Cerca nel blog (argomenti, singole parole o frasi):

Caricamento in corso...

Condividi

domenica 13 marzo 2011

Preghiere più fedelmente tradotte: La colletta della Prima Domenica di Quaresima

Una meditazione sulle orazioni del Messale, alla ricerca del significato recondito delle "oscure" formulazioni latine, spesso rese "facili" - ma un pochino ingannevoli - dall'attuale traduzione CEI degli oremus liturgici.
Il caso della colletta della Prima Domenica di Quaresima è alquanto interessante. Ecco la preghiera del Missale Romanum:

Concéde nobis, omnípotens Deus, ut, per ánnua quadragesimális exercítia sacraménti, et ad intellegéndum Christi proficiámus arcánum, et efféctus eius digna conversatióne sectémur. Per Dóminum.

traduzione CEI:
O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita.

traduzione personale:
Concedi a noi, Dio onnipotente, per mezzo delle annuali osservanze esteriori del tempo sacramentale dei Quaranta giorni, di poter crescere nella comprensione del segreto di Cristo, e di conseguirne gli effetti con un giusto comportamento [oppure: seguire ciò che Cristo ha effettuato con un comportamento che ne sia degno].

Commento: stavolta tradurre letteralmente la colletta non è davvero fattibile. Ho trovato parecchie diverse traduzioni, che partono dai significati multipli della parola "sacramentum", "arcanum", ed "effectus".
Di certo la colletta non ha nessun riferimento alla "celebrazione" in senso liturgico della Quaresima, come pare mettere in evidenza la traduzione ufficiale (in rosso ho evidenziato i concetti non presenti nell'originale e che troviamo invece nell'adattamento italiano). "Celebrare" non c'è proprio come concetto. Si parla invece di un "esercitarsi" che molti traducono proprio nel senso di "esercitazioni militari", per questo ho proposto "osservanze esteriori": l'accento è messo sugli esercizi quaresimali (digiuno, preghiera ed elemosina). Questi esercizi segnano il "sacramento dei Quaranta giorni": la Quaresima è vista come un vero è proprio segno esteriore di una grazia interiore (questo è un sacramento). Tradurre "segno sacramentale della conversione" svia il discorso. La Quaresima non è segno sacramentale di qualcos'altro, fosse pure la nostra conversione (che la colletta non cita). E' un tempo di grazia, in questo senso un "tempo sacramentale" che torna "annualmente" (come dice la colletta) a proporci sani esercizi per la nostra vita cristiana.
Che cosa chiediamo nella preghiera di oggi? Due sono le richieste: 1) che gli esercizi della quaresima ci portino a comprendere meglio il segreto di Cristo. "Arcanum" non è mysterium, per questo non dovrebbe essere tradotto: "mistero di Cristo", ma piuttosto è "enigma", "cosa incomprensibile". Si fa qui riferimento, ovviamente, alla "disciplina dell'arcano", tipica della comunità cristiana primitiva, che svelava solo progressivamente ai catecumeni e ai neofiti il segreto della fede: la morte e risurrezione di Cristo, da penetrare anche con l'intelletto, pur nella loro inesauribile profondità. Quindi qui si fa riferimento proprio al lato "misterioso" e "non comprensibile a tutti" del Mysterion della morte e risurrezione del Signore.
2) La seconda richiesta è meno chiara della prima, e la traduzione può essere molteplice nelle sue sfumature. Infatti si può intendere che chiediamo di poter ricercare gli effetti dell'arcano di Cristo che si concretizzano in una condotta di vita giusta e santa (digna conversatione), oppure che preghiamo per poter "seguire" con il nostro comportamento ciò che Cristo ha fatto (ha compiuto efficacemente): essendo la preghiera della prima Domenica di Quaresima, si può presumere che chiediamo, implicitamente, di ripercorrere i quaranta giorni di lotta vittoriosa contro il diavolo che Cristo stesso combattè nel deserto. Comunque sia la categoria di "testimonianza" qui non c'entra nulla. E' una questione che riguarda noi e il nostro rapporto con l'efficacia dell'azione di Cristo. La preghiera - oggi - parla di "seguire" o "correre dietro", "ricercare"; dunque non di "far vedere ad altri", quanto piuttosto di sperimentare in noi e nel nostro stile di vita rinnovato la realtà salvifica incontrata.

1 commento:

lycopodium ha detto...

L'idea che il sacramento o il sacramentale siano sempre e ovunque "segno di qualcos'altro" è molto diffusa. Dire "segno di qualcos'altro" rimanda ad un "di più", ma questo rimandare mi sembra oggi detto in modo inadeguato, come nell'esempio citato nel post.
Perché? Perché non rispetta e sembra voler spasmodicamente prescindere dallo statuto proprio di sacramento e sacramentale: che registra la misteriosa coincidenza tra il fenomeno e il numeno, tra il tutto e il frammento, tra il livello ontologico e quello fenomenologico.
Ho notato questo tempo fa, riflettendo sulla formulazione alternativa per l'imposizione delle ceneri, quella che al "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai" sostituisce “convertiti e credi al Vangelo”.
D'accordo per il significato teologico, ma la liturgia non è solo “teologia pregata” ma anche "rito" (la teologia, come diceva il card Kasper, è “liturgia pensata (in ginocchio)”; se è “rito” tanto più è tale quanto armonizza i vari “codici” sensoriali e quando sono armonizzati i codici avviene un’ “evidenza”; la formula antica realizzava questo equilibrio, nel corpo e nello spirito; con la nuova formula (un passepartout) l’equilibrio è “nel pensiero” e – solo volontaristicamente – nel segno.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online