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sabato 8 settembre 2012

Come stella mattutina e luna piena, così nasce la Vergine Maria. Parola di Sant'Antonio

Maria Immacolata tra i santi Francesco e Antonio (opera del Nuvoloni)
Vi posto ampi stralci del bellissimo sermone mariano di Sant'Antonio in onore della Nascita della Beata Vergine Maria, festa che il santo Dottore padovano colloca all'inizio della Redenzione, preparazione prossima della vera Arca dell'Alleanza, che doveva contenere l'Eterna Parola di Dio fatta carne. I quattro sermoni mariani, a differenza degli stilizzati ed elaborati sermoni domenicali antoniani, paiono a prima vista più simili a quella che doveva essere la viva predicazione del Santo, e soprattutto ci riportano la sua personalissima devozione alla Madre di Dio, attestataci dai contemporanei e dalle diverse biografie, e certificata dalla sua penna anche nelle bellissime preghiere composte da Antonio all'indirizzo della Vergine e collocate al termine delle sezioni di ciascun sermone.

La gloriosa Vergine Maria fu "come la stella del mattino fra le nubi" (Eccli 50,6)…

La stella del mattino è chiamata lucifero, portatrice di luce, perché splende più di tutte le stelle, e in modo più esatto è detta iubar, splendore, astro. Porta la luce, perché precede il sole e annuncia il giorno, irrora le tenebre della notte con il fulgore della sua luce.
    Stella del mattino, portatrice di luce, è la Vergine Maria che, nata nell'oscurità della nube, dissolse la tenebrosa caligine e a coloro che stavano nelle tenebre, nel mattino della grazia annunciò il sole di giustizia. Infatti, riferendosi a lei, il Signore dice a Giobbe: "Sei tu che fai spuntare a suo tempo la stella del mattino?" (Gb 38,32). Quando venne "il tempo di usare misericordia" (Sal 101,14), "il tempo di costruire la casa del Signore" (Ag 1,2), "il tempo favorevole e il giorno della salvezza" (2Cor 6,2), allora il Signore fece sorgere la stella del mattino, cioè la Vergine Maria, perché fosse la luce dei popoli. E i popoli devono dire a lei ciò che il popolo di Betulia disse a Giuditta:
"Il Signore ti ha benedetta con la sua potenza, perché per mezzo tuo ha annientato i nostri nemici. Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo più di tutte le donne che vivono sulla terra. Benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra e ti ha guidata a colpire il capo dei nostri nemici. Oggi egli ha esaltato il tuo nome in modo che la tua lode non cesserà mai dalla bocca degli uomini" (Gdt 13,22-25).
    La beata Vergine Maria, nella sua nascita, fu dunque come la stella del mattino. Di lei dice ancora Isaia: "Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici" (Is 11,1).
    Osserva che la Vergine Maria è paragonata al germoglio, a motivo delle cinque proprietà che questo possiede: è allungato, diritto, solido, esile e flessibile. Così Maria si prolungò nella contemplazione, fu diritta per la sua perfetta giustizia, solida per la fermezza della mente, esile per la povertà e flessibile per l'umiltà. Questo germoglio è uscito dalla radice di Iesse, che fu il padre di Davide (cf. Mt 1,5): da questi discende Maria (cf. Lc 1,27), "dalla quale è nato Gesù, chiamato il Cristo" (Mt 1,16). Per questo motivo nella festa di oggi si legge il brano del vangelo che ricorda la genealogia di Cristo, figlio di Davide (Mt 1,1).
"Come la luna che risplende nei giorni della sua pienezza" (Eccli 50,6). La Beata Vergine Maria è paragonata alla luna piena, perché è perfetta sotto ogni aspetto. La luna in verità è talvolta imperfetta e incompleta, perché ha delle macchie e la forma di falce. Ma la gloriosa Vergine Maria non ebbe mai alcuna macchia, né nella sua nascita, perché fu santificata ancora nel grembo materno e custodita dagli angeli; né durante i giorni della sua vita, perché mai peccò di superbia: sempre rifulse di pienezza di perfezione. Ed è detta luce perché dissolve le tenebre. 

    Ti preghiamo dunque, o nostra Signora, perché, tu, che sei la stella del mattino, scacci con il tuo splendore la nuvola della suggestione diabolica, che copre la terra della nostra mente. Tu che sei la luna piena, riempi la nostra vacuità, dissolvi le tenebre dei nostri peccati, affinché meritiamo di giungere alla pienezza della vita eterna e alla luce della gloria infinita.

    Ce lo conceda colui che ti ha creata perché tu sia la nostra luce, colui che oggi ti ha fatta nascere per poter egli stesso nascere da te. A lui sia onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
(Antonio di Padova, Sermone per la Natività della B.V.M., §§1-2.4) 

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