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martedì 14 settembre 2010

Come minare la strada prima che il Papa atterri in Gran Bretagna. L'importante è lanciare accuse e diffamazioni, qualcosa resterà.

Ho visto, penso uno dei pochi coraggiosi, il presunto documentario intitolato The trouble with the pope, [da tradurre: il MIO problema con il Papa] di P. Tatchell, andato in onda ieri sera su Channel 4. Chiariamo subito che è tutto tranne un documentario. Un filmato che non cerca di preparare gli spettatori a comprendere meglio la prima visita di Stato di un Papa alla Gran Bretagna, con un minimo di obiettività, ma piuttosto tenta di minare accuratamente la strada, riutilizzando ogni argomento possibile (e già visto) contro il papa tedesco, bersaglio unico e causa di quasi tutti i mali di questo mondo, secondo l’aperto autore di questo spettacolo televisivo.
Secondo Peter Tatchell, che si considera «impegnato per i valori della democrazia e dei diritti umani e giustizia sociale», l’insegnamento morale di Papa Benedetto mette in pericolo questi stessi valori. Per questo si sente in dovere di portare un attacco continuo ai «dogmi indiscutibili» che il Papa di Roma «impone» ai cattolici, rovinando le loro vite. Il tutto viene condito con interviste e storie personali, come un sapiente gioco di propaganda sa fare. Non chiamiamolo, dunque, documentario. E’ piuttosto un panflet, una visione personale e acida, ma non certo un reportage in stile britannico, dove i fatti sono rigidamente separati dalle opinioni.
«Ho visto famiglie condannate alla povertà, perché il Papa dice che il controllo delle nascite è un peccato». «Io credo che questo Papa stia causando un vero danno» – afferma Tatchell – e subito dopo parla di un caso di abuso da parte di un prete accaduto 50 anni fa: ma la colpa è sempre del Papa!
E anche quando Benedetto XVI chiede perdono pubblicamente, durante l’incontro con il clero per la chiusura dell’anno sacerdotale, questo non basta: «Non è veramente preoccupato per i bambini». E poi arrivano bordate (sparate?) gratuite del tipo: «E’ più interessato alla copertura che alla giustizia, non è una sorpresa che la gente critichi il Papa. Questa [quella della pedofilia] è la crisi più grande dai tempi della Riforma e Benedetto rifiuta di ammetterlo».
Attacchi continui, come in un tribunale in cui l’imputato non ha nessuna possibilità di difendersi, solo l’accusa ha diritto di parola.
Avanti tutta con le leggende: il teologo così liberale Joseph Ratzinger, uno dei fautori della riforma della Chiesa al cuore del Concilio Vaticano II, come mai si è trasformato in un “arciconservatore”? Meno male che Kung – appositamente intervistato – ce lo spiega!Poi giù botte al Papa per la «più vergognosa delle sue decisioni», quella di voler riconciliare con la Chiesa un famoso negatore dell’Olocausto: il vescovo Richard Williamson (che lo si ricorda di passaggio ma è Inglese, mica tedesco) adesso sarebbe – secondo l’autore - un «membro della Chiesa cattolica approvato dal Papa. «Una decisione profondamente immorale» nonostante il Vaticano continui ad affermare che la riabilitazione non c’entra niente (come ahimè tutti dovrebbero sapere) con le posizioni negazioniste di Williamson. Triti e ritriti argomenti, ma sapientemente e diabolicamente conditi dall’autore del filmato con interviste emotivamente cariche e che attirano compassione o immedesimazione. Infine una canonizzazione di un prete liberale nelle filippine che celebra in  maniera creativa, non tiene conto dei diktat del «Rotweiler di Dio», e rigetta la sua politica sull’impedire la contraccezione. Una versione del cattolicesimo che piace a Tatchell.
Non parliamo poi della parte sugli embrioni e il loro uso per la sperimentazione e ricerca di medicinali: il «Vaticano» continuerebbe ostinatamente a considerare gli embrioni come esseri umani (ma si tace accuratamente sul fatto che molte chiese ortodosse, e pure tutti i musulmani e tanti altri hanno la stessa, medievale e offensiva credenza di questo «papa dogmatico». E si tace pure sulle cellule staminali adulte). Intelligente e diabolica strategia mediatica, poverissimo servizio di informazione; strategia condita di narrazione di esperienze, selezione accurata di casi umani e generazione di conflitto. Comprese le voci di omosessualità su Newman e il suo antagonismo contro la Chiesa Cattolica (non si capisce perché ci sarebbe entrato, se era così dissenziente con essa…). Ma il Papa «sta reinventando» Newman, per servirsene! Ultimo colpo di scena di uno spettacolo che usa tutti gli ingredienti a disposizione per attirare il pubblico, presentandogli una immagine distorta del Papa (intollerante, inaccettabile e che non si dovrebbe neanche accogliere in Gran Bretagna) e tutto a pochi giorni dal suo arrivo tra i destinatari di questo cosiddetto “documentario”.


© Cantuale Antonianum, 2010

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