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sabato 7 aprile 2012

"Dammi questo straniero": il canto di Giuseppe di Arimatea

Canto Bizantino Τον ήλιον κρύψαντα per il Sabato Santo

Questo inno è un lamento che fa parlare Giuseppe di Arimatea a Pilato, mentre chiede il corpo di Gesù. Un bellissimo inno della Settimana Santa bizantina. Gesù è indicato come "lo straniero", e punta così all'insegnamento di Gesù, al suo principio fondamentale di amore senza condizione verso il fratello sconosciuto e lo straniero. E' dedicato a tutti gli stranieri, che solo Maria sente suoi figli.




Vedendo il sole nascondere i suoi raggi
e il velo del Tempio squarciarsi alla morte del Salvatore,
Giuseppe andò da Pilato, implorandolo, gli disse:
Dammi questo straniero,
che dall'infanzia fu ospite in questo mondo come uno straniero,
Dammi questo straniero,
che il suo popolo ha odiato e fatto morire come uno straniero,
Dammi questo straniero,
alla vista della cui estranea morte sono meravigliato
Dammi questo straniero,
che conobbe come dare ospitalità al povero e allo straniero
Dammi questo straniero,
che i Giudei hanno estraniato dal mondo per invidia
Dammi questo straniero,
così che possa nasconderlo in una tomba
lui, che come straniero non ha un luogo dove porre il capo
Dammi questo straniero,
che sua Madre vide morto e pianse addolorata:
"O Figlio mio e Dio, anche se sono ferita nell'animo e il mio cuore è colpito,
nel vedere il tuo cadavere
lo stesso, con fiducia, magnifico la tua Risurrezione".
Fronteggiando Pilato con queste parole,
il nobile Giuseppe prese il corpo del Salvatore,
e con timore lo avvolse in lini e dolci aromi
e lo pose in una tomba nuova che portò a tutti
vita eterna e infinita misericoridia

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