i "ritornanti a casa" dalle fila sfilacciate della Chiesa di Enrico VIII.

Ormai il sinodo inglese che darà l'ultimo via libera all'ordinazione episcopale di donne è imminente, e quanti ancora si illudevano di poter convivere nella stessa casa ai tempi delle sole donne-prete hanno perso le ultime speranze.
Il rivolo di vescovi, preti e fedeli che si uniranno a Roma, sebbene per ora ancora piccolo, è destinato a diventare un fiume, quanto in concreto avverranno le prime ordinazioni episcopali femminili, che sanciranno il definitivo allontanamento dalla tradizione apostolica anche della Chiesa d'Inghilterra. 
Il punto essenziale della vicenda è però un altro. Pare che i vescovi cattolici inglesi non siano per nulla entusiasti dell'arrivo di questi "convertiti" troppo liturgicamente conservatori (a loro dire). Per questo pare che gli stessi anglicani abbiano fatto visita a Roma senza avvertire i colleghi d'oltremanica, per non agitarli ulteriormente. Questo bypass la dice lunga sull'imbarazzo ecumenico dei vescovi cattolici inglesi, sicuramente condiviso dal pontificio consiglio per l'unità dei Cristiani, che l'unica cosa che non può permettersi è proprio l'unità dei cristiani... meglio il dialogo ad oltranza.
L'arcivescovo anglicano di Canterbury, ovviamente, sta ora cercando in tutti i modi di fermare la prevista emorragia. Ma non ci riuscirà.
Il Papa è atteso in autunno in Gran Bretagna per un viaggio apostolico, durante il quale sarà beatificato il grande convertito dall'anglicanesimo John Henry Newman. Il viaggio del Papa è già finito sotto pressioni per vari motivi: la questione dei preti pedofili, che ha avuto molto risalto; le stupide e scandalose proposte uscite per sbaglio dai riservatissimi ambienti del Foreign Office di Londra per la visita del Papa, e ora si aggiunge questo caso che, evidentemente, verrà mostrato dalla stampa come tentativo romano di riprendersi i preti e i fedeli dell'Inghilterra protestante. 
Non dimentichiamo poi che il Papa è invitato e sarà ospite della Regina Elisabetta II, che il giorno della sua incoronazione ha fatto voto, come tutti i monarchi inglesi, di proteggere e difendere la Chiesa anglicana. Lei sì sarà in imbarazzo nell'incontrare il Papa proprio nel momento in cui, travisando la realtà, molti saranno convinti che il Pontefice viene ad insidiare e smantellare ciò che ancora sopravvive della Chiesa d'Inghilterra....
E il Papa? Il Papa, con Anglicanorum Coetibus ha lanciato il seme, adesso potrà solo rallegrarsi della crescita della pianta degli ordinariati, nonostante le voci e le malignità contrarie. A lui interessa l'unità della Chiesa e l'affermazione della fede cattolica, non la politica o l'opportunismo ecumenico. Quindi si rallegrerà e farà di questa visita un'ulteriore occasione di evangelizzazione e di proposta chiara, libera e sincera della verità.

FONTI: 



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