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lunedì 13 febbraio 2012

Attirare i giovani e allontanare tutti gli altri: il nuovo precetto liturgico di Trento

Riassunto: Rock e lode in inglese va bene, ma guai se volete pregare come si prega da 15 secoli! Pensavo fosse uno scherzo degli "Ulras" della Messa in Latino, e invece la fantasia supera la realtà! Mentre il settimanale diocesano di Trento benedice la Messa "Rock", rifacimento simil-heavy-metal della "classica" messa Beat degli anni '60 (passata per un periodo a Messa "Pop"...), stimmatizza in maniera assurda, esponendo inutili "perplessità", l'iniziativa di un altro sacerdote della stessa diocesi che si è azzardato a celebrare per i giovani la Messa in forma straordinaria (pur rimanendo nella cattolicità - si affanna a dire la nota stampa!). Parole forti e assolutamente sconvenienti, che verrebbero da una "nota stampa" ufficiale (di cui però non c'è traccia nel sito ufficiale dell'Arcicdiocesi tridentina). Si dice anche che per questa "occasionale" Messa antica (= speriamo non si ripeta mai più), mica possono entrare tutti "indiscriminatamente" in chiesa. Si vede con chiarezza che la diocesi di Trento vuole fare "discriminazioni", non serve che lo scrivano.

Invece lodi sperticate e senza imbarazzi per i canti "con testi biblici", appiccicati ad una Messa "Rock e lode". Questa sì invece ad "ingresso libero".

Vi posto, giusto perché vi rendiate conto di cosa si sono sorbiti, un paio di esempi del "Christian rock" tanto esaltato come nuova proposta "ringiovanente" la liturgia. Io, personalmente, non ho nulla contro i gruppi cristiani che vogliono esprimere con musica contemporanea i loro sentimenti religiosi. Ma certo queste prove devono stare FUORI della liturgia. Non sono nate per essa e non c'entrano niente con la preghiera pubblica della Chiesa, nè ora, nè mai, nonostante quello che pensino a Trento. E poi questi signori che si ravvoltolano nel giovanilismo, sono gli stessi che lanciano strali alle "messe concertate" del XVIII e XIX secolo, che mettevano la musica "moderna" di allora a servizio della liturgia, per attirare gente in chiesa! A me pare che comunque Mozart e Vivaldi diano ancora i loro bei punti agli Stryper... Ditemi un po' voi.
Il titolo della canzone è un gioco di parole: "[Mandiamo] all'inferno il diavolo".



Già il testo della "difesa" d'ufficio apparsa sul settimanale "La vita trentina" la dice lunga sul "mettere le mani avanti" per evitare polemiche... Leggete, leggete:
High Voltage, band rock trentina sulla scena locale da sedici anni, l'ha preso alla lettera. Sabato 11 febbraio alle 22.30 ad Albiano animerà infatti la prima "messa rock" della provincia, supportata da un coro di tutto rispetto.
I suoi trenta componenti - diretti da Nadia Folgheraiter- sono musicisti e cantanti (giovani ma non solo) quasi tutti provenienti da altre formazioni canore della Val di Cernbra, che si sono riuniti per l'occasione e che ormai da tre mesi lavorano a pieno ritmo al progetto.
Gli High Voltage eseguiranno durante la celebrazione sette brani, due degli Stryper e cinque, dalle sonorità più pacate, composti dal leader solista della band, Michael Sweet.
Gli Stryper sono i padri del "Christian metal" (o "white metal"), un sottogenere tematico dell'heavy metal che contiene espliciti richiami a testi, tematiche e professioni di fede cristiane, e che gli album della band californiana, grazie al loro successo mondiale, hanno contribuito a diffondere a livello mediatico.
Anche i testi delle canzoni che saranno eseguite durante la messa ad Albiano, concordati con il parroco don Stefano Zeni, sono ispirati alla Bibbia. Dunque appropriati per una funzione religiosa, solo a ritmo più... rock del solito.
Non si tratta però di un concerto né di una spettacolarizzazione, non sarà niente di sacrilego o ridicolo, ci tengono a precisare i musicisti trentini: sarà una vera e propria Santa Messa.
Se di primo acchito può sembrare una trovata fuori luogo, che fa storcere il naso, l'intento che ci sta dietro è buono e più che mai condivisibile: portare i giovani in chiesa.
L'idea è venuta tempo fa ad un ragazzo della band che, in vacanza a Riccione, ha assistito ad una messa con canzoni pop.
Da lì il desiderio di fare lo stesso nel suo paese, con la sua band e la loro musica metal.
Le cose non sono state fatte alla leggera, sull'onda dell'entusiasmo e della novità: l'idea è stata maturata e condivìsa tra i membri della band per diversi mesi ed è diventata presto un impegno serio, che ha avuto la fortuna di trovare fin da subito il sostegno di don Stefano Zeni.
Il parroco di Albiano si è preoccupato di mostrare i testi tradotti delle canzoni al vescovo Luigi Bressan, spiegandogli iprogetto di avvicinare i giovani alla chiesa anche con linguaggi nuovi e moderni a loro più vicini.
La musica è un modo per sintonizzarsi sulle stesse frequenze; al centro rimane la sacralità della liturgia.
Lo ha sottolineato il comunicato dell'ufficio stampa diocesano che, divulgando la notizia della messa rock, ha ripreso l'incoraggiamento della Cei del 1999 ("Educare i giovani alla fede"):
«In particolare occorre assumere appropriate categorie interpretative, che aiutino a conoscere e a comprendere le domande dì sempre dei giovani, ma anche le loro nuove culture, i linguaggi sempre più variegati e gli strumenti con cui si esprimono, con forme e modalità spesso di non facile interpretazione per il mondo degli adulti.
E io che pensavo i giovani preferissero i canti di Taizé. Forse a Trento non sono mai arrivati? Mandate qualche CD al Settimanale Diocesano!!
Evitando atteggiamenti di rifiuto, dobbiamo giungere a discernere il"vero"che queste culture presentano sotto le vesti del"nuovo"». L'evento trova il suo spazio, immancabile, anche su facebook.
Sul celebre social network sono quasi duecento coloro che assicurano di esserci sabato ad Albiano; nel frattempo l'invito alla messa rock ha già raggiunto telematicamente quasi 2500 giovani.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Se voglio sentire un concerto rock non vado in chiesa. A me la messa in gregoriano piace, quando posso la seguo, e la chiesa che officia in questo rito è sempre piena!

Ubi humilitas, ibi sapientia. ha detto...

Pienamente d'accordo con lei Padre.
Fuori dalla Liturgia tutto quel che si vuole!
Attirare i giovani in chiesa, serve -o dovrebbe servire-per attirarli alla Liturgia.
E nella Liturgia esprimiamo la nostra preghiera e la nostra Fede e ci nutriamo del Corpo e Sangue di Cristo.
L'attirare in chiesa deve servire ad avvicinare, accostare, i giovani ai Sacramenti, segni visibili ed efficaci della Grazia.
Ecco, io non vorrei avventurarmi in giudizi che hanno del temerario, ma se ragionando sottilmente arrivo alla conclusione che non si faccia la giusta distinzione tra il semplice riempire la chiesa edificio e il ben più fondamentale portare ai Sacramenti -che "riempiono" noi di "Grazia"- allora quell'ottimo "medico" che guida la Chiesa ha ben diagnosticato che il problema è... la Fede.
Aspettiamo ottobre, sperando che l'inizio dell'anno dellla Fede porti i suoi frutti.

Anonimo ha detto...

da giovane e mi sento di dire che con le "messe rock" di giovani se ne attirano proprio pochini. è giusto rivedere e aggiornare i mezzi di apostolato in un mondo che cambia (la Chiesa lo fa dai tempi degli Apostoli), ma con queste pallide e tardive imitazioni rockettare ci si copre solo di ridicolo, rischiando fra l'altro di ledere anche la sostanza del messaggio, con danno gravissimo.
Che poi i nuovi settori in cui investire le energie non mancherebbero! un solo esempio fra tanti, in Youtube ci sono molti video "cattolici" e piuttosto tradizionali, molto ben fatti (alcuni riproposti in questo sito), che possono dire qualcosa ad un giovane lontano dalla fede, però sono quasi solo in lingua inglese, perché non tradurli? o prendere spunto?

Christianus Tridentinus ha detto...

Ero tra i presenti alla Messa solenne nella forma straordinaria. A parte qualche cosetta che non ho condiviso, il tutto è stato davvero molto soddisfacente. La chiesa era piena (molti erano in piedi), c'erano tanti giovani, tante ragazze e signore (talvolta alle Messe tridentine gli uomini sono schiacciante maggioranza), numerose famiglie con bimbi. E' stata cantata la Messa "De angelis" e i partecipanti hanno intonato piuttosto bene i canti (francamente, c'era più partecipazione lì che a tante Messe in italiano - senza con questo volerl denigrare queste ultime). Alla fine tutti insieme abbiamo cantato il Christus vincit: quasi commovente l'unione che sembrava trasparire dalle voci dei presenti...
In più, la celebrazione è stata offerta in maniera particolare per il sommo Pontefice, che è stato difeso con forza da mons. Agostini nell'omelia.
A onor del vero, devo dire che non mi sono accorto siano stati posti chissà quali ostacoli alla partecipazione (temevo l'ingresso fosse controllato, ma in realtà non era così). Spiace però che qualcuno in diocesi ci consideri fedeli di serie B e duole al cuore di fedeli trentini - penso - sentirsi "tollerati" e poco amati.

Anonimo ha detto...

Io, con tutto il rispetto possibile, mi sento di dire che questa cosa della messa rock è una vera pagliacciata balsfema, e che se fosse vero che la Diocesi ha espresso "perplessità" riguardo alla messa in latino, mi dispiace ma un comportamento simile è proprio da *******.

sergio ha detto...

Tempo fa nella mia chiesa è stato presentata come concerto serale, al di fuori della liturgia, una messa che in Olanda fanno ogni domenica in una chiesa di Amsterdam,per appassionati. Coro, pianoforte, batteria, e qualche altro strumento. Cantata in olandese. Una cosa sgradevole,bruttta stridente, una serata rovinata. L'idea che si faccia qualcosa di simile durante una messa vera mi lascia perplesso se pensano che sia un modo efficace di evangelizzazione. Ci saranno 2500 giovani, e magari più,perchè è un concerto gratis e la band è conosciuta in loco. Ma torneranno? Saranno attirati dal messaggio evangelico. Auguriamocelo,ma personalmente mi pare che i preti coinvolti pecchino di ingenuità. Si insegna il marketing in seminario?

Anonimo ha detto...

La Chiesa è sempre stata un luogo solo di preghiera e di Adorazione a Cristo che in teoria dovrebbe essere il "core" della Messa,(teocentrico) in cui si rinnova il sacrificio di Gesù. Nel momento in cui la liturgia viene letteralmente storpiata e aggredita con forme violente di "preghiera" (antropocentrica, nel senso che il "core" non è più Gesù Cristo ma è l'uomo, in questo caso il gruppo rock che è al centro dell'attenzione di tutti), significa che c'è qualcosa che non va sia nel prete che in un certo senso ha fallito nella sua missione(se necessita di tali strane forme per attirare giovani), sia nei fedeli, accorsi numerosi solo per assistere incuriositi ad un puro concerto.
A prescindere dalle intenzioni, comunque, è sufficiente osservare la locandina di presentazione, con tanto di diti medi in bella vista e look luciferino. E' proprio vero: il fumo di satana è entrato in Chiesa da molto tempo e ci sguazza pure con la complicità di pseudo ministri del culto

"Una dolorosa apparizione"
Mio carissimo padre,
venerdì mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Gesù.
Era tutto malconcio e sfigurato. Egli mi mostrò una grande moltitudine di sacerdoti regolari e secolari, fra i quali diversi dignitari ecclesiastici; di questi chi stava celebrando, chi si stava parando e chi si stava svestendo delle vesti sacre.
La vista di Gesù in angustie mi dava molta pena, perciò volli domandargli perché soffrisse tanto. Nessuna risposta n’ebbi.
Pero’ il suo sguardo si riporto’ verso quei sacerdoti; ma poco dopo, quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritiro’ lo sguardo ed allorche’ lo rialzo’ verso di me, con grande mio orrore, osservai due lagrime che gli solcavano le gote.
Si allontano’ da quella turba di sacerdoti con una grande espressione di disgusto sul volto, gridando: “Macellai!”.
E rivolto a me disse: “Figlio mio, non credere che la mia agonia sia stata di tre ore, no; io saro’ per cagione delle anime da me piu’ beneficate, in agonia sino alla fine del mondo. Durante il tempo della mia agonia, figlio mio, non bisogna dormire.
L’anima mia va in cerca di qualche goccia di pieta’ umana, ma ohime’ mi lasciano solo sotto il peso della indifferenza. L’ingratitudine ed il sonno dei miei ministri mi rendono piu’ gravosa l’agonia.
Ohime’ come corrispondono male al mio amore! Cio’ che piu’ mi affligge e’ che costoro, al loro indifferentismo, aggiungono il disprezzo, l’incredulita’.
Quante volte ero li’ li’ per fulminarli, se non fossi stato trattenuto dagli angioli e dalle anime di me innamorate…
Scrivi al tuo padre e narragli cio’ che hai visto ed hai sentito da me questa mattina. Digli che mostrasse la tua lettera al padre provinciale…”.
Gesu’ continuo’ ancora, ma quello che disse non potro’ giammai rivelarlo a creatura alcuna di questo mondo.
Questa apparizione mi cagiono’ tale dolore nel corpo, ma piu’ ancora nell’anima, che per tutta la giornata fui prostrato ed avrei creduto di morirne se il dolcissimo Gesu’ non mi avesse gia’ rivelato…
Gesu’ purtroppo ha ragione di lamentarsi della nostra ingratitudine!
Quanti disgraziati nostri fratelli corrispondono all’amore di Gesu’ col buttarsi a braccia aperte nell’infame setta della massoneria!
Preghiamo per costoro acciocche’ il Signore illumini le loro menti e tocchi il loro cuore.
Fate coraggio al nostro padre provinciale, che copioso soccorso di celesti favori ne ricevera’ dal Signore.
Salutatemi il padre provinciale e ringraziatelo per me dell’applicazioni.

Fra Pio
Pietralcina, 7 aprile 1913

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