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giovedì 29 luglio 2010

I santi di oggi: Marta insieme a sua sorella Maria e il fratello Lazzaro



Martirologio Romano:
29 luglio:

Memoria di santa Marta, che a Betania vicino a Gerusalemme accolse nella sua casa il Signore Gesù e, alla morte del fratello, professò: «Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Il Martirologio, allo stesso giorno, prosegue e riporta anche:
Commemorazione dei santi Lazzaro, fratello di santa Marta, che il Signore pianse morto e risuscitò, e di Maria, sua sorella, che, mentre Marta era indaffarata nei suoi molteplici servizi, seduta ai piedi del Signore ascoltava la sua parola.

Oggi, dunque, i tre fratelli di Betania sono riuniti. Ma il focus della celebrazione odierna rimane Marta. I primi a dedicare una celebrazione liturgica a S. Marta furono i francescani, nel 1262, il 29 luglio, cioè otto giorni dopo la festa di S. Maria Maddalena, impropriamente allora identificata con sua sorella Maria di Betania. La vita attiva di Marta viene rivalutata dai frati  per il servizio che offre al Signore Gesù (e alle membra del Corpo di Cristo che è la Chiesa), sempre insieme e sotto la priorità della vita contemplativa (simboleggiata da Maria) che comunque deve avere il primo posto. Contemplativi nell'azione è l'obiettivo finale, il bilanciamento delle due sorelle.
Oltre al celebre episodio del pranzo in casa di Marta (Lc 10,38-42), dove lei è affaccendata mentre Maria ascolta la parola del Signore, troviamo i tre santi di oggi nella drammatica scena giovannea della risurrezione di Lazzaro. Questo brano, che sottolinea la fede forte di Marta nel Salvatore, ci viene offerto nella pericope evangelica alternativa che si può scegliere per la Messa di oggi:
  Gv 11, 19-27
In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

Chi volesse cantare il vangelo, trova qui la melodia gregoriana per il rito di PaoloVI su cui far pratica:

Dominus Vobiscum
Et cum spiritu tuo.
† Lectio Sancti Evangeli secundum Ioannem (XI, XXI-XVII)
Gloria tibi Dómine.

In illo témpore: Dixit Martha ad Iesum: Dómine, si fuíssis hic, frater meus non fuísset mórtuus: sed et nunc scio, qui quaecúmque poposceris a Deo, dabit tibi Deus. Dicit illi Iesus: Resúrget frater tuus. Dicit ei Martha: Scio quia resúrget in resurrectióne in novíssimo die. Dixit ei Iesus: Ego sum resurréctio, et vita: qui credit in me, étiam si mórtuus fúerit, vivet: et omnes qui vivit, et credit in me, non moriétur in ætérnum. Credis hoc? Ait illi: Utique, Dómine, ego crédidi, qui tu es Christus Filius Dei vivi, qui in hunc mundum venísti.
Verbum Domini
Laus Tibi Christe

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